TERZO SETTORE / Fondazioni
Filantropia tradizione persa? Le esperienze delle fondazioni comunitarie dicono di no
Le realtà che sui territori sostengono, strutturano e democratizzano la filantropia. Raccontate da Fondazione Cariplo.
13 maggio 2015

Quando si pensa al filantropo la mente corre subito a personaggi facoltosi che, per le ragioni più diverse, decidono di donare parte del proprio patrimonio per sostenere attività benefiche. E' una visione che, forse, fino a qualche decina di anni fa poteva anche essere veritiera, ma che inevitabilmente porta a ridurre il concetto stesso di filantropia. In greco questa parola significa letteralmente amore, interesse, simpatia profonda (filìa) nei confronti degli uomini (ànthropos), ed indica la volontà di una o più persone di contribuire al bene di altri donando il proprio tempo, le proprie competenze e le proprie risorse economiche. Una dinamica senza dubbio molto bella ed interessante, soprattutto in un momento storico in cui le difficoltà economiche impediscono a tanti uomini e donne di perseguire coerentemente le proprie aspirazioni e realizzare i propri desideri, se non addirittura di rispondere ai propri bisogni primari.

Proprio per sostenere questa tensione positiva alcuni anni fa nel nostro Paese sono nate delle istituzioni finalizzate a democratizzare la filantropia e promuovere un modello socio-culturale che rafforzi la possibilità e l’opportunità di donare. Che, in poche parole, faciliti il dono. Queste isituzioni, a cui abbiamo dedicato ampio spazio sul nostro sito e anche un capitolo del nostro Primo rapporto di ricerca, sono le Fondazioni comunitarie. Questi soggetti, in poche parole, agiscono da intemediari - sia finanziari che sociali - mettendo al centro del proprio operato la donazione da e per la comunità che abita un determinato territorio. La conoscenza delle dinamiche locali, la capacità di porre in sinergia attori diversi nella realizzazione di opere legate al bene comune, la capacità di collaborare attivamente con istituzioni pubbliche e private, rappresentano le caratteristiche principali di questi attori protagonisti del secondo welfare.

Fondazioni Cariplo è stata la prima istituzione italiana a comprendere prima di altri la portata rivoluzionaria delle Fondazioni di comunità, introducendole progressivamente in Lombardia e nelle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. Le 15 Fondazioni comunitarie nate dall'intuizione di Cariplo ad oggi sono attori molto importanti dei propri territori e contribuiscono attivamente a sostenere le comunità che qui vivono. Sul sito di Fondazione Cariplo sono disponibili alcune "pillole" che a nostro avviso ben raccontano il ruolo assunto da questi soggetti col passare degli anni. Racconti che dimostra come i filantropi non solo esistono ancora, ma sono principlamente persone qualunque, imprenditori, fondazioni, famiglie e gruppi impegnati "semplicemente" nel sostegno della propria comunità.


Riferimenti

Le esperienze dei filantropi

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