TERZO SETTORE / Fondazioni
Il Capitale Paziente: le linee programmatiche di Compagnia di San Paolo per il 2015
Al Teatro Regio di Torino presentate le nuove strategie della Fondazione
28 gennaio 2015

Come da consuetudine intorno al 25 gennaio, giorno di costituzione della Compagnia di San Paolo, avvenuta nel lontano 1563, la fondazione torinese propone un momento di incontro per presentare i principali risultati dell’anno appena trascorso e i propositi per quello appena iniziato. Come dimostra anche il titolo scelto, “Capitale paziente, la cifra della Compagnia”, l’edizione di quest’anno ha voluto concentrarsi sulla capacità della fondazione di sviluppare attività, progetti e visioni a lungo e lunghissimo termine.

Come ha spiegato il Presidente Luca Remmert, il termine "paziente" può essere associato a tanti aspetti che caratterizzano CSP: le attività, gli investimenti e la gestione del patrimonio. La compagnia è paziente perché rispettosa degli obblighi che derivano dall’essere fondazione bancaria, così come delle regole che la stessa fondazione continua a darsi per svolgere le proprie attività; paziente per quella “spasmodica attenzione” utilizzata nella gestione dell’ente, attraverso un rigore che ispira tutti i comportamenti della fondazione: dalla fase di investimento a quelle di realizzazioni, fino al momento del controllo e della valutazione. Un patrimonio, dunque, che oltre che economico è soprattutto umano, basato sul personale della fondazione ma anche sulle centinaia di collaboratori, organizzazioni e associazioni che a diverso titolo ruotano intorno all’ente, rafforzando giorno dopo giorno il suo grande legame col territorio.

Il Presidene di CSP ha ricordato come nel 2014, con l'approvazione della Legge di stabilità, siano state introdotte nuove modalità di tassazione che hanno colpito duramente le fondazioni bancarie. Le imposte per le 88 Fondazioni aderenti all'ACRI con le nuove norme fiscali passeranno da 100 milioni a 360 milioni. Gli oneri fiscali dovuti dalla Compagnia in conseguenza di queste nuove previsioni ammonteranno, nel 2015, a 14 milioni di euro. Questa scelta, ha affermato Remmert, è sintomo di “una politica miope, che ha indebolito soggetti che operano per il bene dei propri territori”. Nonostante questo i risultati dell’anno appena trascorso per CSP appaiono molto positivi.


Le virtù della Compagnia: spunti dal bilancio 2014

Piero Gastaldo, Segretario Generale della Fondazione, ha spiegato (qui la presentazione) come il capitale della fondazione porti con sé, come ovvio, alcuni vizi e rischi, i quali sono tuttavia compensati da diverse virtù, sintetizzabili nelle 4 virtù cardinali - fortitudotemperantiaprudentiaiustitia - attraverso cui può essere compreso meglio il modus operandi di CSP.

Fortitudo - significa fortezza, ovvero la capacità di stare, di resistere (firmitas), ed è una virtù che CSP incarna perfettamente visto che si trova sulla scena torinese da 452 anni. Ancora oggi la fondazione dimostra la propria fermezza affrontando (anche) progetti che hanno una gestazione lunga, che spesso possono durare diversi cicli politico-amministrativi. Quello della fondazione è un capitale paziente perché slegato da dinamiche - in primis il perseguimento di azioni che portino a risultati immediati e visibili - che spesso impediscono di generare benefici per la comunità. La fortitudo è anche dimostrata dalla capacità erogativa di CSP che, nonostante la forte crisi del sistema delle fondazioni bancarie (dal 2010 il capitale complessivo delle 88 FOB è passato da 1.360 a circa 800 milioni di euro) la fondazione è riuscita a mantenere stabile la sua capacità erogativa. A dimostrarlo è anzitutto il fatto che il peso di CSP sulle erogazioni totali delle FOB è passato dall’8% del 2010 al 16% dell'anno appena trascorso.

Prudentia - la fondazione ha potuto mantenere stabile le proprie erogazioni grazie a investimenti oculati e prudenti. Nel 2014 le attività finanziarie della fondazione ammontavano a 6.7 miliardi di euro. Rispetto al 2013 c’è stato un incremento molto consistente, "determinato anche da un po’ di fortuna oltre che da tanta prudentia" scherza Gastaldo, pari a 1.26 miliardi. In un solo anno il portafoglio della fondazione ha registrato un incremento del 23%.

Temperantia – un termine che si può indicare anche con sobrietas, ovvero nella capacità di contenere i costi. CSP spende meno di tutte le altre grandi fondazioni per l'organizzazione e la gestione delle proprie attività. Le spese di CSP in questo ambito sono infatti pari allo 0.29% del proprio patrimonio, contro lo 0.51% delle grandi Fondazioni e lo 0.66% delle aderenti ACRI. Gli organi della fondazione, a fronte della loro ampiezza, sono i meno costosi di tutto il sistema ACRI.

Iustitia – si incarna attraverso liberalitas e humanitas, cioè l’accortezza di destinare risorse verso i bisogni umani più impellenti. Rispetto alle previsioni di inizio 2014, pari a 128 milioni, alla fine dell’anno è stato possibile distribuire i 135,5 milioni. Per la prima volta il settore politiche sociali ha superato quota 50 milioni di erogazioni (51.5 milioni). Queste erogazioni hanno permesso la realizzazione di 812 progetti sviluppati nei 3 settori “classici” - Ricerca e Sanità; Arte, attività e beni culturali; Politiche sociali – ma sviluppati sempre di più in due nuovi “settori trasversali”: Innovazione culturale e Filantropia e territorio.


Carlo Petrini e l’esempio di Slow Money

Per approfondire ulteriormente il tema della pazienza in relazione allo sviluppo del territorio è stato chiesto a Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, di raccontare dell’esperienza di Slow Money. Petrini ha spiegato come la parola “pazienza” indichi la predisposizione d’animo per reagire davanti alle difficoltà, alla sofferenza e, appunto, ai patimenti. Parlare di capitale paziente vuol dire quindi focalizzare i tempi di sofferenza e di crisi che stiamo vivendo, di fronte ai quali stentiamo a dare risposte comprensive di tutti i bisogni emergenti. "Dalla crisi si esce attraverso nuovi paradigmi" ha spiegato Petrini "perché la sofferenza negli anni a venire aumenterà ancora, e continuerà ad aumentare fino a quando non introdurremmo nuovi paradigmi per affrontarla! Non basta aspettare la crescita per sistemare le cose, se non iniziamo a cambiare fin da ora saremo stramaledetti dalle generazioni future”.

Ma nei confronti di chi deve essere paziente il capitale? Anzitutto dei capitalisti, che devono capire che l’orizzonte in cui si muovono non può avere visioni corte. Il bene comune non può essere solo quello perseguito dalle fondazioni, deve essere condiviso dagli imprenditori e da tutti gli altri soggetti presenti sui territori. Slow Money è un esempio di questo tentativo di cambiare paradigma, perché permette di ottenere capitali da investire nella terra e nella produzione del cibo chiedendo tempi più "tranquilli" per restituire il capitale. "Una vigna, ad esempio, dà frutti solo dopo 3 anni. Non si può aver fretta con le vigne, così come con il grano, il salame, la birra… con le produzioni di qualità, artigianali, ci vuole tempo!".

Questi sono "tanti piccoli tasselli virtuosi che fanno il cambiamento. Non serve essere fondazioni bancarie per essere generosi, per fare il proprio pezzettino e mettere il proprio tassello. O ognuno mette il suo poco oppure, continuando col paradigma usato finora, neanche le fondazioni con tutte le proprie risorse potranno fare alcunché".


Le prospettive per il 2015

Il bilancio preventivo 2015 prevede 137 milioni di euro di stanziamenti. Di questi, 50 milioni saranno utilizzati per le politiche sociali, 44 milioni per ricerca e istruzione superiore, 16.5 milioni per la tutela del patrimonio storico-artistico, 15.5 milioni per le attività culturali e 6 milioni per la sanità. A questi importi si aggiungono 400 mila euro per il Fondo nazionale ACRI per iniziative delle fondazioni e 5.1 milioni per i Fondi speciali per il volontariato.

Nell’ambito della ricerca e dell’istruzione superiore l'obiettivo della Compagnia sarà operare con gli atenei per favorire la capacità di attrarre fondi competitivi nazionali ed europei, promuovendo la crescita del sistema regionale della nostra ricerca in sede internazionale. Per quel che riguara le politiche sociali, le attività di CSP punteranno a promuovere un concetto di welfare “responsabilizzante” che stimoli le persone aiutate con meccanismi di coinvolgimento e partecipazione attiva per migliorare la propria situazione. Qualità e sostenibilità saranno i fondamenti delle politiche verso il patrimonio artistico e verso i beni e le attività culturali con la conferma del sostegno ai grandi progetti pluriennali (tra cui quest’anno spiccano Polo Reale e Museo Egizio). Le erogazioni nell’ambito della sanità, come sempre caratterizzate da forte selettività e legate alla ricerca applicata, porranno particolare attenzione al sistema integrato della salute e alla medicina traslazionale.
 
 
Riferimenti
 

La presentazione di Pietro Gastaldo


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