TERZO SETTORE / Fondazioni
Guzzetti: «Un welfare da ripensare. Al centro i bisogni sociali»
Elisabetta Soglio, Corriere della Sera, 12 marzo 2017
13 marzo 2017

"Dobbiamo riprogettare il sistema del welfare italiano e le parole chiave devono essere: comunità, innovazione, coesione sociale". A dirlo, e non certo da poco, è Giuseppe Guzzetti, da vent’anni Presidente di Fondazione Cariplo. In una bella intervista al Corriere della Sera, Guzzetti ha raccontato come la "sua" Fondazione in oltre 25 anni di attività non si sia limitata a sostenere progetti e erogare risorse (circa 3 miliardi di euro dal 1991) ma sperimentare "strade nuove per rispondere alle domande di aiuto sempre più numerose e diversificate". 

"Una volta gli Stati potevano seguire le persone dalla culla alla tomba" dice Guzzetti "oggi è impossibile perché da una parte la crisi ha tagliato le disponibilità economiche. Al tempo stesso i bisogni sono aumentati e le situazioni di rischio sociale sono condizionate da molteplici nuovi fattori come l’invecchiamento della popolazione". Una situazione che bisogna affrontare cominciando a "cambiare la mentalità" e sperimentando "modelli nuovi che abbiano un denominatore comune: quello di partire dal basso".

Cariplo si è mossa in questo solco col bando Welfare in Azione, che dal 2014 ha messo a disposizione 30 milioni in 3 anni per sostenere le idee migliori "che tenessero insieme l’istituzione pubblica, l’associazione di volontariato, la scuola, il comitato di quartiere e l’azienda"." A oggi siamo a 140 idee di innovazione, sono stati finanziati 27 progetti triennali che coinvolgono quasi 400 soggetti. E sa cosa è successo? Che a fronte dei nostri 30 milioni di euro, i progetti ne muoveranno alla fine 67".

Un'iniziativa che, continua Guzzetti, "ha cambiato i rapporti tra pubblico e privato-sociale" e ha permesso la nascita di "nuove alleanze con il mondo delle aziende che hanno scoperto il valore economico, oltre che di immagine, della responsabilità sociale. Un tema che fino a pochi anni fa riguardava solo alcune grandi imprese considerate lungimiranti, ma che oggi si estende anche a imprese di piccola e media grandezza e a piccoli artigiani consapevoli del fatto che, fra le altre cose, il welfare aziendale fidelizza i dipendenti. Infine direi che siamo alla valorizzazione del welfare territoriale, che poi è quel tentativo di ripartire dalla base".


Guzzetti: «Un welfare da ripensare. Al centro i bisogni sociali»
Elisabetta Soglio, Corriere della Sera, 12 marzo 2017

 
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