TERZO SETTORE / Enti religiosi
Warm Up: Caritas e Marina Militare insieme per la prima assistenza ai migranti
Al Convengo Nazionale di Caritas Italiana è stata presentata l'iniziativa che si svolgerà nell'ambito della missione EUNAVFOR MED - Operazione Sophia
26 aprile 2016

Al convegno nazionale di Caritas Italia, che si è svolto a Sacrofano dal 18 al 21 aprile, è stata presentata l'iniziativa “Warm Up”, che aiuterà le unità della Marina Militare impegnate nel salvataggio in mare dei migranti.

Il progetto Warm Up è stato presentato dall’ammiraglio Andrea Gueglio, comandante della missione EUNAVFOR MED - Operazione Sophia. Avviata lo scorso 22 giugno 2015 per smantellare il business del traffico e della tratta di esseri umani nel Mar Mediterraneo Centro meridionale, questa missione dell'Unione Europea negli ultimi mesi ha soccorso in mare migliaia di donne, uomini e bambini che rischiavano la propria vita pur di raggiungere il Vecchio Continente. Le operazioni di salvataggio in mare sono complesse e spesso rese ulteriormente difficili a causa di condizioni atmosferiche avverse. Per queste ragioni, non di rado si registrano situazioni di ipotermia nelle persone tratte in salvo, che possono essere superate attraverso interventi sanitari rapidi, la cui efficacia dipende anche dalla disponibilità immediata di abiti asciutti.

Per affrontare questo problema Caritas Italiana si è impegnata a fornire al Comando dell’Operazione Sophia abbigliamento e calzature da distribuire ai profughi nel corso delle operazioni di soccorso e salvataggio in mare. Un progetto che che Caritas ha battezzato “Warm up” (riscaldare) ed ha presentato a tutti i referenti diocesani presenti al convegno di Sacrofano come ulteriore segno tangibile di vicinanza a quanti arrivano nelle nostre comunità in fuga da guerre, fame, disastri ambientali, persecuzioni politiche e religiose.

Oliviero Forti, responsabile Immigrazione di Caritas Italiana, ha spiegato che “il progetto congiunto nasce dalla volontà di collaborazione fra due realtà, Caritas e EUNAVFOR MED, che in modo diverso ma complementare sono impegnate nel difficile compito di tutelare la vita e i diritti di chi cerca di raggiungere l'Europa. Le navi partecipanti all'operazione di ricerca e soccorso in mare sono in prima linea per sottrarre queste persone ad un destino che purtroppo lo scorso anno ha visto oltre 3.500 vite naufragate nel mar Mediterraneo. La rete Caritas, dal canto suo, assicurando migliaia di posti in accoglienza, tenta di restituire ai profughi speranza e fiducia nel futuro”.

Già nelle prossime settimane saranno consegnati al porto di Agusta i primi mille kit che consistono in una tuta, in biancheria intima, calze e in un paio di scarpe. “L'idea di fornire abiti asciutti da distribuire nell'immediatezza delle operazioni di salvataggio in mare – ha concluso Forti – cerca di essere un ulteriore segnale di vicinanza a queste persone che prima di quel momento hanno vissuto giorni, settimane, mesi molto difficili. Un abito caldo e asciutto, dopo tante ore di mare in condizioni difficilissime, è il primo abbraccio che il nostro paese può dare a uomini, donne e bambini per riscaldare i loro cuori”. Commentando il progetto il cardinale Francesco Montenegro, presidente di Caritas Italiana ed Arcivescovo di Agrigento, ha sottolineato che “finché c’è un uomo disposto a metterci il cuore, c’è possibilità di cambiare qualcosa”. 

Caritas Italiana ha confermato, inoltre, il proprio impegno nei Paesi d’origine dei migranti – in particolare attraverso la campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra" –, lungo tutte le rotte dei profughi e in alcuni dei Paesi di arrivo. In Siria e nei Paesi limitrofi, a Gaza, in Iraq sono forniti ogni giorno alloggi, assistenza sanitaria, cibo, generi di prima necessità, istruzione, protezione a donne e bambini, assistenza psicologica per traumi causati dal conflitto. Nell’Europa dell’Est le Caritas dei paesi maggiormente coinvolti, con il sostegno di Caritas Italiana, si sono attivate per portare aiuti a questa marea umana priva di tutto: generi alimentari, acqua, materiale per l’igiene, pannolini per i neonati.

Inoltre, a seguito dell’appello del Papa a estendere l’accoglienza dei richiedenti la protezione internazionale nelle parrocchie, nelle comunità religiose, nei monasteri e nei santuari, e sulla base del Vademecum dei Vescovi italiani, negli ultimi mesi si è assistito a un'importante attivazione solidale, che Caritas Italiana ha messo a punto un Rapporto dal titolo emblematico “La primavera dei profughi e il ruolo della rete ecclesiale in Italia”. Dalla rilevazione emerge che, alla data del 15 aprile 2016, in 196 diocesi sono attive 22.044 accoglienze.


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