TERZO SETTORE /
Cos'è e come si può utilizzare il Fondo di finanziamento per progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore
Organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni hanno tempo fino all'11 dicembre per presentare le proprie proposte
07 dicembre 2017

La riforma del Terzo settore, il cui percorso è iniziato nel 2014, è finalmente entrata nella fase attuativa, Il 31 luglio 2017 è stato promulgato il Decreto Legislativo n. 117 “Codice del Terzo settore” e ora iniziano a prendere corpo i primi atti amministrativi che ne definiscono la concreta attuazione. In questo senso vi segnaliamo l’istituzione del Fondo di finanziamento di progetti e attività di interesse generale del Terzo settore e il relativo bando promosso dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali.


Gli obiettivi del Fondo


Il 13 novembre 2017 il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti ha pubblicato l’atto di indirizzo previsto dall’art. 72 del Codice del Terzo settore finalizzato a definire la gestione del Fondo di finanziamento di progetti e attività di interesse generale nel Terzo settore.

L’art. 72 comma 1 afferma “Il Fondo previsto dall’articolo 9, comma 1, lettera g) , della legge 6 giugno 2016, n. 106, è destinato a sostenere, anche attraverso le reti associative di cui all’articolo 41, lo svolgimento di attività di interesse generale di cui all’articolo 5, costituenti oggetto di iniziative e progetti promossi da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni del Terzo settore, iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore”.

L’atto di indirizzo, a partire dai contenuti dall’articolo, individua obiettivi generali, aree prioritarie di intervento e linee di attività finanziabili. Per determinare gli obiettivi generali, il documento si riferisce all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015. Gli obiettivi del Fondo sono:

  • promuovere la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  • promuovere un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti;
  • promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti;
  • promuovere le pari opportunità e contribuire alla riduzione delle disuguaglianze;
  • promuovere società giuste, pacifiche e inclusive;
  • promuovere un’agricoltura sostenibile e responsabile socialmente.

Mentre le aree prioritarie d’intervento sono:

  • contrasto delle forme di sfruttamento del lavoro, in particolare in agricoltura, e del fenomeno del caporalato;
  • sviluppo della cultura del volontariato, in particolare tra i giovani e all’interno delle imprese;
  • sostegno all’inclusione sociale, in particolare delle persone con disabilità e non autosufficienti;
  • prevenzione e contrasto delle dipendenze, ivi inclusa la ludopatia;
  • prevenzione e contrasto delle forme di violenza, discriminazione e intolleranza, con particolare riferimento a quella nei confronti di soggetti vulnerabili;
  • contrasto a condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale, con particolare riferimento alle persone senza dimora, a quelle in condizioni di povertà assoluta o relativa e ai migranti;
  • sviluppo e rafforzamento della cittadinanza attiva, della legalità e della corresponsabilità, anche attraverso la tutela e la valorizzazione dei beni comuni;
  • sostegno alle attività di accompagnamento al lavoro di fasce deboli della popolazione;
  • contrasto alle solitudini involontarie specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento partecipato;
  • sviluppo di forme di welfare generativo di comunità anche attraverso il coinvolgimento attivo e partecipato in attività di utilità sociale dei soggetti che beneficiano di prestazioni di integrazione e sostegno al reddito nonché degli altri appartenenti alle categorie di cui all'articolo 1, comma 312, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 e all’articolo 1, commi 86 e 87, della legge 11 dicembre 2016, n. 232;
  • sviluppo delle reti associative del Terzo settore e rafforzamento della loro capacity building, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi di supporto agli enti del Terzo settore;
  • sensibilizzazione e promozione del sostegno a distanza.


Struttura del Fondo

Il Fondo si suddivide in due componenti. La prima parte, di 10 milioni di euro, a carattere rotativo, è destinata a finanziare tramite contributi agevolati specifici programmi di investimento finalizzati allo svolgimento delle attività di interesse generale poste in essere da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni del Terzo settore. Tali contributi, una volta restituiti, ricostituiranno nuovamente il fondo.

Le agevolazioni previste potranno riguardare:
a) acquisto di terreni agricoli da impiegare per le attività di agricoltura sociale;
b)
acquisto/realizzazione/adeguamento di fabbricati, opere edili comprese le ristrutturazioni;
c)
macchinari, impianti e attrezzature varie nuovi di fabbrica;
d) programmi informatici, servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
e) veicoli e autoveicoli da utilizzare per il diretto soddisfacimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.

La seconda parte del Fondo, equivalente a 71 milioni di euro, è invece finanziata annualmente ed è finalizzata al finanziamento di progetti di rilevanza nazionale e locale. Mentre i fondi per i progetti di rilevanza locale saranno gestiti dalle Regioni, i fondi per i progetti di rilevanza nazionale sono stati allocati tramite un avviso pubblico, pubblicato il 14 novembre 2017.

Al Fondo si aggiungono poi le risorse previste da precedenti normative e gestiti ai sensi dell’art. 73 che corrispondono a 10,33 milioni di euro. In totale sono stanziati 91 milioni di euro.


Il bando

I progetti presentati per ottenere le risorse disposte dall’avviso pubblico, parte della seconda componente del Fondo, devono rispettare obiettivi e priorità d’intervento definiti dall’atto di indirizzo e prevedere l’effettuazione di attività d’interesse generale così come definite dall’art. 5 del Codice del Terzo settore.

Il progetto deve realizzarsi in almeno dieci Regioni (incluse le due Province Autonome di Bolzano e Trento) e durare dai dodici ai diciotto mesi. I proponenti devono essere Organizzazioni del Terzo settore (quindi organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale o fondazioni) e possono presentare le proposte sia in forma singola che associata. Il contributo richiesto deve essere compreso tra i 250.000 e i 900.000 euro e non può superare l’80% del costo complessivo del progetto se presentato da un’associazione e il 50% se presentato da una fondazione o da una rete in cui è inclusa una fondazione. La restante quota è quindi a carico dei proponenti, che per coprirla possono avvalersi anche di risorse messe a disposizione da soggetti terzi, sia pubblici o privati. Non è considerato parte del cofinanziamento il lavoro volontario. Possono collaborare al progetto anche enti pubblici o privati, ma questi non possono percepire finanziamenti diretti.

Il finanziamento deve essere finalizzato esclusivamente al progetto presentato, pertanto il bando pone limiti alla copertura di alcune attività come le spese di segreteria e amministrazione ed esclude costi che potrebbero rientrare nell’ordinaria amministrazione delle organizzazioni interessate, come le attività promozionali, l’acquisto e la ristrutturazione di beni immobili o la partecipazione a eventi e appuntamenti istituzionali interni.

I progetti devono tassativamente essere presentati in busta chiusa al Ministero del lavoro e delle politiche sociali - Direzione Generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese entro le ore 12 dell’ 11 dicembre 2017.

 


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