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Volontariato di impresa: alcune riflessioni a partire da "Un Giorno in Dono" di UBI Banca
In cinque anni il programma ha coinvolto 2.700 dipendenti, permesso di donare 5.000 giornate di ferie e garantito alle organizzazioni non profit oltre 500.000 euro in erogazioni. Ma c'è di più.
28 luglio 2018

Negli ultimi anni diverse aziende italiane hanno scelto di sperimentare forme di volontariato di impresa, ovvero iniziative con cui l'azienda incoraggia, supporta o organizza la partecipazione attiva e del proprio personale a sostegno di organizzazioni non profit. In poche parole, si tratta di attività in cui le aziende, con modalità e motivazioni diverse, favoriscono e/o sostengono le iniziative di volontariato svolte dai propri dipendenti

Ad oggi, essendo un fenomeno ancora diffuso a macchia di leopardo, non esistono dati che permettano di capire quanto "pesi" il volontariato di impresa in Italia ma è evidente come sempre più aziende (come indica anche la recente ricerca di Fondazione Sodalitas sul tema) stiano investendo in questa forma di Corporate Social Responsibility. 

Tra le realtà imprenditoriali che hanno avviato programmi di volontaratio di impresa c'è anche UBI Banca, che nel 2014 ha lanciato "Un Giorno in Dono". Un programma che in questi anni ha continuato a crescere nei numeri e, soprattutto, nell'impatto positivo generato tra i dipendenti. E non solo. Nei giorni scorsi sono stati presentati i risultati dell'edizione 2018, ve li presentiamo di seguito.


Cinque anni di "Un Giorno in Dono"

L’idea alla base del progetto è semplice: ai dipendenti di UBI è proposto di "spendere" una giornata di ferie per svolgere attività di volontariato presso alcune organizzazioni non profit del proprio territorio, preventivamente selezionate grazie alla mediazione di un ente terzo (Fondazione Sodalitas). Oltre all'attività prestata grautitamente dal dipendente-volontario, l'organizzazione riceve da UBI una erogazione pari al valore economico della giornata donata dal lavoratore, quantificata in 100 €. 

Dopo una fase pilota lanciata nel 2014 nell'area di Milano (che vi avevamo raccontato qui), "Un Giorno in Dono" è stato replicato su tutto il territorio nazionale. Dal suo avvio il programma ha visto la partecipazione di 2.7000 dipendenti del gruppo, che hanno donato circa 5.000 giornate di volontariato, corrispondenti a circa 40.000 ore di lavoro. Le attività di volontariato si sono svolte presso 100 organizzazioni che hanno scelto di partecipare alle diverse edizioni del programma e che, complessivamente, hanno ricevuto da UBI circa 500.000 € in erogazioni liberali.


I risultati dell'edizione 2018

Nell'ultima edizione i dipendenti di UBI hanno poututo scegliere tra 170 attività di volontariato presso 90 organizzazioni in 42 città e province della Penisola. Complessivamente nell'edizione 2018 i dipendenti hanno donato oltre 1.100 giornate di ferie, mentre UBI Banca ha donato 117.100 euro alle organizzazioni non profit presso cui si sono svolte le attività. 

Mario Napoli, Responsabile Risorse Umane di UBI Banca, ha sottolineato come “alla base del successo di 'Un Giorno in Dono' c'è una cultura della solidarietà diffusa tra i nostri dipendenti e caratteristica della società civile dei nostri territori”, a cui si affianca la capacità di UBI Banca di "interagire in maniera creativa e innovativa con gli enti non profit, realtà di ormai riconosciuta rilevanza sia sociale che economica nel nostro Paese”.


Alcune esperienze concrete 

Durante la presentazione dei risultati dell'edizione 2018, UBI Banca ha anche voluto raccontare alcune esperienze dirette dei propri dipendenti per fare capire quale impatto stia generando "Un Giorno in Dono" tra i partecipanti all'iniziativa.

Gianpietro Cesana, che lavora presso la gestione del personale UBI a Bergamo, ha raccontato la sua esperienza presso la pediatria dell’ospedale Buzzi di Milano. Qui, vestito da clown, ha animato momenti di gioco con i giovanissimi pazienti e ha raccontato come, dopo una mattinata di training, "abbiamo provato a donare momenti di normalità quotidiana anche solo per una decina di minuti a genitori che da settimane vivono in ospedale accanto ai figli con le patologie più diverse, parlando ai ragazzi o tenendoli occupati con i nostri buffi abbigliamenti e i nostri sorrisi". "Dalla prima volta che ho partecipato al programma" ha raccontato Cesana "sono passati anni e non ho mai perso un appuntamento. Ho nuovi amici e ho scoperto tra i colleghi persone vere, delle quali la banca può essere fiera".

Karin Ronzoni, che lavora a Bergamo presso la struttura multichannel di UBI Sistemi e Servizi, ha invece partecipato a un progetto di Agricoltura Sociale presso la Cooperativa Biplano, una Onlus che, nel territorio bergamasco, promuove l’integrazione dei cittadini più fragili e l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. "Abbiamo piantato melanzane e zucchine; pulito cipolle, aglio e scalogno e preparato le casse di frutta e verdura da portare ai mercati il giorno successivo. E, in tutto questo, abbiamo avuto il piacere di conoscere e collaborare con alcuni ragazzi che lavorano nelle serre tutti i giorni per riuscire a trovare il loro spazio nel mondo e riacquistare un po’ di fiducia in loro stessi. A fine giornata, dopo il doveroso giro di saluti, ce ne siamo andati stanchi, sporchi, affaticati ma molto felici. Un’esperienza che riempie il cuore e che sicuramente arricchisce l’anima”.

Nicoletta Arrigo, che lavora nella filiale di Beinette, in provincia di Cuneo, ha svolto la sua giornata di volontariato aziendale a Torino, presso la sede UNICEF. ”Ho scelto di partecipare insieme a Serena, la mia collega di filiale. Per entrambe è stata la prima occasione di prendere parte al progetto. Abbiamo incontrato persone disponibili, che ci hanno insegnato a realizzare le famose ‘Pigotte’: bambole di pezza create esclusivamente da volontarie di ogni età, che ne curano l’allestimento sin nei minimi particolari. Queste bambole vengono poi vendute e il ricavato è destinato alle vaccinazioni dei bambini meno fortunati. A fine giornata ero felice, stavo bene perché avevo dedicato un po’ del mio tempo ad altri".

Michele Rossi, che lavora a Brescia presso UBI Sistemi e Servizi, ha donato la sua giornata da volontario a Ospitaletto, nel bresciano, presso la Cooperativa Fraternità Impronta, che gestisce servizi educativi rivolti a minori in situazione di disagio. "Grazie all’iniziativa ho conosciuto una bella realtà ed ora partecipo anche con la mia famiglia agli eventi che vengono periodicamente proposti, come sagre, feste per bambini, o altre. Non posso che consigliare l’esperienza a tutti i colleghi del Gruppo; anche il prossimo anno io parteciperò!”.


Alcune riflessioni

Alla luce dell'esperienze di UBI Banca è possibile offrire qualche riflessione sul volontariato di impresa e, in particolare, sui vantaggi che questo può generare per lavoratori, aziende, organizzazioni non profit e comunità.

Grazie a queste attività i lavoratori hanno possibilità di sperimentare (spesso per la prima volta) cosa siginifici fare volontariato, entrando in sinergia con nuovi mondi che permettono loro di godere di importanti benefici relazionali e personali (ben descritti nelle esperienze dei dipendenti di UBI Banca riportate poco sopra).

Le imprese hanno invece l'opportunità di aumentare il proprio “valore” da diversi punti di vista. Il volontariato di impresa può essere infatti una leva per aumentare la motivazione e il senso di appartenenza del proprio personale; può aiutare a diminuire la conflittualità e migliorare le relazioni industriali; può offrire un'immagine rinnovata dell'azienda, migliorando le relazioni con gli stakeholder territoriali e la percezione dell'impresa nell'opinione pubblica.

Le organizzazioni del Terzo Settore hanno invece possono promuovere e diffondere la propria mission in contesti differenti rispetto ai propri canali abituali; possono intercettare nuovi volontari, che spesso hanno competenze e conoscenze "nuove" rispetto ai volontari tradizionalmente intercettati; hanno l'opportunità, come nel caso di "Un Giorno in Dono", di catalizzare risorse aggiuntive per sostenere le proprie attività.

E, da ultimo, il volontariato di impresa può garantire vantaggi trasversali alle comunità: il miglioramento di alcuni "servizi" (si veda l'esempio della clownerie in ospedale); lo sviluppo economico e culturale locale; l'implementazione di nuove forme di sostegno alle fasce più deboli della popolazione. E, in generale, la creazione di relazioni sempre più più forti tra cittadini, imprese, territorio e ambiente.

 

 


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