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Il tempo di nuove tutele e dei "diritti 4.0"
Marina Brollo, Il Sole 24 Ore, 8 giugno 2018
19 giugno 2018

Le trasformazioni nella realtà produttiva italiana sono in ritardo e a macchia di leopardo (Istat 2017), ma l’innovazione avanza e avanzerà come una marea. Con inevitabili ripercussioni sulle condizioni di lavoro, dentro e fuori le mura delle aziende. Tali effetti vanno, dunque, indagati prima ancora che si manifestino in modo compiuto per governarli, con opportune scelte degli attori istituzionali e sociali.

Le trasformazioni emergenti, se non adeguatamente "governate", potrebbero rendere più fragile e vulnerabile la maggioranza delle persone che lavorano, facendo emergere l’esigenza di nuove forme di tutela o di Diritti 4.0; esigenza diffusa e trasversale al di là dell’etichetta del contratto di lavoro.

Fra le nuove tutele risalta quella della professionalità, intesa nel senso più ampio possibile: in questa direzione l'obiettivo deve essere quello di valorizzare la formazione di tutti i lavoratori. Per attivare il processo di messa in valore della persona e delle sue potenzialità, le stesse parti sociali - sindacati e imprese - hanno l’esigenza di un’adeguata formazione, meglio se multi e interdisciplinare e con contaminazioni fra saperi differenti. 


Il tempo di nuove tutele e dei "diritti 4.0"
Marina Brollo, Il Sole 24 Ore, 8 giugno 2018