PRIVATI / Fondi integrativi
Previdenza complementare, una buona abitudine, ancora troppo rara
Italia Oggi, 26 maggio 2018
27 marzo 2018

Se si prende in considerazione il progressivo aumento della speranza di vita per gli abitanti del nostro Paese (attualmente di 80,6 anni per i maschi e 85,1 anni per le femmine), ogni lavoratore dovrebbe iniziare a pensare alla sua vita in pensione. E dovrebbe farlo subito. Occorre essere certi che il denaro che verrà percepito a partire dalla fine del lavoro sia più che sufficiente per vivere tranquilli. Secondo l’ultimo rapporto Inps, la pensione media degli uomini ammonta oggi a 1.761 euro lordi al mese, quasi un terzo in più rispetto ai 1.245 euro delle donne. Questi importi, tuttavia, riflettono ancora vecchi sistemi di calcolo, più generosi di quelli attuali, che sono equi ma non regalano (né possono farlo) nulla. L’importo delle nostre future pensioni pubbliche è legato al reddito da lavoro, all’andamento dell’economia e alla speranza di vita.

I dati sulle coperture pensionistiche pubbliche mostrano, da tempo, l’inadeguatezza degli importi rispetto a condizioni di vita sostenibili. Eppure, anche se i lavoratori italiani iscritti ai fondi pensione sono in aumento, c’è però ancora una forte resistenza ad aderire, causata soprattutto dalla mancanza di conoscenza sul tema o dalla continua procrastinazione delle scelte di iniziare il proprio piano pensionistico.

Le adesioni sono ancora residue rispetto al bacino potenziale dei lavoratori occupati ed i motivi, secondo molti, sono proprio di ordine psicologico, legati alla difficoltà di prendere decisioni di previdenza che riguardano il lungo termine, in un tempo nel quale la riflessione sul futuro appare davvero scarsa. Il welfare aziendale, operando come motore di consapevolezza e di informazione, può davvero rendere la vita delle persone a fine lavoro «diversa e migliore» da quella verso la quale ci si incammina in assenza di decisioni. Per fare questo, bisognerebbe aiutare i lavoratori a immaginare il loro pensionamento, simulare la situazione futura, adottare strategie coerenti.


Previdenza complementare, una buona abitudine, ancora troppo rara
Italia Oggi, 26 maggio 2018