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Come va lo Smart Working in Italia? Ecco i dati annuali del Politecnico di Milano
Un po' di Rassegna Stampa sui numeri presentati dall'Osservatorio sullo Smart Working
31 ottobre 2018

L'Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano, giunto al suo settimo anno di attività, il 30 ottobre ha presentato i dati della ricerca annuale sulla diffusione dello smart working nel nostro Paese.

A un anno dall'approvazione della legge sul Lavoro Agile, la ricerca ha rilevato alcuno dati significativi, come riportato negli articoli che vi segnaliamo di seguito: 480 mila smart worker in Italia (in crescita del 20% dall'anno precedente), il 56% delle grandi imprese del campione utilizzato ha a regime modalità strutturate di smart working (contro il 36% dell’anno precedente). Nelle PA c’è un lieve aumento dei progetti strutturati, dal 5% all’8%. Seppur si tratti di un aumento del 60%, se si considera l’obbligo di introduzione del lavoro agile previsto dalla riforma del Pubblico Impiego, il dato resta ancora molto basso; è rilevante in tal senso che la percentuale di chi si dichiara incerto è salita dal 20 al 38%. Tra le PMI prevalgono invece iniziative informali, 16%, mentre quelle strutturate passano dal 7 all’8%. È significativo che la quota più consistente di risposte, il 38%, esprime disinteresse (nel 2017 era il 40%).

Vi segnaliamo che nei prossimi giorni Percorsi di secondo welfare pubblicherà una riflessione approfondita sul tema, a partire dai dati e dalle riflessioni emersi in occasione della presentazione della ricerca dell'Osservatorio Smart Working.


Smart working? Boom nelle grandi aziende e si muove anche il settore pubblico
Stefano Casini, Corriere Innovazione, 30 ottobre 2018

I lavoratori "agili" sono quasi mezzo milione. Primi passi nella Pa, ma è in ritardo
Repubblica, 31 ottobre 2018

Il lavoro smart crea benessere e migliora efficienza e risultati
Mauro Pizzin, Il Sole 24 Ore, 31 ottobre