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Premio di risultato: meglio il rimborso per l’istruzione dei figli o i buoni benzina?
L'indagine di ValoreWelfare fornisce alcuni spunti interessanti anche in chiave fiscale
08 marzo 2017

Come noto la Legge di Bilancio 2017 ha previsto l’estensione del campo di applicazione delle agevolazioni per l’erogazione dei premi di produttività e potenziato il ruolo del welfare aziendale e dei benefit. Confermando la possibilità per i dipendenti di ricevere Premi di Risultato (PdR) in denaro godendo di un’aliquota sostitutiva forfetaria del 10%, oppure di convertire tutto o parte dello stesso premio in beni e servizi di welfare godendo di ulteriore "favor fiscale", cioè senza che questi siano soggetti a nessuna imposta compresa l’imposta sostitutiva.


Le scelte del dipendente

La Prima Scelta: Denaro o Welfare Benefit
Ricevere il Premio di Risultato in denaro, “pagando” il 10% di imposta, oppure optare per i benefit di welfare ma rinunciando alla relativa contribuzione previdenziale? In sostanza il lavoratore dovrà valutare tutte le convenienze sulla base delle sue esigenze, e della sua famiglia, se per lui sia meglio avere servizi e benefit subito oppure un premio netto di valore inferiore oggi ma una pensione leggermente più alta domani.

La Seconda Scelta: quali servizi di Welfare Benefit
Se il dipendente decide per l’erogazione del PdR, tutto o parte dello stesso, in servizi di Welfare Benefit dovrà poi individuare quali scegliere, tra quelli disponibili e attraverso gli strumenti e le alternative che l’azienda gli avrà messo a disposizione.


La survey di ValoreWelfare

In merito, ValoreWelfare ha realizzato una survey sui Piani di Flexible Benefit, la quale ha dato le prime indicazioni sui servizi di welfare preferiti. L’indagine, realizzata per mezzo di un questionario, ha coinvolto 80 società e oltre 20.000 dipendenti.

In generale con una fruizione “on demand”, dove ogni lavoratore può scegliere quali beni o servizi, la scelta è di servizi immediatamente fruibili e più vicini a misure di “sostegno al reddito”, trascurando le iniziative di tutela sociale ed economica di lungo periodo (es: assistenza sanitaria integrativa e previdenza complementare).

Tra i servizi più richiesti l’orientamento dei lavoratori (36% dei casi) è indirizzato verso il rimborso di spese per i servizi scolastici in genere. A seguire (13%) Attività Ricreative/Sport/Viaggi e Buoni Acquisto (11%) (figura 1). L’incidenza di tali scelte varia poi, anche significativamente, in funzione delle fasce di età dei dipendenti (figura 2).


Figura 1: I servizi e le scelte dei lavoratoriFonte: Survey ValoreWelfare 2017


La Survey e le scelte effettuate dai lavoratori evidenziano alcuni punti di attenzione su cui è necessario soffermarsi:

  • la preferenza di servizi ed iniziative con finalità di sostegno al reddito corrente può indicarci l’intento del singolo di considerare la scelta dei servizi di Welfare e Benefit come sostitutivi della remunerazione monetaria. Con l’obiettivo di massimizzare il proprio ritorno di valore nel breve periodo attraverso le opportunità ed il favor fiscale (nessuna imposta neppure quella sostitutiva del 10%);
  • i costi sostenuti per l’Istruzione dei figli, dall’asilo fino all’università, incidono nel budget familiare e la scelta del rimborso evidenza come il lavoratore ricerca ed apprezza un sostegno economico da parte dell’azienda.


Figura 2: I servizi di welfare e la loro distribuzione % in base all’etàFonte: Survey ValoreWelfare 2017


Quali servizi hanno massimizzato il ritorno di valore facendo leva sul “favor fiscale”?

Ha fatto la scelta oculata il 50enne pensando all’istruzione dei propri figli o il giovane 30enne che ha preferito i Buoni Benzina? Difficile a dirsi ma è stato chi ha scelto i Buoni Benzina. Il genitore che ha chiesto all’azienda il rimborso delle spese di istruzione dei figli, ha “evitato” di pagare imposte del 10% ma si vede precludere la possibilità di portare in detrazione, nella sua dichiarazione dei redditi, le spese scolastiche (pari al 19% delle spese stesse).

L’Agenzia delle Entrare ha infatti espressamente previsto, nel modello 730, che “Non possono essere indicate (in detrazione) le spese sostenute nel 2016 che nello stesso anno sono state rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali (leggi PdR)….”.


Figura 3: Premio di risultato e “favor fiscale”
Fonte: Survey ValoreWelfare 2017


Vediamo con un esempio di 100 € quanto è il vantaggio fiscale derivante dalla scelta di destinare una parte del PdR a servizi e benefit di welfare e l’impatto di scelte alternative relative alle Spese di Istruzione. E’ un pò un rompicapo e può sembrare illogico parlando di welfare ma chi sceglie il PdR in Buoni Benzina ha un ritorno di valore ed economico più conveniente di chi sceglie di convertire il Premio come rimborso delle Spese di Istruzione dei propri figli rinunciando così alla detrazione fiscale delle stesse.

Potrebbe sembrare un “cortocircuito” nel quadro normativo sul welfare aziendale; da una parte la Legge di Bilancio incentiva certe scelte, dall’altra l’Agenzia delle Entrate pone dei limiti e delle condizioni. Forse è così e si potrà porre rimedio ma è il lavoratore che, in ogni caso, può e deve scegliere cosa fare. Non è certo sul Buono Benzina (usato solo come esempio) che il lavoratore deve costruire il proprio welfare ma diventa essenziale una adeguata informazione e comunicazione che gli consenta di scegliere la migliore soluzione.


Il delicato ruolo delle aziende

La Legge di Bilancio ha dato un forte impulso al welfare aziendale e alla diffusione di Piani di Flexible Benefit, legati ai Premi di Risultato, e le aziende stanno avendo ancor più consapevolezza che queste iniziative, se ben progettate e strutturate, possono diventare un importante strumento sia di People che di Business Strategy.

Quando il dipendente, come in questo caso, si trova a dover fare delle scelte tra varie alternative deve poter contare sul contributo dell’azienda e l’azienda deve poter dare delle risposte ma ancora prima deve essere in grado di affiancare, guidare e consigliare.

Queste iniziative non devono essere percepite, sia dai dipendenti che dall’azienda, come una mera applicazione di norme fiscali con meccanismi di erogazione di beni e servizi. Il welfare aziendale è soprattutto una grande opportunità di relazione e di dialogo quotidiano tra azienda ed i suoi dipendenti. Il dialogo, la partecipazione e la reciproca soddisfazione portano alla condivisione degli obiettivi e questo diventa una importante leva di competitività e produttività.

 


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