PRIVATI / Aziende
Welfare Aziendale. Le misure che contano più della decontribuzione 2.0
Emmanuele Massagli, Il Sussidiario, 12 gennaio 2018
14 gennaio 2018

Nella recente Legge di Bilancio, il Governo ha scelto di ampliare ulteriormente gli spazi del welfare aziendale (come vi abbiamo spiegato qui). Questo è un segnale della forza del welfare aziendale di cui la legge prende atto.

I piani di welfare aziendale crescono a ritmo incessante non perché siano stati inventati dal legislatore, né perché con la crisi economica sono diminuite le risorse per i tradizionali aumenti di stipendi, neanche (soltanto) perché è in continuo arretramento il welfare pubblico; si moltiplicano perché sta cambiando la natura stessa del rapporto di lavoro, sempre meno costruito attorno al tradizionale scambio tra ore di lavoro, presenza fisica e salario e sempre di più attorno a relazioni finalizzate al risultato, alla produttività, nelle quali secondarie sono le procedure burocratiche e gerarchiche, tanto che il dipendente non teme di chiedere all'impresa, oltre allo stipendio, anche (e sempre di più) servizi.

Il legislatore del 2016 ha intercettato questo cambiamento e ha deciso non solo di non ostacolarlo, ma addirittura di incoraggiarlo. In soli tre anni il welfare aziendale è diventata la più moderna delle leve di gestione del personale e il più innovativo capitolo dei contratti integrativi aziendali. È una dimensione con la quale dovrà fare i conti anche il prossimo Parlamento, di qualsiasi colore esso sia. Vedremo se prevarrà la solita frenesia regolatoria o un'intelligente osservazione della realtà.


Welfare Aziendale. Le misure che contano più della decontribuzione 2.0
Emmanuele Massagli, Il Sussidiario, 12 gennaio 2018

 
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