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Salone della CSR e dell'innovazione sociale: gli spunti della tappa torinese
La sostenibilità premia. Ma bisogna lavorare su reti e territori
09 marzo 2017

Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale si è ormai affermato come uno degli eventi più importanti in Italia sul tema della responsabilità sociale d’impresa e del legame tra sviluppo, innovazione e sostenibilità.

 

Promosso da Sodalitas, Unioncamere Nazionale, Università Bocconi, Koinètica, CSR Manager Network e, da quest’anno, anche da Globalcompact, negli scorsi anni il Salone ha puntato il focus sui temi dell’alimentazione, dell’ambiente, della comunicazione (nell’edizione 2013), della sharing economy, del crowfunding, del coworking, del business p2p (nell’edizione 2014), fino al ruolo che passione e ispirazione hanno nei processi decisionali delle organizzazioni responsabili, nel corso dell’edizione 2015 – da cui la pubblicazione del volume L’impresa di domani.

 

L’edizione di quest’anno, che avrà luogo il 3 e il 4 ottobre 2017 presso l’Università Bocconi di Milano, è dedicata a “L’arte della sostenibilità” ed è stata illustrata il 28 febbraio a Torino presso il CET, nella seconda tappa del tour che il Salone ha iniziato il 4 febbraio a Portogruaro per avvicinare i territori.

 


La sfida della sostenibilità

 

Il primo intervento della giornata è stato affidato a Marzia Baracchino, Responsabile Settore Relazioni Esterne e Comunicazione della Presidenza Regione Piemonte, che ha sottolineato l’importanza di pensare la sostenibilità come integrata e trasversale, modulando strategie concertate all’interno dei processi decisionali e produttivi. In questo senso emerge il ruolo di traino delle pubbliche amministrazioni che, mettendo al centro i bisogni dei cittadini, coinvolgendoli anche attraverso l’elaborazione di nuove strategie comunicative - e valorizzando il capitale umano e relazionale dei territori, dovrebbero mirare a produrre un cambiamento culturale condiviso a partire, in particolare, dalle nuove generazioni.

 

La stretta relazione che lega sostenibilità e competitività, due facce della stessa medaglia, è stata invece messa in luce dall’intervento di Roberto Strocco, Responsabile Area Progetti e Sviluppo del territorio per Unioncamere Piemonte, il quale ha ribadito la necessità di coniugare tecnica e sperimentazione all’interno dei disegni progettuali di azioni sostenibili. Questo argomento ha introdotto gli interventi successivi, affidati ai rappresentanti delle imprese presenti sul territorio piemontese, sotto il cappello del format 10 al cubo - 10 testimonianze aziendali sulla declinazione del concetto di sostenibilità in 10 minuti con 10 slides–, il modello di presentazione scelto dal Salone per presentarsi ai territori in vista dell’evento autunnale.

 


La sostenibilità nei progetti e nelle azioni – 10 al cubo

 

All’interno del format hanno avuto voce realtà aziendali che hanno confermato come, pur in ambiti produttivi differenziati, la sostenibilità sia considerata una risorsa e un investimento per il futuro, sia dal punto di vista economico che ambientale e sociale. Infatti la sostenibilità si pone come un percorso di miglioramento continuo al fine di rispondere ai processi di cambiamento del mondo del lavoro, in particolare quello tecnologico con il sopravvento dell’intelligenza artificiale sulla manualità e che interesseranno le generazioni future - come sottolineato da Virginia Antonini di Reale Group. In questo senso è particolarmente importante puntare su azioni circolari che possano coniugare efficienza e responsabilità ambientale e attivare ricadute sociali, coinvolgendo gli attori e le comunità del territorio in un dialogo volto a implementare lo sviluppo locale partendo dalle esigenze reali della popolazione. Il progetto portato avanti da FCA in Brasile, e presentato da Laura Viada, illustra proprio questo punto: attraverso la collaborazione con Cooperàrvore, cooperativa che si occupa di confezionare accessori dagli scarti di lavorazione, il gruppo non ha soltanto visto una riduzione dell’80% dei rifiuti industriali, ma anche promosso i benefici sul territorio derivanti dalla creazione di posti di lavoro all’interno della cooperativa locale di riferimento. Un altro modello di dialogo e di interazione con i territori è quello dei Comitati territoriali, illustrati da Carlotta Scarrone (Iren Sustainability Expert), che consistono in tavoli di progettazione partecipata di durata triennale e che si avvalgono delle proposte dei cittadini anche tramite web.

 

Un’altra esperienza significativa è quella presentata da Elena Carmagni, Co-Founder di OrtiAlti, un progetto nato da percorsi di ricerca e da programmi di accelerazione sostenuti da Unioncamere e Intesa San Paolo, che mira alla rigenerazione urbana e sociale attraverso l’agricoltura urbana e la riqualificazione degli spazi non utilizzati. Come nel caso delle Fonderie Ozanam , che oggi ospitano un ristorante e un ostello attraverso cui si snodano percorsi di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, e che mirano a diventare uno spazio aperto e condiviso. OrtiAlti ha visto nascere anche una collaborazione con Leroy Merlin, che ha devoluto alcuni prodotti alla Caritas con il progetto “Fa bene”. Come ha illustrato Luca Pereno, CSR Manager di Leroy Merlin, la sostenibilità è infatti un concetto legato al business e alla mission aziendale: azienda ideale, casa ideale, habitat ideale. Sotto queste spinte, Leroy Merlin si è fatta promotrice di interventi di welfare generativo cooperando con le associazioni torinesi e piemontesi nei progetti volti a rispondere alla domanda di alloggio attraverso la sponsorizzazione di utensili e materiali: “Casa speranza” , gestita da CISV nella periferia nord di Torino; “Casa Farinelli”, gestita dalla cooperativa Terzo Tempo, ed “Emporio Fai da Noi”, un’utensiloteca di comunità a Biella sotto la tutela della Caritas.

 

Un altro modo di pensare la sostenibilità è quello di partire dal coinvolgimento dei dipendenti attraverso politiche di welfare aziendale - come illustrato da Elena Flor, responsabile CSR per Intesa San Paolo, e da Luisa Abrate di Alstom Italia -, ma anche di coinvolgere le nuove generazioni ripensando i modelli della partecipazione interna all’azienda – come, invece, spiegato da Enrico Nada, Responsabile Attività Sociali per COOP, che ha illustrato il progetto per la formazione dei giovani “Coop Academy”, avviato nel 2015 ad Alessandria.

 

Ulteriore punto affrontato nella giornata è stato quello del legame tra sostenibilità e cultura. In particolare, Alessio Re, Segretario Generale CSS-EBLA, ha sottolineato come sia indispensabile guardare alla cultura come a un’ opportunità di creare crescita e sviluppo, in particolare nel settore del turismo, e come la creatività e la capacità di immaginare scenari innovativi possano configurarsi come motore di crescita sostenibile all’interno dei territori.

 

Nonostante, quindi, le specificità delle aziende protagoniste di 10 al cubo, da ciascuno degli interventi è emersa chiaramente la necessità di dialogare con la dimensione locale, di focalizzare gli interventi innanzi tutto sul piano locale, favorendo percorsi di consapevolezza e interventi mirati che producano benefici sul capitale ambientale, economico, umano e relazionale dei territori. Da questo punto di vista è opportuno annotare il focus che Pietro Florio, dottorando presso l’Università di Losanna e ricercatore per il Politecnico di Torino, ha infine spostato sul tema della povertà energetica, come problematica che coinvolge ormai sempre più famiglie e quindi nodo fondamentale da approfondire nella progettazione degli interventi pubblici locali.

 

Il momento conclusivo, coordinato da Enrico Sorano, del Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino, ha visto la presentazione del III rapporto di monitoraggio delle imprese e della CSR - a cura di Grace De Girolamo di Unioncamere Piemonte. A partire dall’analisi di 2.646 aziende rispondenti (sulle 30.000 imprese interpellate) il rapporto ha messo in luce l’importanza della CSR anche per le piccole imprese con meno di 50 dipendenti, ovvero l’86,5% delle aziende coinvolte nella ricerca. Questo elemento è stato ripreso anche da Riccardo Lombardo di CSR Piemonte, progetto nato nel 2009 dall’accordo tra Regione Piemonte e Unioncamere per favorire le collaborazioni tra grandi e piccole imprese e aumentare la consapevolezza della possibilità di fare business attraverso la sostenibilità. È stata inoltre rilevata una generale tendenza in crescita degli interventi sostenibili, finalizzati ad aumentare la produttività principalmente attraverso innovazione e investimenti sull’ambiente, ed è stata posta l’attenzione sull’importanza del coinvolgimento dell’università nei processi formativi, informativi e decisionali delle aziende. A questo fine è stato presentato il Manifesto del CENBM (Circular Economy & New Business Models) LAB, laboratorio che ha coinvolto negli ultimi cinque anni più di venti ricercatori e docenti.

 


Conclusioni

 

Ambiente, giovani, famiglie, tecnologie e cambiamento del mondo del lavoro, bisogni locali, produttività e competitività, cultura, creatività sono alcune delle parole chiave per comprendere quali sono le sfide cui gli attori pubblici e privati sono oggi chiamati a rispondere. La sostenibilità, in questo contesto, appare come una soluzione in grado di stimolare crescita e sviluppo. Occorre, però, incoraggiare la costruzione di reti e proposte progettuali che considerino i bisogni dei territori e il dialogo con i cittadini come prioritari, e che siano in grado di riportare al centro le persone, valorizzandone le competenze e favorendo la circolazione del capitale economico, sociale e umano.

 

In attesa di affrontare e approfondire questi temi il 3 e il 4 ottobre, le prossime tappe del tour del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale toccheranno Bari il 29 marzo; Firenze il 5 aprile; Verona il 12 aprile; Roma il 17 maggio; Genova il 26 maggio; Bologna il 30 maggio.
 

 


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