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OD&M Consulting: un'impresa su tre ha avviato piani di welfare aziendale
Secondo l'annuale ricerca della società specializzata nell'ambito HR, sono sempre di più le aziende che investono nel benessere organizzativo
06 settembre 2018

OD&M Consulting, società di Gi Group specializzata nella consulenza nell'ambito delle Risorse Umane, ha recentemente presentato il 5° Rapporto Welfare e il 2° Rapporto Wellbeing, ricerche annuali basate sui risultati di due survey condotte rispettivamente su un panel di 161 aziende italiane e su un campione di oltre 500 lavoratori. L'obiettivo? Comprendere come il fenomeno del welfare aziendale si stia diffondendo tra le imprese del nostro Paese. Di seguito vi presentiamo alcuni dei principali risultati resi noti dalla società di consulenza.


La diffusione del welfare aziendale

In base ai principali risultati emersi dall’indagine, sembra crescere il numero di imprese che utilizza il premio di risultato per finanziare piani di welfare aziendale (47%); è inoltre elevata (62%) la percentuale di realtà che stanzia investimenti ad hoc su tale fronte. 

Sono invece pari al 55% le imprese coinvolte nella ricerca che prevedono la possibilità di convertire tutto il premio di risultato o parte di esso in servizi di welfare. Tra i lavoratori, però, circa la metà non sceglie questa possibilità o ne converte una quota inferiore al 30%.

Per quanto riguarda il tema della dimensione aziendale, come spesso evidenziato dalle ricerche sul tema, i servizi di welfare tendono ad essere più presenti nelle grandi realtà. I dati emersi dal Rapporto Welfare e dal Rapporto Wellbeing di OD&M Consulting confermano questa tendenza: sono infatti il 77% le grandi imprese che hanno avviato piani di welfare, contro il 60% delle PMI. Allo stesso tempo, però, lo studio evidenzia come nelle piccole e medie imprese ci sia un livello di soddisfazione più elevato dei dipendenti, che supera il 90%.


Le prestazioni di welfare più diffuse e le scelte dei lavoratori

Tra i servizi più diffusi tra le aziende, la ricerca segnala una prevalenza di quelli attinenti la ristorazione, l’assistenza sanitaria, la previdenza integrativa e l’area scuola e istruzione; queste ultime due categorie risultano in crescita rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda le scelte dei dipendenti, invece, l’assistenza sanitaria rimane il servizio più apprezzato dai lavoratori con quasi l’80% di gradimento. Seguono le ferie e permessi extra rispetto a quelli garantiti dalla normativa: ad apprezzarli sono soprattuto i giovani fino ai 24 anni (+14 punti rispetto all'analisi 2017) e le donne (+9). Al terzo posto si collocano i servizi di ristorazione, seguiti da quelli di gestione del tempo (che registrano una crescita di oltre 7 punti, arrivando a un gradimento del 78% se è previsto anche lo smart working). Infine, a pari merito, troviamo i servizi di previdenza e di mobilità con il 70% di riscontro positivo, oltre ai programmi e servizi assicurativi e ai piani di maternità, tutti in netta crescita (figura 1).


Figura 1. Diffusione dei servizi di welfare e scelte dei lavoratori


Fonte: 5° Rapporto Welfare e 2° Rapporto Wellbeing, OD&M Consulting


Il welfare aziendale e il benessere organizzativo

Perché le aziende implementano il welfare aziendale? Oltre che per rispettare l'obbligo derivante dai Contratti Nazionale, secondo le rilevazioni nel 35% dei casi le aziende implementano piani di welfare per aumentare il livello di wellbeing delle persone e il benessere organizzativo. Tra i lavoratori che hanno percepito che questa fosse la finalità principale della propria impresa è cresciuto maggiormente il grado di soddisfazione (+7%). Inoltre, quasi il 90% degli intervistati pensa che i servizi di welfare aziendale possono impattare positivamente sul livello di benessere personale e sul bilanciamento tra vita lavorativa e privata.

L’attenzione al wellbeing da parte delle imprese è, infatti, in crescita rispetto al 2017. In particolare, oltre che all’ambiente di lavoro, elevata attenzione è riservata ai servizi legati alla corretta alimentazione e al movimento fisico che arrivano a un indice di sensibilità al tema del 37,8% per i primi e del 42,2% per i secondi da parte delle aziende che offrono già servizi di welfare.

Secondo Miriam Quarti, Senior Consultant e Responsabile dell’area Reward&Performance di OD&M Consulting "il welfare aziendale è ormai un pilastro fondamentale del Total Reward per la gestione del rapporto azienda/lavoratore; proprio per questo, per garantire il successo dei piani sono cruciali il coinvolgimento dei dipendenti e la soddisfazione di effettivi bisogni che si estendono sempre più alla dimensione famigliare e al benessere individuale". In tal sesno "presidiare l’intero processo, identificare le modalità di implementazione più coerenti con le finalità e procedere soprattutto con una comunicazione strategica e operativa mirata sono aspetti fondamentali per il successo del piano". "Il welfare aziendale" ha sottolineato Quarti "è parte integrante di un nuovo patto tra azienda e lavoratore, basato non più solo sull’erogazione di denaro, ma anche di servizi che aiutano le persone ad accrescere il loro benessere nell’organizzazione. Questo è un aspetto da valorizzare in modo adeguato con i lavoratori".

 


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