PRIVATI / Aziende
La formula del welfare aziendale di BASF Italia
La multinazionale tedesca ha realizzato nel tempo un articolato piano di welfare per i suoi dipendenti. Ce lo racconta Nicola Giudici
19 aprile 2017

BASF è una delle più grandi aziende chimiche al mondo. Nata in Germania nella seconda metà del ‘800, con il tempo si è imposta nel mercato globale e oggi conta più di 350 siti produttivi in 80 paesi tra Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America. In totale, la società impiega più di 110.000 persone. BASF opera in Italia dal 1946, è presente con 13 centri di cui 8 siti produttivi e conta sul territorio oltre 1.400 dipendenti.

Una delle peculiarità di BASF riguarda l’attenzione che l’azienda riserva alla gestione del personale e alle relazioni sindacali. In questo approfondimento – grazie all’aiuto di Nicola Giudici, Responsabile Relazioni Industriali BASF Italia – vi presentiamo le principali iniziative in materia di welfare e di servizi alla persona che BASF mette a disposizione dei suoi dipendenti italiani.


Gentile Dottor Giudici, quali sono gli interventi di welfare aziendale realizzati da BASF Italia?

In BASF il welfare ha una storia lunga e consolidata. Alcune iniziative sono promosse direttamente dalla “casa madre”, quindi dalla sede principale in Germania, mentre altre sono ideate e sviluppate localmente per le sedi italiane tenendo conto delle normative vigenti e del contratto collettivo nazionale applicato.

Per quanto riguarda le iniziative proposte dalla sede centrale, BASF può vantare una lunga tradizione in materia di prevenzione e salute. Nel corso degli ultimi anni, ad esempio, sono state promosse delle campagne globali per sensibilizzare i lavoratori su diverse tematiche, come la protezione della pelle, la difesa dell’udito, l’attenzione all’apparato muscolo-scheletrico e la prevenzione delle malattie cardiovascolari. A livello locale, con l’adesione al programma pluriennale Workplace Health Promotion, sono state condotte campagne informative per la promozione dell’attività fisica, dell’educazione alimentare e contro gli abusi di sostanze alcoliche e stupefacenti, nonché percorsi di sensibilizzazione circa gli stili di vita corretti e la prevenzione delle patologie croniche non trasmissibili. Queste attività prevedono degli incontri con medici specialisti cui i dipendenti partecipano durante l’orario di lavoro.

Sempre a livello italiano e prendendo spunto dal CCNL del settore chimico, sia attraverso iniziative aziendali sia attraverso la contrattazione integrativa, abbiamo sviluppato ed introdotto ulteriori misure di welfare di cui oggi i lavoratori BASF possono usufruire:

  • contributi aggiuntivi da parte dell’azienda a Fonchim, il fondo di previdenza complementare previsto dal CCNL. Mi preme sottolineare che oggi, anche grazie a questa iniziativa, oltre il 90% dei nostri lavoratori ha aderito al fondo pensione;
  • permessi rivolti a varie esigenze del lavoratore, come visite mediche, inserimento dei figli all’asilo nido o alla scuola materna, malattie dei figli, lutto, matrimonio di parenti, permessi per lavoratori studenti universitari, e altri;
  • orario di lavoro part-time ed orari flessibili in entrata ed in uscita per i lavoratori che non sono vincolati dai tempi del processo produttivo;
  • forme di lavoro agile avviate in via sperimentale nel corso degli ultimi due anni;
  • borse di studio per l’acquisto dei libri scolastici per i figli dei dipendenti che frequentano le scuole medie inferiori, superiori e l’università;
  • infine, un recente accordo con le organizzazioni sindacali di categoria, Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL ha previsto che le risorse economiche in precedenza destinate al “Premio Presenza” – un meccanismo premiante abolito dall’ultimo rinnovo contrattuale che garantiva delle somme in denaro ai lavoratori con meno assenze – siano destinate alla realizzazione di un moderno piano di welfare fruibile da tutti i dipendenti.


Ci può dire qualcosa in più in merito a questo recente accordo sindacale? Come mai il sistema premiale legato alla presenza è stato sostituito con il welfare?

Cogliendo le opportunità offerte dall’evoluzione normativa e dall’abolizione del Premio Presenza nell’ultimo rinnovo del CCNL Chimico al fine di liberare risorse per la contrattazione aziendale, l’accordo – sottoscritto a dicembre 2016 – ha previsto la realizzazione di un piano di welfare fruibile attraverso un apposito portale sviluppato con una società esterna partner di BASF ed utilizzabile a partire da marzo 2017. Tramite questo strumento, il dipendente potrà decidere come utilizzare le somme individuali spettanti e comporre, ogni anno, il proprio piano di benefit.

In concreto, rispetto al Premio Presenza, che statisticamente veniva percepito dall’80% circa dei dipendenti, il piano di welfare presenta dei vantaggi. In primo luogo, spetta a tutti i dipendenti dell’azienda col contratto chimico a prescindere da assenze/presenze. In secondo luogo, grazie all’evoluzione normativa, consente di avere a disposizione un importo netto da utilizzare in iniziative di welfare, con conseguente incremento del potere d’acquisto dei dipendenti. Infine, consente ad ogni dipendente un livello di personalizzazione in grado di tener conto delle proprie necessità e priorità individuali e/o familiari nelle diverse fasi della vita.


Quali sono le misure di welfare inserite nella piattaforma?

A partire dal 2017, l’azienda attribuirà ai lavoratori un importo annuale che potrà essere speso liberamente all’interno del portale on-line messo a disposizione da Easy Welfare. La piattaforma contiene un insieme molto variegato di prestazioni di welfare, come:

  • l’area famiglia che prevede rimborsi di rette e tasse scolastiche, mense scolastiche, pre e dopo scuola, centri estivi e invernali, testi scolastici, spese sostenute per assistenza di familiari anziani o non autosufficienti;
  • l’area mutui che consente di ottenere il rimborso degli interessi passivi;
  • la cassa sanitaria, tramite la quale ottenere rimborsi di spese mediche eccedenti o non rimborsate da Faschim, il fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore chimico;
  • la possibilità di effettuare versamenti volontari integrativi al fondo pensione complementare Fonchim;
  • buoni spesa e carte regalo prepagate, nei limiti previsti dalla normativa fiscale per i fringe benefit;
  • l’area sport, cultura e tempo libero che prevede ad esempio corsi formativi, abbonamenti a palestre e centri sportivi, carnet cinema, viaggi, ecc.


Quali sono state le principali motivazioni che vi hanno portato ad investire nel welfare?

Come le dicevo BASF è, per cultura e tradizione, molto attenta alle esigenze dei suoi collaboratori. Ogni tre anni l’azienda realizza un’indagine – la Global Employees Survey – all’interno di tutte le sue sedi. Il questionario ha lo scopo di sondare diverse aree inerenti le modalità di svolgimento del rapporto di lavoro, la comunicazione, il rapporto col superiore diretto ed i colleghi. I risultati sono poi analizzati, condivisi con i dipendenti, ed utilizzati dalle realtà nei singoli paesi per dare vita a piani d’azione da cui derivano anche le soluzioni relative alle tematiche di welfare realizzate da BASF Italia.

La ragione principale per cui abbiamo investito nel welfare, quindi, riguarda la sensibilità e l’attenzione che l’azienda ha sviluppato verso la cura dei bisogni del lavoratore: non solo di quelli inerenti l’ambito lavorativo ma ove possibile anche di quelli del nucleo familiare. Inoltre, riteniamo che il welfare aziendale sia uno strumento importante di attrattività e fidelizzazione del lavoratore: crediamo che in futuro questi servizi saranno sempre più decisivi per attrarre e mantenere i migliori talenti.


Quale considera essere il ruolo del welfare aziendale nel campo delle relazioni industriali? Pensa possa essere uno strumento utile nella gestione del rapporto impresa-sindacato?

In primo luogo dobbiamo tener presente che il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore chimico è stato uno dei primi contratti collettivi a introdurre la previdenza complementare e l’assistenza sanitaria integrativa, oltre a sviluppare altre tematiche di welfare e di responsabilità sociale d’impresa.

Su queste basi è maturata negli anni una sensibilità crescente delle aziende e delle organizzazioni sindacali nei confronti del welfare, complici anche la situazione economica e la riduzione di produttività che hanno condizionato la disponibilità finanziaria delle aziende, rallentato le dinamiche retributive e, di conseguenza, portato le parti sociali a cercare un nuovo terreno su cui individuare soluzioni.

In questo contesto il welfare sta diventando un punto d’incontro tra le posizioni dell’impresa e quelle del sindacato. Naturalmente, il raggiungimento degli accordi richiede del tempo per confrontarsi e dialogare ma poi, liberi da preconcetti e guardando ai dati oggettivi, si possono raggiungere soluzioni vincenti e condivise.


Quali sono stati infine i principali ostacoli che avete riscontrato nel processo di introduzione del welfare aziendale?

Più che ostacoli, si riscontrano alcune dinamiche di cui tener conto, quali ad esempio il fatto che le organizzazioni sindacali mostrano talvolta un’interpretazione ed una visione del welfare non pienamente allineata e coincidente tra loro. Inoltre il processo di maturazione delle decisioni ed i tempi di risposta alle sollecitazioni poste dall’azienda non sempre corrispondono alla velocità decisionale oggi necessaria alle aziende per dare efficacemente risposta alle esigenze nell’ambito della gestione del personale.


Riferimenti/Link utili

BASF
Il testo dell'accordo integrativo
Fonchim
Faschim

 


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