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Mutualità, cooperazione e prossimità: il welfare aziendale di Confcooperative Bologna
La nostra intervista a Oreste De Pietro, già Presidente del Settore Sociale e attuale Responsabile dell’Area Welfare di Confcooperative Bologna
20 febbraio 2017

Confcooperative – che a livello nazionale è tra le principali organizzazioni di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo – a livello locale sta attivando interessanti progetti per il sostegno ai lavoratori e, più ingenerale, al tessuto economico e sociale dei territori.

All’interno del nostro approfondimento sul mondo della cooperazione (in merito al quale segnaliamo gli intreventi che abbiamo realizzato sul recente Volume curato da Emmanuele Pavolini e sull'esperienza della Copperativa Insieme di Modena), ci vogliamo occupare di una particolare esperienza di welfare aziendale e mutualistico realizzata da Confcooperative Bologna. Con l’aiuto di Oreste De Pietro, già Presidente del Settore Sociale e ora Responsabile dell’Area Welfare di Confcooperative Bologna, vi presentiamo un’interessante analisi sul ruolo del welfare aziendale come volano di rilancio dell’identità cooperativa.


Come è nata questa peculiare esperienza di welfare aziendale promossa da Confcooperative Bologna?

L’obiettivo di Confcooperative Bologna è, prima di tutto, quello accrescere le opportunità a sostegno dei soci e dei lavoratori delle cooperative e delle loro famiglie nell’acquisto di beni e nell’accesso ai servizi in diversi ambiti. La centralità della persona, in questo caso del socio e del lavoratore, fa parte del DNA del mondo cooperativo e la nostra esperienza di welfare aziendale si fonda proprio su questo assunto.

Tre fattori principali hanno portato alla realizzazione di questa esperienza. In primo luogo si è voluto esplicitare e concretizzare maggiormente la cultura mutualistica quale elemento costitutivo dell’identità cooperativa, delle imprese che ad essa si ispirano e della nostra associazione di rappresentanza. In secondo luogo, abbiamo cercato di fornire un sostegno alle persone per contrastare gli effetti negativi della crisi economica. In un periodo di crisi in cui non è stato sempre possibile intervenire con un aumento della retribuzione, si è cercato di realizzare un sistema di iniziative per la tutela del potere di acquisto dei lavoratori, soci e non.

Le iniziative di welfare si inseriscono, infine, all’interno di una strategia generale di valorizzazione delle persone volta a rafforzare i legami cooperativi per garantire una tenuta delle imprese sia sotto il profilo delle relazioni sia in termini economici e patrimoniali. Il socio, e anche il lavoratore, deve percepire e sperimentare che la sua cooperativa è il luogo in cui si intercettano bisogni e necessità anche extra-lavorative e si avviano processi di cambiamento e si attivano misure di supporto e di tutela dei suoi interessi. In questo modo i principi cooperativi si traducono in una serie di criteri che determinano le strategie imprenditoriali, affermando un’idea di responsabilità sociale che diventa una componente essenziale delle scelte e degli orientamenti delle imprese cooperative.


Qual è stato il ruolo di Confcooperative Bologna nelle varie fasi di implementazione del welfare aziendale e attualmente come state procedendo?

Inizialmente abbiamo avviato una fase di sensibilizzazione attraverso incontri, seminari, workshop e sono stati organizzati alcuni percorsi formativi sul welfare aziendale in collaborazione con IRECOOP Emilia Romagna – sede di Bologna –, che è il nostro ente di formazione. Ci siamo poi concentrati sull’elaborazione delle principali linee-guida per la predisposizione di un piano di welfare aziendale e, di seguito, siamo passati alla realizzazione dei dispositivi a partire dai bisogni e dalle richieste delle cooperative.

Sul piano istituzionale e organizzativo le principali linee di indirizzo, anche per ciò che riguarda il welfare aziendale, sono condivise all’interno dei vari organi – in particolare il Consiglio di Presidenza e il Consiglio Metropolitano – e di recente sono state costituite alcune Aree intersettoriali, tra le quali l’Area Welfare, con l’intento di favorire il più possibile l’integrazione di interventi tra settori cooperativi diversi.


Quali sono stati i principali ostacoli del progetto di Confcooperative Bologna? Quali fattori invece hanno agevolato il percorso di introduzione del welfare aziendale delle cooperative?

Per quanto riguarda i fattori facilitanti, posso affermare che la combinazione tra la componente culturale, l’identità cooperativa e i riferimenti alla mutualità, che caratterizza l’esperienza cooperativa, costituisce la colonna portante di tutto il progetto. Si deve considerare inoltre che le cooperative condividono scopi mutualistici e riescono a comprendere l’importanza di coniugare la competitività sul mercato con il benessere dei propri soci e lavoratori. In questo senso, l’attenzione alle relazioni verso i lavoratori esprime la matrice identitaria dell’impresa cooperativa.

Allo stesso tempo, però, le difficoltà non sono mancate. Gli ostacoli maggiori hanno riguardato, da un lato, la dimensione organizzativa e, dall’altro, quella economica, quindi inerente ai costi di gestione e alle risorse da impegnare per attivare e mantenere i piani di welfare.


Ad oggi quali sono i principali interventi di welfare aziendale realizzati da Confcooperative Bologna?

Si tratta di opportunità rivolte ai soci e ai lavoratori di tutte le cooperative che operano in provincia di Bologna. Gli interventi riguardano ad esempio l’ambito dei cosiddetti servizi “save-time”. A riguardo sono stati attivati una serie di sportelli di assistenza fiscale e di patronato che rientrano nel progetto Uniservus realizzato a livello nazionale: nelle sedi delle cooperative sono fornite informazioni, consulenza e assistenza in materia fiscale e di lavoro per ciò che riguarda pensioni, previdenza e contribuzione, ammortizzatori sociali, infortuni sul lavoro, interventi a sostegno della famiglia, invalidità civile, immigrazione, dichiarazione dei redditi ecc. Il beneficio per la cooperativa e per le persone è tangibile in termini sia organizzativi sia di conciliazione dei tempi lavoro-famiglia.

C’è poi il progetto “Cooperativa di Utenti”, che – basandosi sul modello del “gruppo di acquisto collettivo” – offre ai soci la possibilità di ottenere una maggiore forza contrattuale nell'acquisto di beni e servizi. Le prime proposte concrete riguardano i risparmi sulle forniture di energia elettrica e gas, ma in futuro la cooperativa intende ampliare la gamma dei servizi per i soci in altri settori, come: assicurazioni, telefonia, viaggi, tempo libero, servizi alle persone .

Il portale CooperAttiva, attraverso il quale è possibile effettuare acquisti in convenzione e beneficiare di sconti e offerte in un circuito di punti vendita nell’ambito della ristorazione, dei prodotti alimentari, degli articoli per la casa e in generale per altre spese personali e familiari.

Nella prospettiva di un nuovo welfare abitativo è stata poi costituita Welab, una Società che fornisce servizi nell’ambito delle amministrazioni condominiali e della gestione complessiva degli immobili con un approccio integrato che riguarda l’abitare in senso ampio: la gestione condivisa di spazi e di servizi, la costituzione di gruppi di acquisto collettivo, le varie forme di collaborazione.

Infine, di recente è stata lanciata l’app di Confcooperative con l’intento di concretizzare le nuove politiche per i soci fornendo uno strumento prima di tutto di appartenenza e di comunicazione utilizzando una infrastruttura tecnologica moderna e in continua evoluzione. Le persone coinvolte – cioè i soci, i lavoratori e le loro famiglie – potranno accedere alle varie proposte di welfare locali e nazionali realizzate da Confcooperative.


Le vostre proposte di welfare aziendale sembrano avere un valore, oltre che per le cooperative vostre associate, anche per il territorio. Può dirci qualcosa a riguardo?

Confcooperative non solo cerca di aggregare un insieme di società cooperative che operano in settori produttivi differenti, ma promuove la cooperazione tra cooperative e nello stesso tempo l’allargamento e la qualificazione dei rapporti con gli Enti locali e con il tessuto sociale sempre più ampio trattandosi di un territorio di una Città Metropolitana. Esiste, quindi, un profondo legame tra i progetti e le iniziative di Confcooperative Bologna e il territorio.

Tutte le nostre attività di welfare cooperativo sono rivolte anche all’esterno: ai singoli cittadini, alle famiglie, alle associazioni e alle imprese. Sono quindi realizzate considerando tutto il circuito locale e sono condivise nei vari contesti della progettazione e della programmazione territoriale. In particolare, il nostro progetto di welfare trova spazio all’interno di un’importante strumento di governance locale: il Piano Strategico Metropolitano. Tale strumento ha tra le sue finalità principali la definizione di obiettivi e di progetti condivisi – attraverso il confronto e la collaborazione tra enti pubblici e organizzazioni private espressioni delle forze sociali, economiche, culturali – per lo sviluppo dell’area metropolitana bolognese.

Confcooperative Bologna partecipa attivamente alla realizzazione del Piano Strategico Metropolitano. Abbiamo collaborato, ad esempio, all’elaborazione di un progetto che prevede la creazione di un registro ufficiale rivolto alle imprese che intendono realizzare piani e misure di welfare aziendale, in modo da creare uno spazio unico di riferimento da cui veicolare informazioni e aggiornamenti e soprattutto per favorire un raccordo tra le imprese e quanti operano nel settore come fornitori di servizi, facilitando la conoscenza e la valorizzazione delle best practice locali. Sono, infatti, tante le iniziative e le sollecitazioni in un contesto molto vivace e in continua trasformazione in cui emergono anche nuove sfide che vogliamo raccogliere con strategie innovative e in una prospettiva di lungo periodo.


Riferimenti

Sito di Confcooperative Bologna

Pagina specifica Opportunità per le persone

 


Si può fare welfare aziendale nel settore pubblico? Il caso di Ausl Romagna

Welfare aziendale e conciliazione: un volume sul mondo delle cooperative

La quarta via della distribuzione assicurativa: il caso di Insieme
 
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Alessandra | 22.02.2017
Buona sera, molto interessante il progetto, nel welfare aziendale aggiungere il tassellino del chi cerca lavoro, lo start up giovanile, asili aziendali ovvero servizi, Bologna è una città che offre, da sempre, con il passaggio e lo scambio ferroviario. Nel proporlo a livello nazionale, potrebbe trovare qualche ostacolo sul cooperativa, ma migliorando qualche punto, prestazioni sanitarie per esempio, pubblico e privato, gestione fiscale cooperativa, formazione aziendale, sostegno all' istruzione o master, insomma dobbiamo uscire dal concetto dello stato assistenziale ed entrare in quello esistenziale e farlo funzionare. Grande lavoro. Grazie.
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