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L'accordo territoriale per le PMI metalmeccaniche di Bergamo
Il contratto integrativo territoriale prevede, tra le altre cose, misure di conciliazione vita-lavoro, smart working e welfare aziendale
30 agosto 2018

Lo scorso 18 dicembre 2017, dopo alcuni mesi di trattative sindacali, Confimi Apindustria Bergamo, Fim-Cisl Bergamo e Uilm-Uil Bergamo hanno sottoscritto un accordo integrativo al CCNL Confimi Meccanica (rinnovato il 22 luglio 2016) che è attualmente applicato a tutte le aziende della provincia di Bergamo associate a Confimi.

Attraverso questo accordo le parti sociali hanno cercato di coinvolgere tutte le piccole realtà metalmeccaniche del tessuto locale, con lo scopo di sperimentare nuove soluzioni per rendere le imprese sempre più competitive sul mercato, senza sacrificare il benessere dei lavoratori. In questo articolo vi mostriamo i principali contenuti dell’accordo, con uno sguardo particolare a quanto previsto in materia di welfare aziendale e conciliazione vita-lavoro.


L’accordo per le piccole e medie imprese bergamasche

Come detto, l’accordo territoriale coinvolgerà tutte le imprese del territorio bergamasco associate a Confimi Apindustria: saranno quindi circa 300 le realtà interessate, per un totale di oltre 10.000 lavoratori. Il contratto - frutto di mesi di dialogo, a tratti anche acceso, tra le parti sociali - nasce dalla volontà di innovare le dinamiche alla base del confronto tra le parti e promuovere modalità di interazione innovative, ispirate ai principi della partecipazione, della reciprocità e del mutualismo.

A questo riguardo, un primo aspetto degno di nota è rintracciabile nell’istituzione di una Commissione territoriale paritetica dedicata allo sviluppo di “buone” relazioni industriali. Grazie alla Commissione, sarà agevolato il confronto futuro tra le rappresentanze sindacali e datoriali su alcuni temi rilevanti come le iniziative in termini di politiche attive del lavoro e il welfare aziendale. La previsione di questo organismo contribuisce a evidenziare la centralità della contrattazione e del dialogo tra le parti sociali per la realizzazione del presente progetto.

Oltre alla Commissione, l’accordo prevede soluzioni per le imprese e i lavoratori in difficoltà. Sono previsti, per esempio, piani per sostenere la riqualificazione e la riassunzione di lavoratori che hanno perso il lavoro; è istituita inoltre una piattaforma digitale per l’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro attraverso la quale sarà agevolata la ricerca di occupazione; infine, è prevista la possibilità di usufruire di permessi annui retribuiti nei casi in cui l’azienda non abbia i requisiti per accedere agli ammortizzatori sociali.

Le parti sociali hanno inoltre previsto la possibilità per le imprese che si impegnano a stabilizzare un numero elevato di contratti a termine di beneficiare di clausole di contingentamento - cioè quelle clausole che fissano un limite di ricorso ai contratti a tempo determinato - più favorevoli. In particolare le parti hanno concordato che a fronte della stabilizzazione di almeno il 50% dei lavoratori a tempo determinato dell’anno precedente, l’azienda possa ottenere - esclusivamente per l’anno successivo - un aumento della percentuale di contratti a termine stipulabili pari al 5%. La percentuale può essere aumentata fino al 10% e al 15% nel caso in cui le imprese abbiano stabilizzato rispettivamente il 75% e il 100% dei contratti precari dell’anno precedente.


Le opportunità in materia di welfare aziendale

In tema di welfare aziendale, le parti hanno istituito un premio di risultato territoriale di natura sperimentale, il cui importo varierà di anno in anno in base alla produzione media delle imprese. Attraverso l’accordo, è stata quindi sancita la possibilità a tutti i lavoratori di convertire questo premio, in tutto o in parte, in un budget spendibile in welfare aziendale. Ai lavoratori che opteranno per la conversione totale sarà riconosciuto un aumento pari al 10% del valore totale del bonus.

In aggiunta, l’intesa prevede il riconoscimento da parte dell’azienda di ulteriori 100 euro all’anno per ciascun lavoratore da destinare al welfare e ai flexible benefit. Tale cifra, che si andrà a sommare a quella legata alla conversione del premio, potrà essere spesa all’interno di una piattaforma digitale che - attraverso un sistema di convenzioni - darà accesso a tutti i beni e i servizi previsti dalla normativa: si va dagli interventi per il sostegno all’istruzione (rimborsi di rette e tasse scolastiche, mense scolastiche, pre e dopo scuola, centri estivi e invernali, testi scolastici) e per l’assistenza a familiari anziani e non autosufficienti, alla previdenza complementare e sanità integrativa, fino ai buoni spesa, carte regalo e all’ambito relativo la cultura e il tempo libero (corsi formativi, abbonamenti per palestre e centri sportivi, ecc).

Ulteriori novità sono previste anche in materia di flessibilità oraria e di conciliazione vita-lavoro. È riconosciuta, ad esempio, la possibilità di fruire di permessi e congedi ulteriori a quelli previsti dalla normativa vigente; ulteriori agevolazioni sono destinate a coloro che, a causa di esigenze familiari, richiedono un contratto part-time. Ogni impresa potrà, infine, individuare autonomamente specifiche aree produttive, figure professionali e mansioni alle quali applicare la flessibilità oraria in entrata/uscita e lo smart working.


Riferimenti

Accordo territoriale integrativo al CCNL Confimi di Bergamo

 


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