PRIVATI / Aziende
Il settore conciario vicentino investe sul welfare aziendale
Il nuovo contratto integrativo territoriale ha introdotto diversi strumenti di supporto alla retribuzione che interessano 80 imprese e 6000 lavoratori
28 giugno 2017

La provincia di Vicenza è sede di uno dei maggiori distretti conciari del mondo, nonché il più importante in Italia per produzione e numero di addetti. Una delle peculiarità di quest'area conciaria, la cui produzione conta per oltre metà del totale nazionale, è rappresentata, dal punto di vista industriale, dalla contemporanea presenza di imprese medio-piccole e grandi gruppi industriali all'avanguardia nell'automazione e standardizzazione delle fasi di processo.

Queste imprese, periodicamente, sottoscrivono un contratto integrativo di settore per regolamentare i premi di produzione e altri possibili strumenti destinati alla totalità dei dipendenti. Quest’anno, anche come conseguenza delle novità previste dalle ultime Leggi di Stabilità, l’accordo di settore ha previsto l’introduzione di una serie di strumenti a supporto della retribuzione dei lavoratori.


Il nuovo accordo del settore conciario vicentino

Il nuovo contratto della provincia di Vicenza destinato al settore della concia prevede la sostituzione del premio in denaro, compreso tra i 60 gli 85 euro mensili (circa 1.000 euro annuali) per lavoratore, con un insieme di benefit destinati alla ristorazione e al sostegno al reddito dei dipendenti e delle loro famiglie.

Dal 1° settembre 2017, i fondi precedentemente destinati al premio saranno dirottati in un sistema di ticket restaurant, buoni sconto e fidelity card, spendibili sul territorio in una serie di esercizi commerciali convenzionati. Inoltre, per le imprese che hanno già a disposizione la mensa e che, quindi, possono contare su un servizio di ristorazione interno per i propri collaboratori, si è pensato di attivare una piattaforma digitale che consente l’accesso a tutti gli strumenti previsti dagli articoli 51 e 100 del TUIR. Tutto questo è stato implementato grazie all’intervento di Vicenza Welfare, una società di consulenza e provider locale.

Secondo Riccardo Tolio, fondatore e Ceo di Vicenza Welfare, le imprese coinvolte nel progetto sono circa 80 mentre i lavoratori interessati sono oltre 6 mila: in totale, la somma che sarà destinata alle varie forme di benefit e al welfare è di circa 6 milioni di euro. Questa cifra sarà, in buona parte, reinvestita nel territorio vicentino in quanto le attività convenzionate – dai supermercati alle strutture sanitarie – fanno parte del circuito locale. In questa prospettiva, l’investimento fortifica il ruolo del distretto conciario nel territorio: le imprese del settore non sono solo fonte di occupazione, ma divengono un concreto sostegno in termini di benessere economico e sociale.


Il welfare aziendale e i fringe benefit come strumento di “saving contributivo”?

Si segnala, infine, che il vecchio integrativo è stato “disdettato” nei giorni scorsi dalle rappresentanze datoriali in maniera unilaterale. La scelta è stata presa da Confindustria Vicenza con lo scopo di ridurre il cuneo fiscale a carico dell’impresa (ma, in parte, anche ai lavoratori). Infatti, se del precedente premio in denaro oltre il 50% era destinato a trattenute d’imposta e contributi di varia natura (tra cui previdenziali), i nuovi strumenti godono di una fiscalità favorevole. Questi benefici permettono quindi al dipendente di poter avere una cifra spendibile più elevata.

D’altro canto, però, quando un premio è convertito in fringe benefit oppure in beni e servizi di welfare, le imprese sono esentate dall’effettuare i relativi versamenti previdenziali: in questo modo, i lavoratori percepirebbero un effetto negativo (seppur contenuto) solo al momento del pensionamento. Anche per questa ragione, non tutte le rappresentanze sindacali del settore sembrano aver visto di buon occhio questo cambiamento.

 


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