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La conciliazione vita-lavoro di Intesa Sanpaolo
Ecco i risultati delle misure di conciliazione realizzate dal gruppo bancario nell'ultimo anno
04 marzo 2018

In merito all’esperienza di welfare aziendale di Intesa Sanpaolo vi abbiamo già parlato in alcuni nostri precedenti articoli. Recentemente, il Comitato Welfare dell’istituto creditizio – organo paritetico formato da rappresentanze sindacali e aziendali – ha fornito alcuni dati riguardanti l’utilizzo delle misure di conciliazione vita-lavoro. Ecco che cosa è emerso.


Congedi parentali, permessi e banca del tempo

Secondo quanto rilevato dal comunicato stampa pubblicato lo scorso 21 febbraio dal Comitato Welfare di Intesa Sanpaolo, nel biennio 2016-2017 sono incrementate le richieste dei lavoratori per gli interventi inerenti la conciliazione vita-lavoro.

Per quanto riguarda le misure e i permessi assicurati dal contratto integrativo aziendale, sono stati 605 i lavoratori che si sono assentati per assistere un familiare malato – per un totale di 2.070 giornate lavorative – e 297 quelli che lo hanno fatto per assistere un figlio affetto da DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), per un totale di 1.125 giorni. Il congedo parentale facoltativo destinato ai papà è stato richiesto da 218 persone.

Molto utilizzata è stata inoltre la banca del tempo, strumento che consente ai dipendenti di mettere a disposizione delle ore lavorative (pienamente retribuite dall’azienda) che possono essere utilizzate da colleghi sotto forma di permessi: sono stati 748 i lavoratori che hanno contribuito ad incrementare la banca del tempo con donazioni in aggiunta a quelle aziendali. Complessivamente, tra il 2016 e il 2017 sono state utilizzate 34.000 ore di permesso attraverso questo meccanismo di stampo solidaristico.

La sospensione volontaria dal lavoro – prevista secondo il contratto aziendale per un massimo di 15 giorni all’anno – è stata infine richiesta per un totale di 106.520 giornate lavorative nel solo 2017.


Volontariato e mobilità sostenibile

Tra gli altri interventi previsti da Intesa Sanpaolo, spicca la possibilità per i dipendenti di sostenere azioni di volontariato promosse dall’azienda. Tali attività hanno coinvolto 75 dipendenti nel 2016 e 253 nel 2017. Grazie al loro supporto sono stati implementati progetti a Roma, Milano, Napoli, Torino, Padova, Bologna, Bari, Palermo, Parma, Firenze e Monza.

Infine, il comunicato annuncia che da marzo 2018, per la sola sede di Milano Bisceglie, sarà attivo il servizio di car-pooling realizzato attraverso l’app BePooler. Grazie all’applicazione chi condivide con un collega il viaggio per andare in ufficio riceve un premio in buoni carburante dall’azienda.


Il contesto normativo e gli sgravi fiscali

Le attività appena descritte sono state implementate anche grazie agli sgravi fiscali e contributivi introdotti in via sperimentale lo scorso settembre 2017 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e validi per il biennio 2017-2018. Il beneficio di tale manovra – per la quale sono stati stanziati oltre 110 milioni di euro – è infatti riconosciuto ai contratti collettivi aziendali e di secondo livello sottoscritti e depositati dal 1 gennaio 2017 al 31 agosto 2018. Le prestazioni che consentono l’accesso agli sgravi contributivi riguardano:

  • l’area di intervento genitorialità: (estensione del congedo di paternità, con previsione della relativa indennità; estensione del congedo parentale, in termini temporali e/o integrazione della relativa indennità; previsione di nidi d’infanzia/asili nido/spazi ludico-ricreativi aziendali o interaziendali; percorsi formativi per favorire il rientro dal congedo di maternità; buoni per l’acquisto di servizi di baby-sitting);
  • l’area di intervento flessibilità organizzativa: (lavoro agile; flessibilità oraria in entrata e uscita; part-time; banca ore; cessione solidale dei permessi con integrazione da parte dell’impresa dei permessi ceduti);
  • l’ambito del welfare aziendale: c(convenzioni per l’erogazione di servizi time saving; convenzioni con strutture per servizi di cura; buoni per l’acquisto di servizi di cura).

 


Riferimenti
Comunicato stampa del Comitato Welfare di Intesa Sanpaolo

 


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