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Non solo lusso: il welfare aziendale di La Perla
Dopo alcuni anni di instabilità, la nota impresa di alta moda ha introdotto un corposo piano di welfare dedicato ai suoi 600 dipendenti
23 gennaio 2017

Dopo alcuni anni fortemente segnati della crisi economica, il noto marchio di alta moda bolognese La Perla ha recentemente introdotto un nuovo contratto integrativo che prevede una corposa componente di welfare aziendale (come riportato anche dal Corriere della Sera).

Il 22 dicembre 2016, i vertici dell’azienda e le sigle sindacali (Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil) hanno siglato un accordo aziendale che mette a disposizione agli oltre 600 dipendenti (la maggior parte donne) premi di risultato fino a 1.500 euro, polizze sanitarie per coprire le spese mediche (pubbliche e private) e una quota integrativa di denaro spendibile in servizi di welfare (tra i 300 e i 500 euro) da aggiungere al salario.


Dalla crisi al welfare aziendale

La storia di La Perla negli ultimi anni è stata caratterizzata da una profonda instabilità. La crisi del 2008 ha portato la Famiglia Masotti, fondatrice del marchio, a vendere le proprie quote della società ad un fondo di private equality americano (JH Partners). I nuovi proprietari non sono però riusciti a rilanciare il noto brand sartoriale italiano e nel 2013 sono stati costretti, a loro volta, a cedere la società. Questa volta La Perla è stata rilevata da Silvio Scaglia (fondatore di Omnitel e di Fastweb), il quale – attraverso cospicui investimenti – sembra aver risollevato le sorti del gruppo.

Nel periodo tra il 2008 e il 2014 i dipendenti di La Perla hanno quindi dovuto fare i conti con lunghi periodi di instabilità lavorativa, contraddistinti da un frequente ricorso alla cassa integrazione. Proprio per questa ragione il raggiungimento del nuovo accordo integrativo rappresenta un passaggio importante sia per l’azienda sia per i suoi lavoratori.

Da quanto emerge dal comunicato di Filctem-Cgil, le parti sociali hanno deciso di comune accordo di intraprendere la “via” del welfare aziendale in modo da consolidare le relazioni sindacali e offrire un riconoscimento allo sforzo e ai sacrifici sostenuti nel tempo da tutti i dipendenti. In questo senso, per La Perla il welfare contenuto nel contratto aziendale non rappresenta “solo” uno strumento di sostegno ai dipendenti, ma diviene un mezzo concreto per il rilancio dell’impresa.


Il nuovo integrativo di La Perla

Per quanto riguarda gli interventi di welfare previsti, l’integrativo contiene:

  • polizze sanitarie per tutti i lavoratori a carico dell’azienda. Le forme di sanità integrativa saranno valide dal 2017 e potranno essere utilizzate dai dipendenti per coprire le spese mediche previste dal contratto;
  • un premio di risultato da 1.000 a 1.500 euro a seconda del raggiungimento degli obiettivi aziendali;
  • un’ulteriore quota destinata al welfare – che oscillerà tra i 300 e i 500 euro (le parti sociali devono ancora raggiungere un accordo in merito) – da aggiungere al normale salario. Tale quota potrà essere destinata ad interventi inerenti il sostegno al reddito, i servizi alle famiglie e la mobilità sociale.


La scuola professionale di La Perla

Il nuovo contratto prevede inoltre l’istituzione di una scuola interna all’azienda che avrà lo scopo di formare i giovani talenti che si stanno affacciando al mondo della sartoria. L’obiettivo è quello di realizzare dei percorsi formativi che si concludano con l’inserimento degli studenti all’interno dell’azienda.

Ad insegnare ai giovani saranno i lavoratori e le lavoratrici da più tempo in servizio in azienda, i quali saranno ricompensati con una riduzione dell’orario lavorativo settimanale. Questa “accademy” interna all’impresa consentirà quindi di gestire agevolmente il ricambio generazionale dei lavoratori, favorendo la trasmissione delle competenze.

 
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Valentino Santoni | 30.01.2017
Gentilissima Elena Pirani, la quota aggiuntiva (che andrà dai 300 ai 500 euro) rivolta esclusivamente al welfare è annuale. Questa va, però, a sommarsi ad altri 1.000/1.500 euro di premio di produzione.
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Elena Piani | 24.01.2017
Desideravo sapere se la quota aggiuntiva di 300-500 euro si intende mensile, grazie.
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Ronzoni Cesare | 23.01.2017
Penso sia un ottimo accordo. Da ex lavoratore metalmeccanico invio le mie congratulazioni alle parti che hanno sottoscritto l'intesa. La nostra economia nazionale ritornerà a occupare le posizioni alte fra le nazioni industrializzate se continueremo a costruire buone relazioni sindacali.
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