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Eni e sindacati firmano l'accordo per ampliare il welfare aziendale
Il colosso petrolifero italiano continua ad investire nei servizi dedicati ai propri dipendenti: ora sono circa 20.000 i lavoratori coinvolti.
11 luglio 2017

Lo scorso 4 luglio, Eni e le rappresentanze sindacali di settore – Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil – hanno raggiunto l’accordo per ampliare il sistema di welfare destinato ai collaboratori della società petrolifera. In questo approfondimento cerchiamo di raccontarvi l’ampia proposta di welfare aziendale dell’azienda italiana.


Il welfare di Eni: una storia che parte da lontano

Sin dagli anni della sua fondazione, avvenuta nel 1953, Eni può vantare un’attenzione fuori dal comune per quanto riguarda le necessità e i bisogni dei propri dipendenti. Prendendo spunto dall’azione di quegli “imprenditori illuminati” che hanno operato in Italia tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, i vertici di Eni – a partire da Enrico Mattei – hanno da subito introdotto servizi collettivi rivolti ai dipendenti – come asili, mense, cinema, centri sportivi e colonie climatiche.

Negli ultimi anni questo aspetto che ha da sempre caratterizzato l’impresa italiana si è ampliato ulteriormente. Come vi abbiamo raccontato, infatti, Eni ha recentemente realizzato uno dei più grandi appalti a livello nazionale in materia di welfare aziendale. Questo programma ha previsto l’introduzione di iniziative e servizi che riguardano quattro aree di interesse: la famiglia, la salute, il benessere e il risparmio.

La famiglia
Gli strumenti che Eni mette a disposizione delle persone per aiutarle a conciliare vita privata e vita professionale sono:

  • il “Nido-scuola Eni 0-6”; una scuola aziendale realizzata nel 2010 nella sede di San Donato Milanese, progettata per offrire la massima flessibilità di servizio;
  • i soggiorni estivi per i figli dei dipendenti (dai 6 ai 14 anni di età);
  • i “Summer Camp”; campi estivi dedicati ai ragazzi al di sopra dei 14 anni;
  • centri estivi rivolti a bambini e ragazzi di tutte le età, organizzati presso strutture selezionate nelle vicinanze delle sedi degli uffici Eni.

La salute
Eni promuove, attraverso strutture qualificate e presenti sul territorio nazionale, specifiche campagne di prevenzione (riferite soprattutto alle patologie neoplastiche), quali:

  • il programma “Piano Diagnosi Precoce”: screening di prevenzione oncologica per fasce di età e sesso, svolto a livello nazionale in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT);
  • il programma “Previeni con Eni”: mini check up con screening oncologico ed esami emato-chimici.

Il benessere
Con l’obiettivo di investire sulla qualità della vita professionale e sulla promozione di modelli e stili di comportamento sani, l’azienda realizza programmi di comunicazione e di sensibilizzazione mirati. Inoltre, è stato recentemente introdotto il “Programma Benessere”, iniziativa attraverso cui è possibile sottoscrivere abbonamenti sportivi a tariffe agevolate.

Il risparmio
Per offrire alle persone opportunità di acquisto di prodotti e servizi a prezzi vantaggiosi, Eni sviluppa convenzioni con aziende partner che rappresentano grandi marchi nazionali e internazionali in vari ambiti commerciali: cultura, viaggi, shopping, sanità, servizi finanziari e assicurativi.

Da sottolineare infine che il budget destinato dall’azienda a questo insieme di attività (delle quali possono beneficiare tutti i lavoratori e i loro familiari), può essere integrato – in base alla libera scelta del dipendente – attraverso la conversione del premio di produttività (che, secondo un recente comunicato di Cisl Veneto, può andare da 1.000 a 2.000 euro). Questa è, ovviamente, una novità che prende spunto dai recenti cambiamenti legislativi e fiscali introdotti dalla Legge di Stabilità 2016.


Le novità più recenti e il nuovo accordo integrativo

L’azione di Eni in campo di welfare aziendale e di conciliazione vita-lavoro non si è però fermata qui. Tra le ultime novità si devono registrare: l’accordo del 6 febbraio 2017 sullo smart working e quello, più recente, del 4 luglio 2017 sulla previdenza complementare, la flessibilità e la conciliazione vita-lavoro.

Il primo ha previsto la possibilità – per un massimo di 8 giorni al mese – di svolgere la prestazione lavorativa da casa attraverso strumenti informatici messi a disposizione dalla società. I destinatari di questa misura sono le neo-mamme, i neo-papà e i genitori con un figlio in adozione o affidamento che hanno delle mansioni che richiedono l’utilizzo costante di un computer.

Come è possibili leggere dal testo dell’accordo, l’utilizzo dello smart working ha lo scopo di garantire un ambiente di lavoro incline alla flessibilità e di favorire l’autonomia dei neo-genitori, mettendo il lavoratore nelle condizioni di poter contare su strumenti e tecnologie capaci di garantire la produttività anche al di fuori della sede di lavoro.

L’ultimo integrativo aziendale, denominato “Protocollo welfare”, cercando di rispondere alle ripercussioni dovute ai recenti cambiamenti economici e sociali, ha introdotto alcune politiche di welfare innovative. In primo luogo, in materia di assistenza sanitaria integrativa, Eni ha previsto che dal 1 gennaio 2018 tutti i lavoratori non iscritti ai Fondi sanitari potranno usufruire di un’iscrizione automatica al Fasie (Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa Energia) e al Faschim (Fondo Nazionale di Assistenza Sanitaria per i lavoratori dell'industria chimica) con onere a carico aziendale. I lavoratori già iscritti a questi Fondi, invece, potranno godere di un contributo addizionale versato direttamente dall’azienda.

Per quanto riguarda la flessibilità e gli strumenti di conciliazione vita-lavoro, infine, l’accordo fa riferimento a:

  • la banca delle ore solidali. Tale strumento consente di far confluire, da parte dei lavoratori che vorranno aderire all'iniziativa, giorni di ferie maturati e non fruiti, permessi, riposi ed ore del proprio “Conto Ore Individuale”, per destinarli ai lavoratori che hanno necessità di assistere figli minori con particolari condizioni di salute;
  • congedi per i neo-papà, che riconoscono al lavoratore padre un periodo di congedo di 10 giorni lavorativi retribuiti, anche non continuativi, da fruire entro 5 giorni dalla nascita del bambino.


Riferimenti

Accordo del 6 febbraio 2017 sullo smart working
Accordo del 4 luglio 2017 sulla previdenza complementare e la flessibilità

 


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