PRIVATI / Aziende
Il welfare delle imprese ora accelera le classifiche dei campioni del settore
Stefania Aoi, Affari & Finanza, 11 dicembre 2017
11 dicembre 2017

Il fenomeno del welfare aziendale in questi anni è esploso. Conseguenza delle due leggi di stabilità del 2016 e del 2017 che hanno defiscalizzato tali spese. Le imprese hanno iniziato a offrire servizi. E insieme all'Istituto tedesco di qualità, Affari & Finanza ha voluto vedere quali sono state le migliori, quelle che hanno saputo cogliere meglio le reali esigenze dei lavoratori. I campioni del benefit di questa prima indagine sul mondo welfare sono realtà come Sara Assicurazioni e il gigante del tabacco, Philip Morris Italia. Grandi società che, secondo lo studio, hanno saputo offrire più servizi, e di miglior livello, tra le 3mila società a cui è stato inviato il questionario e le centocinquanta che hanno risposto.

Di sicuro, secondo diverse ricerche, questi 'omaggi' al lavoratore migliorano il clima in ufficio. Un dato emerso anche nel Terzo rapporto sul secondo welfare realizzato dal Centro Einaudi, pubblicato a fine novembre. I lavoratori, secondo quanto raccontato ai ricercatori dagli operatori del settore welfare (coloro che vendono i pacchetti con i benefit alle imprese), chiedono soprattutto servizi sanitari. A seguire, servizi per l'infanzia e l'istruzione come i rimborsi per i testi scolastici, la mensa, le rette per asili nido.

Nell'ultimo anno sarebbero aumentate anche le richieste di carte benzina, o cofanetti utili a ottenere sconti su soggiorni in hotel, abbonamenti in palestra, ingressi ai centri termali. Infine, c'è chi opta per la previdenza complementare. Anche se la maggior parte degli intervistati, si aspetta ancora che le pensioni siano a carico dello Stato, pagate con i contributi versati. Marginali, secondo i dati pubblicati dal Centro Einaudi, le domande per le prestazioni di sostegno alla non autosufficienza


Il welfare delle imprese ora accelera le classifiche dei campioni del settore

Stefania Aoi, Affari & Finanza, 11 dicembre 2017

 
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paola bazzoni | 12.12.2017
Le due leggi di stabilità hanno sancito e regolamentato quanto era già in parte messo in atto da datori di lavoro "illuminati". In quanto ex titolare di una scuola di lingue per 30 anni, era già insito nella mia conduzione aziendale al femminile, il concetto di welfare. Ed io non sono certo un esempio isolato! Molti dirigenti hanno assunto ed assumono atteggiamenti tali nei confronti dei dipendenti atti a mantenere un clima sereno. L'attenzione verso le esigenze di chi lavora per te e la consapevolezza del fatto che solo la forza comune generata dalla sinergia positiva fra chi dirige e chi mette in pratica le direttive, non possono che generare profitto e positività. Perchè non creare dei poli di welfare interaziendali che diventino punti di riferimento per dipendenti di varie aziende e dove essi potessero trovare condizioni favorevoli per i servizi di cui hanno tutti necessità: sanitari, bancari, assicurativi, ricreativi, formativi. Cosa ne pensate? Disponibile per discuterne!!
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