PRIVATI / Aziende
Si può fare welfare aziendale nel settore pubblico? Il caso di Ausl Romagna
L'Azienda Unità Sanitaria Locale romagnola ha creato un asilo nido interaziendale cooperando con altre realtà produttive del territorio
13 febbraio 2017

L’Ausl Romagna è l’ente attraverso il quale la Regione Emilia-Romagna assicura i livelli essenziali ed uniformi di assistenza dell’ambito territoriale delle provincie di Ravenna, Cesena, Forlì e Rimini. In questo approfondimento vogliamo parlarvi del loro piano di welfare e della vision aziendale ad esso correlata.


Il welfare aziendale e la conciliazione vita-lavoro nel settore pubblico

L’applicazione del welfare aziendale nel settore pubblico, e in particolare nelle Aziende sanitarie, risente di alcune tipicità. La più importante riguarda la presenza del Comitato Unico di Garanzia, previsto dal decreto legislativo 165/2001 (cosi come modificato dalla L. 183/2010), che ha lo scopo di promuovere il benessere organizzativo e di contrastare ogni forma di discriminazione e di violenza morale e psichica dei lavoratori. L’attività di questo organo si concretizza attraverso funzioni propositive, consultive e di verifica che realizzano diversi compiti fra i quali la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, la promozione di azioni volte a realizzare il benessere lavorativo e la prevenzione e rimozione di ogni forma di discriminazione.

Gli interventi di welfare maggiormente diffusi nel settore pubblico riguardano l’introduzione dell’orario di lavoro flessibile e la previdenza complementare. In merito a quest’ultimo punto, per i dipendenti pubblici (ad eccezione di quelli della scuola per i quali è previsto il fondo pensione Espero) è stato istituto il fondo Perseo Sirio in attuazione dei decreti legislativi 124/1993 e 252/2005 nonché di diversi accordi quadro stipulati a livello nazionale fra l’Aran e le Confederazioni Sindacali e di diversi CCNL.

Tale fondo nasce nel 2014 dall’unificazione dei Fondi pensione di previdenza complementare con la formula di associazione senza scopo di lucro. L’obiettivo di questo strumento è quello di permettere ai lavoratori di costruirsi una pensione complementare che integri quella obbligatoria per affrontare con maggiore serenità il periodo post-lavorativo. A tale scopo raccoglie i contributi, gestisce le risorse ed eroga le prestazioni nell’esclusivo interesse degli aderenti e della tutela del loro futuro.


Il welfare di Ausl Romagna e lo sviluppo dell’asilo aziendale

Tutti questi strumenti previsti dal CCNL e dalle normative nazionali sono attivi anche all’interno di Ausl Romagna, ente romagnolo che ha il compito di garantire equità di accesso alle cure sanitarie e di uniformare la gestione di tutto il personale e di tutte le procedure amministrativo-contabili, nonché dei protocolli sanitari e di assistenza alla popolazione.

Il piano di welfare aziendale di Ausl, però, non si ferma qui. L’intervento oggi più rilevante è l’asilo nido interaziendale, attivato nel dicembre 2012 dalla preesistente Ausl di Rimini e oggi patrimonio della nuova Ausl Romagna. Attualmente la struttura è di circa 1200 metri quadrati ed è gestita amministrativamente dall’ASP Valloni e a livello educativo dalla cooperativa Acquerello a seguito di apposito bando. L’asilo è stato realizzato con il contributo della provincia di Rimini e della Fondazione Carim per la parte degli arredi e svolge attività a tempo pieno dalle ore 7.15 alle 19.00 dal lunedì al venerdì e dalle ore 7.15 alle 13.00 il sabato.

Il servizio è prioritariamente a disposizione di tutti i dipendenti dell’azienda residenti in città e dei loro nipoti, ma è aperto anche alla cittadinanza che può accedervi fino al raggiungimento del numero massimo di bambini ospitabili. Attualmente sono state stipulate convenzioni anche con il Comune di Rimini, SGR (Società Gas Rimini) ed Hera (multiutility).


Ausl Romagna e il futuro del welfare aziendale

Dalla sua costruzione ad oggi molte cose sono cambiate in Ausl Romagna e nei bisogni dei lavoratori, le politiche di welfare avranno nel futuro dell’azienda un ruolo centrale per incrementare il benessere dei lavoratori. Inoltre, si sta sempre più facendo strada l’idea che il welfare aziendale possa essere uno strumento per favorire la ripresa attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati allo sviluppo dell’impresa sul territorio, diventando in questo modo indispensabile in un mondo globalizzato dove la crisi sta portando a ridiscutere modalità organizzative e di lavoro generando soluzioni innovative e vincenti per i giovani di domani.


Considerazioni conclusive

Sempre più spesso, attori pubblici e privati si trovano a collaborare in maniera sinergica al fine di generare prestazioni e servizi di welfare in grado di far fronte al mutare delle esigenze sociali. L’esperienza di Ausl Romagna rappresenta un perfetto esempio di questa tipologia di collaborazione tra pubblico e privato, la quale – se capace di integrarsi alle attività di welfare pubblico messe in campo dalle amministrazioni locali – riesce a garantire un servizio di qualità, ampliando l’offerta del territorio.

 

 


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