PRIVATI / Aziende
Il welfare aziendale è un'impresa possibile anche in provincia di Cuneo
La Fondazione CRC ha promosso una ricerca, a cui ha partecipato anche il nostro Laboratorio, sull'evoluzione del fenomeno nel contesto cuneese
28 febbraio 2018

Il 28 febbraio, presso il Centro incontri della Provincia di Cuneo è stato presentato il Quaderno 33 della Fondazione CRC, dal titolo “Impresa possibile. Welfare aziendale in provincia di Cuneo”. Il volume contiene un’indagine − curata dal Centro Studi della Fondazione CRC e realizzata dal Laboratorio Percorsi di secondo welfare, da Luca Pesenti dell'Università Cattolica di Milano e da IPSOS – volta a mappare e analizzare le soluzioni di welfare aziendale predisposte in provincia di Cuneo.

Durante il pomeriggio, dopo la presentazione dei risultati della ricerca a cura di Franca Maino (di cui è possibile ascoltare un breve estratto qui) e Federico Razetti, rispettivamente direttrice e ricercatore del Laboratorio Percorsi di secondo welfare, alcune realtà del territorio hanno raccontato la loro esperienza in tema di welfare aziendale: sul lato delle imprese, Edo Milanesio, Segretario Generale di Fondazione Ferrero, ha presentato il programma “Care” di Ferrero. Maurizio Tosi, Coordinatore Welfare di Michelin Italiana, ha invece raccontato dell’iniziativa “Michelin avanza con te”. Sul lato pubblico, Danilo Bono, Direttore generale dell’ASL CN2, ha illustrato il progetto Talenti Latenti (iniziativa di cui vi abbiamo parlato qui) mentre Gianfranco Bordone, Direttore Coesione Sociale della Regione Piemonte, la strategia regionale We.Ca.Re. (qui il nostro approfondimento)

La giornata si è poi conclusa con una discussione sul welfare aziendale a cui hanno partecipato i rappresentanti di associazioni di categoria e datoriali, sindacati, associazioni professionali, enti bilaterali territoriali, Comuni e diverse istituzioni della provincia di Cuneo. Tra gli interventi che si sono susseguiti si segnala quello del presidente della Fondazione CRC, Giandomenico Genta, il che ha sottolineato come il welfare aziendale sia decisivo nella promozione di nuove forme di welfare comunitario. Genta ha inoltre affermato che “la presentazione di questa ricerca vuole essere un’occasione per ragionare su come gli stakeholder del territorio possono fornire risposte comuni ai bisogni sociali dei cittadini e delle famiglie. Per questo motivo la Fondazione ha deciso di non fermarsi alla ricerca ma di promuovere un percorso laboratoriale finalizzato a stimolare soluzioni innovative, anche attraverso testimonianze dirette di progetti già sperimentati positivamente in altre parti d’Italia”.


I principali risultati dell’indagine

La ricerca presentata nel Quaderno ha coinvolto un campione rappresentativo di imprese della provincia di Cuneo. Complessivamente sono state raccolte informazioni su 189 aziende utilizzando un questionario strutturato. In base a quanto rilevato, la presenza di uno o più benefit ascrivibili al tema del welfare è dichiarata da una quota pari al 69% del campione. Mediamente, però, non ci si trova di fronte a piani di welfare compositi e strutturati ma piuttosto a interventi di ampiezza limitata: in media le aziende propongono ai propri dipendenti 1,3 benefit o servizi di welfare.

Le prestazioni più diffuse riguardano, in primo luogo, i fondi pensionistici complementari e le prestazioni sanitarie di tipo integrativo (presenti in entrambi i casi nel 48,5% delle aziende). A seguire, si trovano le attività per agevolare la conciliazione vita-lavoro (20,9%), la possibilità di accedere a tassi agevolati per mutui e finanziamenti (17,4%) e le convenzioni con strutture commerciali (15,1%). Risultano residuali le attività per il benessere fisico e psichico dei dipendenti (9,8%), i contributi per il sostegno a care giver privati (9,5%), il supporto psicologico per dipendenti con gravi problemi familiari (7,4%), le agevolazioni per scuole e asili nidi (4,6%) e le azioni di housing e affitti a prezzi calmierati (3,2%) (figura 1).


Figura 1: Frequenza delle singole misure di welfare aziendale nelle imprese della provincia di Cuneo

Fonte: Impresa possibile. Welfare aziendale in provincia di Cuneo


Nel corso delle rilevazioni sono stati indagati i principali effetti che l’introduzione del welfare aziendale ha prodotto sulla dimensione organizzativa delle imprese (figura 2). L’elemento che ha ricevuto un punteggio maggiore è stato quello relativo al miglioramento del clima aziendale, segnalato con un voto positivo (cioè superiore a 6 su una scala da 1 a 10) dall’86% delle aziende. Immediatamente a ridossosi trova il tema dell’incremento della produttività (80%), mentre un valore inferiore è stato indicato per i temi vicini alle HR strategy, come la capacità di retention e di attrazione di nuove risorse umane (circa il 60%). La possibilità che il welfare aziendale possa agevolare lo sviluppo della quota di lavoro femminile appare, invece, del tutto marginale (il 40% dei casi ha fornito una valutazione superiore a 6 e ben il 56% non ha saputo formulare un giudizio specifico).


Figura 2: Gli effetti del welfare aziendale nelle imprese della provincia di Cuneo

Fonte: Impresa possibile. Welfare aziendale in provincia di Cuneo


L’indagine ha poi approfondito la questione relativa al contesto cuneese grazie ad una serie di interviste in profondità sostenute con referenti e responsabili di associazioni di categoria, sindacati, enti bilaterali, associazioni di professionisti, amministrazioni pubbliche e istituzioni locali.

In base alle evidenze emerse dalle interviste, risulta che welfare aziendale è perlopiù considerato dai principali attori locali un terreno ancora da esplorare. Gli elementi che paiono maggiormente problematici riguardano la differenza in termini di possibilità economiche e organizzative tra grandi impresi e piccole realtà, uno sviluppo ancora acerbo della maggior parte delle esperienze e una modesta copertura, da parte degli interventi aziendali, dei nuovi rischi sociali.

Quello cuneese è infatti un territorio in cui convivono grandi aziende, veri e propri esempi a livello nazionale e internazionale per il welfare aziendale, e moltissime imprese di dimensioni ridotte, per le quali il welfare aziendale rappresenta invece un tema ostico. I dati forniti dall’analisi quantitativa sono piuttosto chiari: circa il 40% delle aziende, soprattutto quelle piccole, non sa fornire una definizione chiara di welfare aziendale e meno del 20% delle imprese mette a disposizione dei dipendenti benefit e servizi in grado di rispondere alle aree di bisogno più sensibili, come la conciliazione vita-lavoro.


Quali prospettive per il welfare aziendale in provincia di Cuneo?

Il sistema provinciale potrebbe costituire un territorio adatto a sviluppare pratiche innovative di welfare aziendale, non tanto a livello di singola azienda, ma in una logica aggregativa e di rete, favorendo una maggiore interazione tra istituzioni pubbliche e soggetti privati, non solo del mondo profit. L’obiettivo comune sarebbe quello di rispondere efficacemente ai bisogni sociali, vecchi e nuovi, in particolare delle categorie non adeguatamente coperte dal welfare pubblico: giovani, precari, lavoratori a tempo determinato, lavoratori autonomi.

Franca Maino, direttrice di Percorsi di secondo welfare, in una intervista a RadioStereo5 (ascoltabile qui), ha spiegato che in provincia di Cuneo "c'è ancora un ampio spazio di crescita e sviluppo del welfare aziendale". In particolare Maino ha sottolineato che "nelle interviste con gli stakeholder del territorio è emersa la volontà di sviluppare collaborazioni e condivisioni che possano traghettare le esperienze già in essere di welfare aziendale verso forme di welfare territoriale, che permettono una maggiore condivisione delle soluzioni a beneficio di bacini di utenti più ampi".  


Rfierimenti

Impresa possibile. Welfare aziendale in provincia di Cuneo, Centro Studi Fondazione CRC, Quaderno 33

 


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