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Il welfare aziendale di Benetton si arricchisce con lo smart working
Negli ultimi mesi il gruppo industriale trevigiano ha avviato un nuovo progetto per aumentare i servizi dedicati ai propri dipendenti
13 giugno 2017

Benetton Group, gruppo industriale a cui appartiene la famosa azienda trevigiana che si occupa di moda, negli ultimi anni sta affinando sempre di più la propria People strategy. In particolare, in questi mesi è stato avviato un nuovo piano di smart working che coinvolgerà un consistente numero di dipendenti della società.


Il piano di welfare aziendale di Benetton

Il pilastro centrale della People strategy di Benetton è il programma di iniziative di welfare aziendale denominato “Benetton per te”. Questo strumento, attivato nel 2015 e destinato ai dipendenti della sede centrale dell’azienda a Treviso, è l’elemento principale attraverso cui la società ribadisce l’importanza riservata al suo staff, ai loro bisogni e alle loro aspirazioni.

Il piano di welfare ha previsto la creazione di una piattaforma (realizzata da Eudaimon) in cui sono presenti svariati beni e servizi previsti dagli articoli 51 e 100 del TUIR, rivolti nello specifico ai temi della salute, della cura dei familiari e del risparmio del tempo e del denaro. Queste iniziative sono finalizzate ad incrementare l’engagement attraverso la soddisfazione dei bisogni delle persone e rispondendo alla necessità emergente di conciliare l’attività professionale con la vita personale.

Nel 2016 l’azienda ha implementato le sue iniziative realizzando un progetto rivolto alla famiglia e al sostegno alla genitorialità. Più di 600 dipendenti hanno partecipato al corso dedicato alla formazione dei più piccoli “Educare i bambini alla felicità”, grazie al quale l’azienda ha vinto il Positive Business Award. Inoltre è partito il "Welcome Back Mom", percorso di coaching e di supporto alle colleghe al rientro dalla maternità.


Il progetto di smart working

A partire da ottobre 2016, il programma “Benetton per te” è stato ampliato con l’introduzione dello smart working. Quest’ultimo progetto consente a Benetton Group di allinearsi al panorama delle migliori aziende nazionali e rappresenta un forte elemento di attrattività in un mercato del lavoro in continua evoluzione. L’obiettivo alla base di questa novità è quello di accogliere una nuova modalità di gestione delle persone basata su una fiducia reciproca maggiore e orientata al raggiungimento dei risultati.

Il progetto è frutto di un’intensa attività di ricerca che l’azienda ha realizzato con il supporto della società Partners4Innovation, collegata al Politecnico di Milano. Nell’ultimo anno, sono state quindi realizzate alcune attività di analisi e di benchmark per comprendere il livello di fattibilità dell’intervento. I dati raccolti hanno messo in evidenza come il passaggio allo smart working potesse rappresentare un passaggio indispensabile per restare competitivi e attrattivi, sia sul mercato del lavoro sia nel business, soprattutto nei confronti dei giovani talenti.


Le due fasi del progetto di smart working

Lo smart working del Gruppo Benetton – che attualmente coinvolge circa 400 persone – si divide in due fasi:

Stretch your time. Fase iniziale avviata per promuovere maggiore “elasticità” nella gestione degli orari e delle timbrature, introducendo una flessibilità oraria in entrata ed in uscita entro una fascia oraria definita. Questo step iniziale è entrato in vigore da ottobre 2016 e ha coinvolto oltre 1000 dipendenti, tra impiegati e quadri delle sedi italiane.

Stretch your space. Il passo successivo, introdotto a novembre 2016, ha previsto la possibilità di lavorare da remoto (quindi da un device connesso ad internet), fino ad un giorno a settimana, ad una popolazione pilota composta da quattro direzioni aziendali. Questa sperimentazione, che ha avuto una durata di sei mesi, ha raccolto un tasso elevato di adesione e i risultati positivi hanno fatto sì che il progetto venisse esteso anche ad altri settori aziendali. Da maggio 2017 un considerevole numero di dipendenti del Gruppo ha la possibilità di lavorare con questa nuova modalità di organizzazione del lavoro, fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi e degli orari a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.

 


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