PRIVATI / Aziende
Il "bonus" di sindacati e imprese che aiuta i lavoratori
Achille Paliotta, Il Sussidiario, 5 luglio 2015
05 luglio 2015

Alla luce delle recenti trasformazioni del welfare italiano, attraversato da processi di riduzione e privatizzazione e perciò sempre meno in grado di assicurare una protezione in maniera adeguata e universalistica, situazione ancor più esacerbatesi con la crisi economica, si sono aperti ampi spazi per le imprese, le parti sociali, le associazioni, le organizzazioni no-profit.

Si è, pertanto, creato un welfare market promosso da compagnie, fondi pensione, operatori sanitari, agenzie di formazione, fondazioni, aziende di servizi, ecc. Diversi attori vi si sono inseriti e tra questi il contributo delle parti sociali è di assoluto rilievo, grazie anche alla diffusione crescente degli enti bilaterali e del welfare contrattuale.

Per spiegare l'inedito ruolo del secondo welfare, a dire il vero non proprio nuovo, vale la constatazione che quando esso viene adottato, oggigiorno sempre più, da grandi aziende e multinazionali, qualche volta anche in maniera paternalistica e unilaterale, è evidente che nella maggior parte dei casi ciò avviene d'intesa con i sindacati aziendali e territoriali. Vanno in particolare evidenziate le difficoltà recenti del sindacato nel veder accolte, dalla controparte datoriale, in sede di trattativa, le consuete richieste salariali, come la firma dei recenti Ccnl ha messo chiaramente in luce, per cui è del tutto realistico che ci si ingegni a trovare nuove modalità di integrazione al reddito. 

 

Il "bonus" di sindacati e imprese che aiuta i lavoratori
Achille Paliotta, Il Sussidiario, 5 luglio 2015