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DDL Lavoro agile: le indicazioni dell'Alleanza Smart Companies
Forte della sua esperienza sul campo, la rete di Bergamo ha voluto segnalare alcuni elementi che la nuova normativa non dovrebbe ignorare
06 giugno 2016

Il Ddl sul Lavoro agile, attualmente in discussione in Commissione Lavoro e Previdenza del Senato, regolamenta per la prima volta il “lavoro agile” come strumento innovativo che, insieme alle modifiche già introdotte sul welfare aziendale con la Legge di Stabilità per il 2016, esprime all’interno delle relazioni sindacali il possibile trade off positivo tra benessere dei dipendenti e produttività. La rete Smart Companies di Bergamo - composta da ABB, UBI Banca, Banco Popolare, Volvo Italia, Italcementi Group, Comune di Val Brembilla (ente capofila), Comune di Bergamo e Variazioni Srl, a cui è stato affidato il coordinamento tecnico - ha sperimentato per la prima volta in Italia il lavoro agile in rete, proponendo uno studio e un’analisi dei primi dati quantitativi e qualitativi che ne hanno evidenziato i molteplici benefici: per le aziende, per i dipendenti e per l’ambiente.

Coerentemente con il suo spirito di innovazione e nella convinzione di poter fornire un contributo utile allo studio dello strumento, la rete Smart Companies ha presentato lo scorso 24 maggio 2016 una nota ufficiale sul Ddl Lavoro agile alla Commissione Lavoro e Previdenza del Senato, con l’obiettivo di fornire alcune indicazioni di carattere operativo. Fermo restando l’apprezzamento del testo predisposto dal Prof. Maurizio Del Conte, la rete auspica che nell’iter parlamentare sia preservato lo spirito agile del testo che, così come scritto, risulta fruibile e facilmente implementabile dalle aziende.

Qui di seguito, in sintesi, proponiamo le principali indicazioni avanzate dalla rete Smart Companies:

  • Attenzione a non escludere i coworking: il testo stabilisce che lo smart worker non deve avere una ”postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti al di fuori dai locali aziendali”. Questa definizione rischia, però, di escludere dal campo di applicazione le aziende che intendono utilizzare aree di coworking o postazioni collocate in altre sedi aziendali. La rete suggerisce quindi di riformulare la definizione così da consentire la non obbligatorietà di individuare e allestire una postazione fissa durante i periodi di svolgimento svolti fuori dai locali aziendali.
  • Lavoro agile anche nella pubblica amministrazione: la rete accoglie con favore l'applicazione della normativa del lavoro agile anche alla pubblica amministrazione (art. 13, c. 4 del Ddl), precisando che i principali ostacoli da considerare in questo settore affinchè si possa rendere facilmente implementabile il lavoro agile nelle singole amministrazioni sono l’obsolescenza delle attrezzature e dei dispositivi tecnologici, che rendono difficoltosa una prestazione lavorativa efficace ed efficiente, e la gestione dei livelli di contrattazione.
  • Agevolazioni fiscali per il lavoro agile: è apprezzabile che si precisi che gli incentivi di carattere fiscale e contributivo in relazione agli incrementi di produttività sono riconosciuti anche quando la prestazione sia erogata in modalità di lavoro agile; per il futuro, pensando ad una promozione continua e progressiva dello smart working, viene suggerita dalla rete l’applicazione di un’aliquota fiscale o condizione di vantaggio superiore per le aziende che scelgono di adottare il lavoro agile quale metodo privilegiato per l’incremento della produttività, oppure la detassazione di parte della retribuzione ordinaria (non premiale) relativa alle giornate lavorate in modalità agile e limitatamente a un importo annuo lordo massimo detassabile (da rapportare su base mensile e comunque in base alla durata del rapporto di lavoro nell’anno).
  • L’accordo in forma scritta: la rete ritiene importante ottenere chiarimenti in merito alle modalità che possano essere equiparate alla forma scritta, anche in conseguenza dell’evoluzione dei mezzi tecnologici che consentono la stipula di accordi anche a distanza e in forma digitale.
  • La normativa sulla sicurezza: la rete suggerisce un aggiornamento del D.Lgs. n. 81/2008 T.U. in modo da definire in maniera più snella e con minori vincoli per il datore nell’ambito della sicurezza le norme applicabili al lavoro agile allo scopo di non dare adito a dubbi rispetto alle differenti procedure e agli strumenti a tutela della sicurezza che caratterizzano le due diverse modalità di lavoro: il “lavoro agile” da un lato e il “telelavoro” dall’altro.

Il lavoro agile è una modalità di lavoro win-win-win: per l’azienda, per i dipendenti e per l’ambiente. Non resta quindi che attendere che l’iter parlamentare faccia il suo corso, sperando che i tempi siano brevi.


Riferimenti

La nota ufficiale sul Ddl Lavoro agile alla Commissione Lavoro e Previdenza del Senato

 


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