PRIVATI / Aziende
C’era una volta il welfare (aziendale)
Francesca Rizzi, Vita, 24 maggio 2017
24 maggio 2017

Il presidente di Federsolidarietà/Confcooperative Giuseppe Guerini ha recentemente affermato che se il welfare integrativo non assume la rilevanza di bene comune, connettendosi alla dimensione della responsabilità sociale, si corre il rischio che diventi fonte di ulteriori disuguaglianze sociali.

Il vero problema però è che il termine “welfare aziendale” nel dibattito e nelle prassi aziendali, si sta progressivamente svuotando del significato che la parola “welfare” porta con sè, e si sta concentrando sulla partita economica/monetaria legata al maggior potere d’acquisto garantito dalla normativa fiscale o al risparmio contributivo.

Oggi la principale preoccupazione di chi propone piani di cosiddetti “flexibile benefits” è quello di garantire la spendibilità di questi importi detassati a tutti i dipendenti. Giusto in principio. Ora il problema è che per far in modo che tutti possano spendere gli importi assegnati nel corso dell’anno solare vi è una corsa all’acquisto di cofanetti viaggio, abbonamenti alla pay tv, biglietti del cinema, ingressi alla Spa, buoni per spese via commercio elettronico etc. Ma cos’ha a che fare tutto questo con il welfare?


C’era una volta il welfare (aziendale)

Francesca Rizzi, Vita, 24 maggio 2017