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Accordo UBI Banca-Fondazione Mondino: verso la costruzione di un welfare di comunità
Giada Benincasa, Bollettino Adapt, 12 settembre 2017
12 settembre 2017

Merita di essere segnalato, nella oramai ampia e per certi aspetti anche romanzata casistica sul welfare occupazionale, il Regolamento Welfare Aziendale adottato lo scorso 5 settembre dalla Fondazione Mondino. Si tratta, in effetti, del primo caso di welfare aziendale attuato in una struttura sanitaria (quantomeno in Lombardia), che consente, grazie alla piattaforma UBI Welfare di ripensare la sostenibilità sociale oltre che economica del lavoro anche in contesti produttivi che fuoriescono dal tradizionale perimetro della fabbrica o dell’ufficio.


Si tratta di un regolamento ad hoc, una sorta di policy che – coerentemente alle previsioni contenute nella legge di stabilità del 2016 – disciplina le misure di welfare ed il loro funzionamento, le quali risultano essere erogate ai lavoratori per iniziativa unilaterale del datore di lavoro. Inoltre, altro aspetto particolare, protagonista dell’accordo è una fondazione – e non un’azienda – che predispone, tramite il regolamento che andremo ad analizzare, un piano di welfare aziendale. Procedendo all’analisi del Regolamento Welfare Aziendale di Fondazione Mondino, emerge che sul bilancio 2017 sono stati riservati € 50.000,00 al fine di sostenere il personale che, con dedizione e fedeltà, lavora per il raggiungimento di un obiettivo comune.


L’iniziativa riguarda, infatti, circa 250 dipendenti ed è rivolta a tutto il personale con contratto a tempo indeterminato e determinato in servizio da almeno 6 mesi nell’anno solare di riferimento (art. 1) consentendo ai dipendenti, mediante un “Credito Welfare” caricato su piattaforma web personalizzata, di scegliere tra beni, servizi e prestazioni nei seguenti ambiti: educazione e istruzione per i familiari tramite rimborso delle spese sostenute dal dipendente (tra cui le spese per servizi di baby sitting, asilo nido e scuola materna, rette scolastiche, servizi di pre-scuola e post scuola); rimborso delle spese sostenute dal dipendente per l’assistenza ai familiari anziani (che abbiano compiuto 75 anni di età) o non autosufficienti (tramite apposita certificazione medica); istruzione, ricreazione e assistenza sociale per il dipendente o per i propri familiari (tra cui abbonamenti a palestre, centri benessere, ingressi a teatri, cinema, mostre); infine previdenza complementare, grazie alla quale il lavoratore potrà effettuare versamenti volontari aggiuntivi al proprio fondo di previdenza complementare per sé stesso o per i propri familiari.


Accordo UBI Banca-Fondazione Mondino: verso la costruzione di un welfare di comunità

Giada Benincasa, Bollettino Adapt, 12 settembre 2017

 
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