Verona secondo welfare
Con il supporto tecnico di Variazioni, Verona Innovazione e la Consigliera di Parità provinciale progettano la costruzione di una rete per il welfare aziendale e territoriale attraverso il coinvolgimento attivo delle aziende e degli enti locali in attività di formazione, sensibilizzazione e accompagnamento all’implementazione dei servizi. Un vero “percorso di secondo welfare” quello intrapreso a Verona, che prevede il coinvolgimento del settore produttivo ma anche quello degli attori istituzionali locali nella costituzione di una partnership eterogenea e partecipata.
 
La provocazione delle aziende: "Al welfare ci pensiamo noi"
Il 19 novembre 87 aziende che fanno parte dell’associazione V si sono riunite a Milano per discutere di welfare. Insieme hanno elaborato un manifesto per chiedere allo Stato non agevolazioni economiche o incentivi, ma il riconoscimento che le aziende con il loro operato generano valore ì per i dipendenti e le comunità locali, in primis diminuendo la burocrazia che spesso mette i "bastoni tra le ruote". | Rita Querzè, La 27Ora, 20 novembre
 
Nel welfare di Bottega Veneta denaro, cena take away e lavanderia gratis
Bottega Veneta, azienda leader nel settore della moda, da qualche mese ha scelto di investire su servizi di welfare aziendale da offrire ai propri dipendenti. Attraverso la creazione di comitati paritetici l'azienda ha cercato di comprendere i bisogni dei lavoratori, ed è andata loro incontro attraverso aumenti salariali (di ben 1.000 euro annui), sviluppando la mobilità e istituzionalizzando vari servizi di conciliazione vita-lavoro | Paola Botelli, Il Sole 24 Ore, 8 novembre 2013
 
Work-life balance: un costo o un guadagno?
La conciliazione conviene? Il progetto LaFemMe, nato nel 2012 in seno all’agenzia Italia Lavoro, ha organizzato un seminario a Roma proprio per rispondere alla domanda più posta dalle aziende. L’evento ha raccolto esperti e studiosi di fama internazionale, ma non solo. E’ stato anche l’occasione per il team di LaFemMe di presentare i primi risultati del progetto e raccogliere le suggestioni provenienti dagli esperti in sala.
 
I 36 casi in cui i dipendenti hanno salvato l'azienda
Quando l’azienda fallisce i dipendenti si riuniscono in cooperativa e la rilevano dalla liquidazione, utilizzando il Tfr e l’indennità di mobilità per affrontare le numerose spese connesse all'operazione. In moltissimi casi ad aiutarli arriva anche Coopfond, il fondo mutualistico della Legacoop che versa a titolo di prestito un ammontare pari a quello versato dai lavoratori. Stiamo parlando dei cosiddetti workers buy out, che negli anni della crisi hanno dato vita in Italia già a 36 casi di piccole aziende, salvate e rimesse in carreggiata da lavoratori che hanno scelto di rischiare e mettersi insieme per salvare il loro posto di lavoro. | Dario Di Vico, La Nuvola del Lavoro, 28 ottobre 2013
 
Online la community sulla conciliazione famiglia-lavoro
E’ da pochi giorni online il nuovo sito web dedicato alla conciliazione lavoro-famiglia. Il sito nasce all’interno del progetto LaFemMe, Lavoro Femminile Mezzogiorno, e mette a disposizione delle aziende, delle parti sociali e dei consulenti una serie di servizi e input operativi – oltre che informazioni mirate - per avviare misure di flessibilità oraria e organizzativa, iniziative di welfare aziendale e territoriale, percorsi di gestione e accompagnamento della maternità e attività di sensibilizzazione e comunicazione in materia di conciliazione tra vita e lavoro.
 
Conciliare vita e lavoro: una questione da donne?
La conciliazione vita-lavoro fa bene alle donne? Patrizia Di Santo e Claudia Villante, ricercatrici presso la società di ricerca, formazione e consulenza Studio Come, affrontano la questione del work-life balance con spirito critico. In “Genere e responsabilità sociale di impresa” , in uscita in questi giorni con Ediesse, le due autrici passano al setaccio nove aziende italiane che si sono distinte per aver adottato importanti misure di pari opportunità a favore dei dipendenti valutandone l’impatto sul loro benessere e sulle loro prospettive di carriera.
 
Welfare Luxottica risultati positivi per il nuovo progetto
Funziona il nuovo progetto welfare “allargato” di Luxottica varato a maggio: i corsi estivi di recupero scolastico promossi dall’azienda hanno coinvolto nelle scorse settimane decine di ragazzi figli non solo dei dipendenti del gruppo ma anche dei lavoratori a tempo determinato. Interessando pure i ragazzi del territorio. E con un meccanismo analogo si allarga il raggio di azione delle altre iniziative di sostegno ai lavoratori portate avanti con il progetto welfare, frutto dell’accordo tra l’impresa e i sindacati. | Corriere delle Alpi, 26 settembre 2013
 
Il welfare aziendale solo per i “grandi”? La storia del Colorificio San Marco
La domanda, ultimamente, è sempre la stessa: il welfare aziendale è un privilegio riservato alle grandi multinazionali? Oggi vi raccontiamo una storia diversa, “scoperta” in Veneto e profondamente legata al suo territorio. E' quella del Colorificio San Marco, leader nel settore delle pitture e vernici per l’edilizia professionale in Italia, che ha deciso di offrire un pacchetto welfare ai 150 dipendenti dei due stabilimenti italiani.
 
Dai libri di testo agli asili: il welfare aziendale secondo Gucci
Un'altra azienda del made in Italy punta sul welfare aziendale. Gucci sta infatti per lanciare "Welfare for you", un nuovo piano rivolto a 1.550 addetti del gruppo in Italia, e che dall'anno prossimo sarà esteso ad altri 700. Previste remunerazioni di tipo monetario, ma anche misure per agevolare la mobilità dei pendolari e per favorire la conciliazione tra vita privata e vita lavorativa. | Affaritalini.it, 13 settembre 2013
 
Zanonato: modello welfare di Luxottica è qualcosa di incredibile
Pensavamo che il modello Luxottica fosse ormai noto a tutti coloro che, a diverso titolo, si occupano di welfare aziendale, innovazione e sviluppo. Eppure nella giornata di ieri il Ministro per lo Svilppo Economico Flavio Zanonato è apparso notevolmente stupito nello scoprire la realtà dello stabilimento di Agordo, dove Luxottica impiega oltre 8mila dipendenti e ha sviluppato il primo nucleo del suo affermato modello di welfare aziendale. Speriamo possa essere una scoperta che porterà buoni frutti! | Asca, 26 agosto 2013
 
Se le aziende contrastano la povertà alimentare
Il perdurare della crisi sta facendo (ri)emergere bisogni di cui la maggioranza degli italiani non aveva più memoria da molto tempo come, ad esempio, quelli legati alla povertà alimentare. Sono sempre di più le persone che a causa della difficile congiuntura economica non posseggono più risorse adeguate per rispondere alle proprie necessità alimentari quotidiane. Quali possibili soluzioni possono essere dunque implementate per fronteggiare il crescente numero di indigenti presenti nel Paese? Un caso interessante a cui poter far riferimento è quello del Banco Alimentare, che negli ultimi mesi ha scelto di coinvolgere alcune grandi aziende per sostenere chi ha fame e ha bisogno di aiuto.
 
Accordo sperimentale a Lodi: insieme per il welfare locale
Lo scorso 11 aprile i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil di Lodi hanno firmato con l’Associazione degli Industriali del Lodigiano un innovativo accordo di carattere territoriale, uno strumento nato per favorire lo sviluppo di strumenti di welfare aziendale e conciliazione famiglia-lavoro sul territorio lodigiano. Per capire meglio motivazioni e potenzialità dell’accordo abbiamo intervistato Silvana Nicola, referente per la conciliazione famiglia-lavoro della Asl di Lodi, e Sarah Rossini, funzionario di Assolombarda.
 
Il welfare "estivo" di Banca Popolare di Bergamo
La Banca Popolare di Bergamo in questi anni è stata in grado di strutturare un sistema di welfare aziendale particolarmente attento al tema del work-life balance. Quest'estate la politica family friendly dell'azienda si è arricchita col progetto "Centro Ricreativo Estivo", che mira a garantire un ulteriore servizio a quei dipendenti con figli che nel periodo estivo faticano a a conciliare i tempi di vita famigliare con quelli lavorativi.
 
ARAG SE Italia inaugura un ufficio per i figli dei dipendenti
ARAG SE Italia inaugura un ufficio per i figli dei dipendenti
 
Welfare aziendale, Italia in ritardo
Italia ancora in ritardo in Europa sul fronte del welfare aziendale. È quanto risulta da un’analisi realizzata nell’ambito del progetto «Welfare, Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali» di Censis e Unipol Gruppo Finanziario, e presentata ieri a Roma
 
Voucher sociali e welfare 2.0: le proposte di Welfare Company
La complessità del welfare odierno favorisce la nascita di nuovi soggetti specializzati nella gestione del settore. Tra questi, dal febbraio 2012 opera anche Welfare Company, operatore gestionale specializzato nell’allestimento e nella gestione di reti e soluzioni hi-tech per il welfare pubblico e aziendale in Italia. L’obiettivo è quello di coniugare domanda e offerta di welfare implementando soluzione già diffuse quali i voucher sociali e sviluppando nuove tecnologie per il welfare 2.0.
 
Tutte le caratteristiche del welfare manager
Le aziende stanno investendo così tanto nel welfare aziendale tanto da delineare i contorni di una nuova figura professionale: il welfare manager. Questo ha il compito di sovraintendere al benessere dei dipendenti e all’equilibrio tra vita lavorativa e vita personale con l'obiettivo di “ideare e coordinare interventi atti a migliorare la qualità di vita delle persone dentro e fuori l’azienda, sia dal punto di vista del benessere organizzativo che del benessere personale, offrendo opportunità concrete in termini di servizi e benefici". Su La Nuvola del Lavoro l'esperienza di Elena Stefanoni, welfare manager per Eni servizi. |
 
Il modello Luxottica esportabile a tutte le aziende
Su "Italia in controluce", programma di Radio24, si parla del nuovo programma di welfare aziendale varato da Luxottica. "Un modello esportabile a tutte le aziende" dicono concordi Piergiorgio Angeli, Direttore Risorse Umane Operations e Relazioni industriali di Luxottica, Nicola Brancher, Sotto Segretario FEMCA-CISL, Giuseppe Colferai, Segretario provinciale FILCTEM- CGIL.
 
Luxottica, se il manager da 40 milioni di euro sposa il welfare operaio
L’amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra ha venduto, come suo diritto, le azioni della società avute come stock option guadagnando la bellezza di oltre 40 milioni di euro. Anche chi ha storto il naso di fronte a un premio così ricco intascato in tempo di Grande Crisi ha dovuto riconoscere che Guerra se li è pienamente meritati. Le straordinarie performance che la società ha conosciuto negli ultimi dieci anni sotto la gestione del suo top manager e le incredibili innovazioni introdotte in materia di welfare aziendale, che proprio in questi giorni è stato ampliato con un nuovo accordo azienda sindacato, ne sono la prova. | Dario Di Vico, La Nuvola del Lavoro, 5 giugno 2013
 

 
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