Welfare aziendale, nuovo piano per Unindustria Treviso
Unindustria Treviso ha attivato un nuovo piano di servizi di welfare aziendale per le imprese associate. Grazie alle convenzioni stipulate con le strutture del territorio, i dipendenti delle aziende aderenti all'associazione datoriale potranno accedere a prestazioni sanitarie e servizi alla persona a costi agevolati, oltre che a un innovativo progetto, “il carrello spesa”, per l’acquisto di beni di consumo. Un progetto interessante, volto a rendere accessibili opportunità che ciascuna impresa faticherebbe a realizzare singolarmente.
 
Imprenditoria femminile: una risposta alla crisi?
Nel 2012 le imprese femminili crescevano, nonostante la crisi. Quando le titolari sono donne – spiegava Maurizio Ferrera, commentando i risultati di una ricerca di Confartigianato – c’è più flessibilità, multitasking, capacità di delegare e di fare gioco di squadra. I dati 2014 di Unioncamere ci restituiscono una fotografia incoraggiante ma carica di contraddizioni. E qualche spunto per le politiche future.
 
Anche in Italia arriva il Coffice
Dopo l'esperienza di Londra arriva anche a Roma il Coffice, il caffè-ufficio in cui si può trovare uno spazio adatto a lavorare, incontrare collaboratori, organizzare una presentazione o, più semplicemente, godere del proprio libero. Il tutto senza dover spendere nulla per il cibo e le bevande consumate al tavolo, ma pagando il tempo trascorso nel locale. | Federica Colonna, Corriere della Sera, 1 agosto 2014
 
Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale 2014
Il 7 e 8 ottobre 2014 presso l’Università Bocconi si svolgerà la seconda edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, il più importante evento italiano dedicato all’evoluzione della responsabilità d’impresa in termini di innovazione sociale e sostenibilità. In occasione della manifestazione è stato lanciato anche un interessante concorso, “Comune Partecipativo”, che premierà le esperienze collaborative o partecipative realizzate dai Comuni. Le idee più creative presentate dalle PA saranno valutate direttamente dai cittadini attraverso Twitter.
 
La difficoltà di conciliare famiglia e lavoro in Italia
Confrontata con altri paesi Ue, l’Italia offre un numero di settimane esiguo per il congedo parentale, pari a 26, 8 in full-rate equivalent, nel periodo successivo ai primi mesi di vita del neonato. Se abbinato all’assenza di asili nido e di altre strutture di supporto alla custodia dei figli, ciò obbliga spesso le donne alla difficile scelta di dedicarsi esclusivamente alla famiglia o al lavoro. | Thomas Manfredi, Linkiesta, 29 luglio 2014
 
Donne con idee per fare smart working salgono al Piano C
Back to work al femminile: un’iniziativa che mira a reintrodurre nel mondo del lavoro donne che varcano la sua soglia per la prima volta, che devono reinserirsi dopo la maternità o lavorano da anni, ma sono insoddisfatte. Come? Offrendo loro non un posto ma tre mesi retribuiti all’interno di Piano C, uno spazio creato nel 2012 a Milano con un centinaio di coworker iscritte e una community di 2500 iscritti. A offrire l’occasione di lavoro è Cisco che ha chiesto alle donne di stilare una lista di dieci linee guida per sviluppare uno smart working al femminile. | Giulia Cimpanelli, Corriere della Sera, 9 luglio 2014
 
La rivoluzione di Siemens: stop a timbrature e orari fissi per meglio conciliare vita e lavoro
Rivoluzionare il vecchio paradigma “presenzialista” e promuovere la piena e radicale flessibilità di tempi e di spazi attraverso la completa flessibilità, l’abolizione di timbrature e di postazioni fisse senza dover ricorrere al tele-lavoro. E’ lo smart-working di Siemens, un progetto rivoluzionario sbarcato in Siemens Italia nel 2011 e che oggi è ormai una realtà consolidata per 1.700 dipendenti (su 3.800 circa in totale) distribuiti in sette filiali italiane.
 
Good policy is good business: proposte per le famiglie che lavorano
Il 23 giugno si è svolto a Washington il Working Families Summit, una sorta di grande evento sulla conciliazione per individuare strategie di policy con cui riformare il mondo del lavoro adeguandolo alle esigenze della società contemporanea. Politici, imprenditori, sindacalisti, studiosi, associazioni e cittadini si sono incontrati per discutere di soluzioni che possano migliorare la vita dei genitori lavoratori e incrementare di riflesso la competitività dell’economia americana nei prossimi decenni. Un evento ricco di idee interessanti anche per noi, per quanto calato in un contesto sociale ed economico così diverso.
 
Lombardia: quando le aziende fanno welfare
Nonostante la crisi, la Lombardia si conferma territorio vivace e in grado di innovare, soprattutto per quanto riguarda le pratiche aziendali favorevoli ai lavoratori. Nella Regione sono infatti numerosi i programmi di finanziamento pubblici e le iniziative private volte a promuovere ed incentivare la conciliazione lavoro-vita privata.
 
Si scrive coworking, si legge più donne
Cresce il co-working in Italia e cresce il numero di donne che lo utilizzano. C’è l’esperta di comunicazione milanese che cerca uno spazio in condivisione, la traduttrice di Cesena che desidera lavorare in compagnia, c’è la psico-pedagoga di Bologna che mette a disposizione il proprio studio per dividere le spese, l’estetista di Varese che cerca colleghi per aprire un centro benessere. E ancora il designer di scarpe eco-sostenibili, la “art-dealer” cinese, il graphic-designer. Ma perché questo modello lavorativo riscuote così tanto successo?
 
Pari opportunità con il coworking: l’esperienza di Women in Coworking
Nel febbraio 2014 la Regione Lombardia ha avviato il progetto “Progettare la parità in Lombardia 2014” volto a promuovere le pari opportunità tra donne e uomini sul territorio regionale. Tra i 29 progetti vincitori del finanziamento regionale anche il pavese “Women in Coworking - professioniste in cerca di spazio”, un percorso per favorire l’autoimprenditorialità e la valorizzazione delle competenze professionali di lavoratrici autonome con necessità di conciliazione vita-lavoro attraverso l’offerta gratuita di postazioni di coworking.
 
Vuoi laurearti gratis? Vai a lavorare da Starbucks
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Performance in Lighting, un’azienda a misura di famiglie
La conciliazione vita-lavoro è possibile anche per le piccole e medie imprese. Lo dimostra l’esperienza di Performance in Lighting, azienda di apparecchiature per l’illuminazione di Verona che da più di dieci anni promuove politiche di responsabilità sociale particolarmente orientate sul work-life balance. All'interno dell'azienda sono infatti presenti servizi che vanno dal nido aziendale al supporto alla genitorialità, dal part-time sharing alla flessibilità oraria.
 
Se il welfare va in università: Luxottica sarà partner della Bocconi
Luxottica investe sulla formazione internazionale e lo fa diventando partner sostenitore dell'università Bocconi finanziando, per cinque anni, un programma di borse di studio a beneficio di studenti universitari e post-universitari. La notizia è stata data il 21 maggio, a Milano, presso la sede della Bocconi, dal Chief executive officer della società Andrea Guerra e dal rettore dell'ateneo milanese Andrea Sironi durante la livechat #DinamicaMente. | Federica Micardi, Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2014
 
L'incubatore del welfare
Una gara e un incubatore per far crescere le aziende che si occuperanno dei problemi del welfare di domani. Il gruppo Unipol si apre al mondo delle startup e lancia la sua chiamata agli imprenditori con idee innovative per ridurre la disparità sociale e migliorare la qualità della vita con la prima edizione di «Unipol Ideas». Lo scopo della call è stimolare dei business dai problemi che si stanno delineando all'orizzonte, dall’invecchiamento della società e l’emersione di nuove forme di povertà e disuguaglianza, al cambiamento climatico, dai bisogni emergenti associati a salute e alimentazione alla valorizzazione di risorse sottoutilizzate. | Andrea Rinaldi, Corriere della Sera, 21 maggio 2014
 
Dalle esportazioni all’auto-impiego, così siamo riusciti a tenere
Sul Corriere della Sera Dario Di Vico spiega come, nonostante le difficoltà generali determinate dalle crisi, ci sono segmenti del tessuto imprenditoriale e sociale che hanno saputo farsi valere e rispondere alle sfide del presente. Ad esempio ci sono tante aziende che, in un momento in cui le tutele sociali sono state rimesse in discussione, hanno sviluppato esperienze di welfare non statale grazie soprattutto alla contrattazione nei luoghi di lavoro.
 
Come modificare la normativa sul welfare aziendale?
A fronte del continuo contenimento della spesa sociale pubblica, il welfare aziendale dimostra spesso di poter essere una valida alternativa – o quantomeno un aiuto -, facendosi carico di una serie di bisogni dei lavoratori che vanno dalla conciliazione fra responsabilità lavorative e familiari al sostegno del potere d’acquisto dei lavoratori più svantaggiati. Tuttavia, le esperienze di welfare aziendale in Italia sono ancora limitate, coinvolgono quasi esclusivamente le grandi imprese e sono fortemente radicate solo in alcune realtà territoriali. Come promuoverne lo sviluppo? Antonella Marsala, dirigente di Italia Lavoro, individua alcuni piccoli adeguamenti alla normativa, per usare meglio - e di più - la leva fiscale e incentivare il welfare aziendale.
 
A Prato le Pmi inaugurano il welfare di distretto
Vacanze offerte dall’azienda, baby-sitting gratis (o quasi) per i figli dei dipendenti, idem la visita medica o dal dentista, l’abbonamento a teatro o in palestra, e poi rimborsi spese per libri scolastici, rette dell’asilo o dell’università, sconti dal benzinaio, al ristorante, al negozio. Delizie del secondo welfare, o welfare aziendale: privilegi dei (beati) dipendenti di Olivetti fino a poco fa, di Luxottica e Eni, Alitalia, Telecom, Ferrero – insomma le big, le “grandi ma poche” con più di 250 addetti. E se questi vantaggi venissero estesi al restante 99.9 per cento del tessuto produttivo ossia alle piccole-medie e piccolissime imprese? E’ la sfida che si gioca a Prato, dove è stato appena lanciato il primo esperimento di welfare “di distretto” d’Italia.
 
Le carcerate di Bologna, "stiliste" per Ikea
Il negozio Ikea di Bologna ha commissionato al laboratorio sartoriale interno al carcere della Dozza la creazione di borse, grembiuli e astucci, da confezionare grazie a 5 grandi rotoli di stoffa donata dal marchio svedese. I prodotti saranno quindi venduti da Ikea durante il week end del 12 e 13 aprile (in concomitanza con il Salone del Mobile di Milano), ed i proventi della vendita andranno a finanziare il laboratorio e a garantire uno stipendio alle detenute che lavorano in sartoria. | Barbara Tarricone, D Repubblica, 8 aprile 2014
 
Alla Fondazione Ferrero la fabbrica diventa comunità
Sul La Stampa Sergio Soave analizza la storia della Fondazione Ferrero, che da oltre trent'anni fa in modo che i pensionati dell'omonima azienda di Alba possano mettere a disposizione le proprie competenze e talenti per il benessere proprio e della comunità nel suo insieme. Attualmente sono 1800 i "pensionati Ferrero", suddivisi in quaranta gruppi di attività. Una media di 800 presenze giornaliere in Fondazione e una molteplicità di campi di impegno sbalorditiva. | Sergio Soave, La Stampa, 20 marzo 2014
 

 
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