Unicredit potenzia il welfare
Utilizzabilità. È questa la parola che nei prossimi mesi guiderà il riallineamento del welfare di Unicredit che sposta una cifra equivalente a circa il 7% del costo del personale sugli strumenti che completano e rafforzano il pacchetto retributivo dei 50mila dipendenti in Italia. Ed è proprio per esprimere al meglio il senso di questa parola che all’inizio di marzo i lavoratori riceveranno una survey dove verranno elencati tutti i tasselli del welfare aziendale e per ognuno verrà chiesto se è conosciuto, è usato ed è apprezzato.| Cristina Casadei, Il Sole 24 Ore, 23 febbraio 2016
 
Barilla, tutti i dipendenti potranno lavorare da casa
Nel 2020 tutti i dipendenti della Barilla avranno l’opportunità di lavorare da casa. È il progetto «smart working» che prende quota, puntando ad estendere l’opportunità di lavoro flessibile – introdotta nel 2013 – a tutti i lavoratori del gruppo parmense addetti alle linee impiegatizie. Non sono invece ovviamente interessati dal lavoro a distanza coloro i quali sono occupati nelle linee produttive. Fino ad oggi, su 1.600 dipendenti coinvolti dal progetto, circa 1.200 (oltre il 74%) hanno usufruito dell’opportunità di lavorare da casa. | Stefano Righi, Corriere della Sera, 24 febbraio 2016
 
Welfare in azienda, un sistema pieno di contraddizioni
Pur essendo in crescita, il fenomeno in Italia è ancora molto meno esteso rispetto al Centro-Nord Europa. Allo stato attuale vi è solamente una minoranza corposa di lavoratori e di famiglie che ha accesso alle prestazioni
 
E il welfare aziendale arriva anche nelle PMI
Integrazione alla previdenza e rimborsi degli interessi sui mutui. In un’impresa dalle dimensioni ridotte e con l’abbattimento dell’assenteismo interno. Le politiche di welfare aziendale stanno prendendo piede anche in Italia.
 
Famiglia e lavoro a braccetto in azienda
Dall’asilo all’assistenza per i genitori anziani, dal supporto all’istruzione alla prevenzione medica. Sono solo alcuni benefit che rientrano nei servizi per migliorare il benessere aziendale (il cosiddetto welfare). I vantaggi sono molteplici e reciproci (per il datore di lavoro e per il dipendente): sostegno al reddito e accesso privilegiato a soluzioni di conciliazione famiglia-lavoro per il lavoratore; agevolazioni fiscali per entrambe le parti; produttività e competitività per l’azienda. | Maurizio Carucci, Avvenire, 19 febbraio 2016
 
Le aziende vincitrici del Top Employers Italia 2016
Ogni anno il Top Employers Institute certifica le migliori aziende al mondo in ambito HR, ovvero quelle imprese che offrono un ambiente di lavoro stimolante e costruttivo, investimenti in formazione e sviluppo, un’attenta pianificazione delle carriere, strategie mirate per far crescere i talenti, benefit su misura, politiche retributive personalizzate, cultura aziendale innovativa. Quest'anno sono 66 le aziende operanti in Italia che hanno conquistato la Certificazione Top Employers Italia 2016.
 
Dall'azienda al territorio. Le PMI incontrano il welfare
Franca Maino e Giulia Mallone hanno curato, per la casa editrice ESTE, un volume sul welfare aziendale nelle piccole e medie imprese pubblicato a dicembre 2015. Il manuale, disponibile sul sito di ESTE, include numerosi contributi di studiosi e professionisti che hanno approfondito le tematiche più rilevanti per quanto riguarda la diffusione del welfare aziendale nel tessuto produttivo del nostro paese.
 
Milano, si celebra la Giornata del lavoro agile. Nella sede di Linkedin: "L'orario fisso non funziona più"
Milano, si celebra la Giornata del lavoro agile. Nella sede di Linkedin: "L'orario fisso non funziona più", Luca De Vito, la Repubblica, 14 febbraio 2016
 
Unioni civili, l'esempio delle aziende: ecco dove benefit e permessi non hanno sesso
Unioni civili, l'esempio delle aziende: ecco dove benefit e permessi non hanno sesso, GIULIANO BALESTRERI e RAFFAELE RICCIARDI, la Repubblica, 8 febbraio 2016
 
Arriva il Ticket Welfare
Secondo una simulazione riportata da Enrico Marro sul Corriere della Sera, tra un incremento di retribuzione di 150 euro e l’equivalente concesso in servizi di welfare integrativo, azienda e lavoratore privilegerebbero di gran lunga il secondo. Nel caso di premio in moneta, l’azienda sopporta un costo del lavoro tra tasse e contributi di 215 euro, mentre al lavoratore resta un netto di 95, una volta pagate Irpef e Inps. Nel secondo caso, le prestazioni costano 150 euro all’azienda e valgono 150 euro per il lavoratore, in quanto nessuna delle due parti deve pagare tasse e contributi. | Nicola Di Turi, Nuvola del Lavoro - Corriere della Sera, 7 febbraio 2016
 
Eataly: congedi e buoni spesa per le unioni civili
Le aziende arrivano prima della legge, in materia di diritti sociali, “dialogando” con i sindacati. Lo avevamo visto con Ikea, e ora lo vediamo con Eataly, che dedica alle “coppie di fatto” un intero articolo del primo contratto integrativo aziendale siglato in accordo con i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UIltucs. | Rosita Zucaro, La Nuvola del Lavoro - Corriere della Sera, 2 febbraio 2016
 
Addio telelavoro, debutta lo smart working. Lavorare da casa aumenta la produttività?
Lavorare da casa invece che in ufficio può aumentare la produttività? Il giorno dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge sullo smart working (o lavoro agile) si ragiona di pro e di contro.Già a caccia di bilanci prima ancora che le norme siano diventate legge. | Cristina Gamba, Il Sole 24 Ore, 29 gennaio 2016
 
Quel benessere in azienda che attira i talenti
Grazie alle nuove norme contenute dalla Legge di Stabilità, in Italia potrebbe finalmente aprirsi un periodo di grande sviluppo per il welfare aziendale. Secondo Gregorio Fogliani, Presidente di Qui Group!, questa deve essere considerata una grande notizia per tutti i lavoratori. | Gregorio Fogliani,Corriere Sociale, 30 gennaio 2016
 
La crisi si batte anche con il welfare
Guerra dichiarata alla crisi a suon di benefit non monetari, ma basati su soluzioni di welfare aziendale, i cui vantaggi sono molteplici e reciproci tanto per il datore di lavoro che per il dipendente). A dirlo sono le statistiche: 80% delle grandi aziende e 25% delle piccole e medie imprese ha già attivato soluzioni di welfare a beneficio dei collaboratori. | Avvenire, 27 gennaio
 
Se al welfare ci pensa l'azienda
Asili nido, polizze sanitarie, ore di permessi per assistere i genitori, sostegno allo studio dei figli: mentre lo Stato riduce sempre più l'aiuto alle famiglie, un numero crescente di imprese stringe accordi per offrire ai lavoratori forme alternative di retribuzione. Una tendenza che il Governo vuole incentivare attraverso gli sgravi fiscali introdotti nella Legge di Stabilità. Su Repubblica una mini inchiesta dedicata al welfare aziendale.| Michele Bocci e Luigi Dell'Olio, La Repubblica, 21 gennaio 2016
 
Lavorare (a casa), la rivoluzione digitale cambia l’organizzazione
Snam è solo, in ordine di tempo, l’ultima della lista. L’ultima azienda che ha scelto lo smartwork. Nel 2015 un’accelerazione. Complici tre fattori. Il primo: il disegno di legge del governo con norme che agevolano il lavoro agile potrebbe andare in consiglio dei ministri già questa settimana per passare subito dopo al parlamento. Il secondo: gli sgravi fiscali contenuti nella legge di Stabilità. Il terzo (e più importante): la scoperta che il lavoro smart fa risparmiare sui costi e aumenta la produttività. | Rita Querzè, Corriere della Sera - La ventisettesima ora, 18 gennaio 2016
 
Luxottica punta a raddoppiare il welfare
La fantasia della solidarietà non ha limiti. Nel gruppo Luxottica i lavoratori possono donare ai loro compagni che hanno particolari esigenze, come quelle di assistenza ai figli o ai famigliari, alcune ore dei loro permessi. Inserite in un fondo comune, queste ore verranno raddoppiate dall’azienda. Si chiama 'banca ore etica'. Lo prevede il contratto integrativo, sottoscritto a fine ottobre, ma che in questi giorni sarà ulteriormente migliorato. | Francesco Dal Mas, Avvenire, 15 gennaio 2016
 
Ticket Welfare sulla rampa di lancio
E’ un ticket come quelli che le aziende forniscono ai propri dipendenti in sostituzione del servizio mensa. Può valere anche 2500 euro l’anno e dare accesso ad una serie infinita di servizi di assistenza alla persona. Si annuncia come una vera e propria rivoluzione in grado di far decollare il welfare aziendale e di creare nuova occupazione. | Paolo Baroni, La Stampa, 12 gennaio 2016
 
Il welfare alza il salario di 500 euro
L’ammontare varia a seconda del profilo, del lavoratore, e dei servizi erogati, euro più euro meno attorno ai cinquecento euro medi annui. È il risparmio netto che arriva nelle tasche di un dipendente se l’azienda adotta un piano di welfare aziendale. Dai voucher per pagare l’asilo nido alle convenzioni per la spesa sanitaria, le opportunità sono in crescita.
 
La ditta investe l’utile per i figli dei dipendenti
L'azienda vola e decide di investire sulla formazione scolastica dei figli dei suoi dipendenti. Ogni tanto una bella e buona notizia dal mondo dell’imprenditoria messo in ginocchio dalla crisi globale. Per il secondo anno consecutivo, l'Adi spa di Thiene, leader nella produzione di utensili diamantati per l'industria, riconoscerà contributi economici e borse di studio ai lavoratori con prole - ovvero più della metà degli oltre 130 dipendenti - con il doppio intento di supportare le famiglie e di stimolare i figli a raggiungere degli obiettivi in termini di risultati scolastici.
 

 
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