PRIVATI / Assicurazioni
A ciascuno il suo welfare: ecco di cosa si è parlato al convegno organizzato dal Gruppo Unipol
L'iniziativa è parte della piattaforma di discussione permanente sul tema del welfare promossa dalla compagnia assicuratrice
08 dicembre 2017

Lo scorso 5 dicembre, a Roma, presso il Palazzo delle Esposizioni, si è tenuto il convegno "A ciascuno il suo welfare: Bisogni mutevoli, scelte individuali, risposte integrate", organizzato dal Gruppo Unipol in collaborazione con Unisalute. All'evento hanno partecipato, tra gli altri, Pier Paolo Baretta, Sottosegretario all’Economia, Tito Boeri, Presidente INPS, Vincenzo Boccia, Presidente Confindustria, Giorgio Alleva, Presidente ISTAT, Federico Gelli, Presidente della Commissione di inchiesta sull’immigrazione e Responsabile Sanità del PD. L’evento rappresenta l’edizione 2017 del programma "Welfare Italia. Laboratorio per le nuove politiche sociali", piattaforma permanente di discussione sui temi del welfare promossa dal Gruppo Unipol.


Gli interventi

Il dibattito, moderato da Giancarlo Loquenzi del Giornale Radio Rai, è stato aperto dal saluto introduttivo di Pierluigi Stefanini, Presidente del Gruppo Unipol. Nel primo intervento della mattinata, Giorgio Alleva, Presidente dell’Istat, ha illustrato le attuali tendenze demografiche della popolazione italiana, soffermandosi sulla domanda di welfare nel nostro Paese, in particolare in ambito sanitario.

In base ai dati presentati dall’Istat, crescono le disuguaglianze in termini di fruizione della sanità e dei servizi assistenziali, sia all’interno dei diversi gruppi sociali, sia a livello territoriale. Ad esempio, la propensione a fare controlli medici è maggiore per le donne e per i residenti nel Centro-Nord; mentre, allo stesso tempo, si allarga la forbice sociale tra chi rinuncia, per motivi economici, a sottoporsi a cure mediche o esami (1 su 5 all’interno delle famiglie a basso reddito). Dal lato dell’offerta, solo il 9% dei Comuni italiani, tutti nel Nord Italia, sono virtuosi in termini di servizi sociali offerti, mentre nel privato cresce il ricorso al welfare aziendale, adottato da quasi il 60% delle grandi imprese manifatturiere.

Gli interventi che si sono susseguiti si sono posti l'obiettivo di rispondere alle nuove esigenze dei cittadini in termini di welfare. In conclusione, a discuterne sono stati Tito Boeri, Presidente INPS, Carlo Cimbri, Amministratore Delegato Gruppo Unipol, e Vincenzo Boccia, Presidente Confindustria, a rappresentare idealmente la posizione, rispettivamente, pubblica, privata e dell’associazione degli imprenditori. Se Tito Boeri ha approfondito il tema della responsabilizzazione individuale rispetto alle scelte sul proprio futuro previdenziale, Carlo Cimbri ha posto l’accento sulla necessità di rispondere ai bisogni di welfare della popolazione attraverso un’articolazione di servizi che siano sempre più in grado di far fronte a tutte le esigenze che si configurano nell’arco dell’intera vita dell’individuo. Vincenzo Boccia, infine, ha sottolineato quanto il welfare italiano sia da considerarsi un elemento sempre più strategico per le prospettive di crescita del Paese.


La proposta di Unipol

Al termine degli interventi, è infine stata presentata la proposta che il Gruppo Unipol ha elaborato in tema di welfare. L'idea del gruppo assicurativo si articola in tre aree: le sfide alla sostenibilità del welfare, la domanda di protezione sociale e le linee di collaborazione tra pubblico e privato:

a) Le sfide alla sostenibilità del welfare. L’evoluzione sociale e demografica del Paese rende necessario accelerare un ruolo attivo del privato in campo socio-sanitario, in particolare nei settori non coperti da intervento pubblico: ad esempio, odontoiatria e Long Term Care (LTC). L’expertise di Unipol nel settore LTC permette di affiancare il SSN nella complessiva riorganizzazione del sistema di assistenza ai non autosufficienti, rendendo più efficace la loro rete di protezione sociale.

b) La domanda di protezione sociale. L’attuale domanda di protezione sociale, divenuta sempre più diversificata e personalizzata, deve portare allo sviluppo di misure atte ad incrementare ulteriormente la diffusione del welfare aziendale. Il welfare aziendale può rappresentare una risposta molto efficace per rendere maggiormente sostenibile la crescente domanda di assistenza per la non autosufficienza e per i nuovi bisogni: per questo, Unipol intende favorire la diffusione dell’offerta di un pacchetto welfare integrato, con cui offrire previdenza ed allo stesso tempo assistenza agli aderenti, con particolare riferimento ai familiari a carico e figli minorenni.

c) Le linee di collaborazione tra pubblico e privato. L’offerta pubblica di assistenza socio-sanitaria non è ad oggi sufficiente a soddisfare una domanda in crescita e di difficile accessibilità per il cittadino. Unipol si propone come partner credibile per lo Stato, sia come assicuratore sia come piattaforma di servizi e, grazie alle competenze di UniSalute, può svolgere il ruolo di "coordinatore di assistenza socio-sanitaria", ovvero piattaforma operativa di interfaccia verso il cittadino e di coordinamento delle strutture assistenziali.

 


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