Welfare Index PMI 2017: la novità del rating e la sorpresa del terzo settore
Un database nazionale di riferimento con oltre 662.000 PMI, oltre 3.400 aziende analizzate e 109 imprese top performer approfonditamente studiate per la completezza delle loro esperienze di Welfare Aziendale: sono questi i principali numeri che qualificano il Rapporto 2017 “Welfare Index PMI” che, con la sua seconda edizione, realizza la più strutturata analisi del panorama nazionale del Welfare Aziendale attivo nelle piccole e medie imprese.
 
Usare strumenti Pay-By-Result per reinserire i detenuti? Si può fare anche in Italia
Il 15 marzo a Roma è stato presentato lo studio di fattibilità realizzato da Human Foundation e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT sull'uso di strumenti finanziari pay-by-result per sostenere programmi di reinserimento sociale e lavorativo di persone detenute. L’obiettivo dello studio è mettere in relazione risultati sociali, come l’abbassamento del tasso di recidiva, con potenziali risparmi a favore della PA, offrendo spunti per realizzare strade innovative che rispondano ai nuovi bisogni sociali.
 
Servizi di supporto al welfare aziendale: inizia la stagione dei grandi appalti privati
Lo sviluppo e la diffusione del welfare aziendale ha creato un nuovo canale di business per molte società e, negli ultimi anni, si è creato un vero e proprio "settore" di mercato. Questo ha portato alla comparsa delle prime gare d'appalto private: una delle più rilevanti che ha riguardato il settore del welfare aziendale certamente è quella di recente indetta da ENI. In questo approfondimento ce ne parla Giovanni Scansani.
 
B-Corp: conversazioni da Oltreoceano per capire il business che vuole un mondo migliore
Poiché il movimento B-Corp sta iniziando a contagiare anche il nostro Paese appare interessante capire quali sono le ragioni che possono spingere le aziende ad intraprendere tale scelta. A questo scopo, Alice Pellegatta ha condotto una ricerca su 11 società americane certificate B Corp (alcune delle quali sono anche Benefit Corporation) alle quali è stato sottoposto un questionario di stampo qualitativo nel tentativo di capire i driver, i benefici e le difficoltà che possono emergere lungo il percorso.
 
Saving Cost Bonds: when spending review become social investment
An interesting article on ''Saving Cost Bonds'' has been published in the Sole 24 Ore almost one year ago. Giulio Pasi believes it's time to take it seriously, despite the time passed with a sort of embarrassed silence. Indeed very few responses came out after its first publication even if the issues addressed in that piece were and still are crucial for both the sustainability and the recalibration of our welfare systems.
 
Condividere spazi domestici, un tema che riguarda le città contemporanee
Sull’abitare comunitario e sulla ricerca di prossimità che caratterizza il nostro tempo e le nostre città molto si è scritto. Ma poco si è indagato sulla co-residenzialità, una pluralità di realtà, situazioni e condizioni di vita che oggi tornano a interessare, seppur ancora timidamente, chi si occupa di casa e di forme dell’abitare anche – ma non solo - sulla scorta della crisi economica e della rinnovata attenzione all’uso di risorse scarse. Un tema aperto su cui vi proponiamo alcune riflessioni di Giuliana Costa, Politecnico di Milano.
 
L’ascensore sociale non sale più perché nelle imprese ora mancano i piani alti
Il blocco della mobilità sociale è stato individuato da tempo come una delle principali manifestazioni della disuguaglianza italiana ed è anche arcinoto l’effetto che ha nell’allargare il gap generazionale. L’ascensore sociale quindi non sale più. Anche perché sono diminuiti i piani alti. Un fenomeno che è ben visibile anche nel sistema delle imprese del nostro Paese, connotato da problemi endogeni ed esogeni che hanno portato alla diminuzione delle posizioni alte a disposizione dei giovani manager italiani.
 
Premio di produttività per il welfare: quale impatto sul futuro sociale dei lavoratori?
La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto la possibilità di convertire il premio di produttività in prestazioni di welfare. Questa previsione introduce un indubbio vantaggio economico per le aziende, a fronte del “risparmio” sui contribuzioni previdenziali, mentre per i lavoratori il calcolo della convenienza non appare altrettanto scontato. Percorsi di secondo welfare e lo Studio Attuariale Orrù & Associati hanno sviluppato un modello valutativo per capire quali e quanti benefici possono essere ottenuti anche dai lavoratori.
 
Industria 4.0. L’Italia? E’ in partita
Nel 2013 il governo tedesco ha lanciato l’iniziativa “Industria 4.0” con l’obiettivo di promuovere e sostenere la “quarta rivoluzione industriale”, basata sulla cosiddetta “internet delle cose e dei servizi”. La Germania si considera all’avanguardia su questo versante in Europa, ma la manifattura italiana è già molto vicina alla frontiera del “4.0”. Quello che ci manca è uno smart government, un attore pubblico capace di svolgere funzioni di regia, sia a livello regionale che nazionale.
 
Costruire partnership: quali prospettive?
La costruzione di partnership tra pubblico, privato e non profit appare allo stato attuale come una delle strade ideali per introdurre elementi di innovazione nel settore sociale. Tuttavia, la realizzazione di partnership “virtuose” rappresenta un obiettivo non sempre facile da perseguire. Perché? Quali fattori ne ostacolano la completa realizzazione? Come possono essere superati?
 
Welfare aziendale e retribuzione: una strada in salita
Disorganico ed a-sistematico, il fenomeno del welfare contrattuale attende una sua definizione giuridica e un assetto normativo chiaro e definito. Si tratta di forme di retribuzione non monetaria, di prestazioni di natura previdenziale o di prestazioni funzionalmente corrispettive del rapporto di lavoro, ma non retributive? Se l’incertezza frena lo sviluppo della previdenza contrattuale, l’unica strada da percorrere potrebbe essere quella di un intervento normativo che riporti ad unità la disciplina fiscale e contributiva di favore di tutto il welfare contrattuale.
 
Saving cost bond: se la revisione della spesa diventa investimento sociale
Qualche settimana fa il Sole 24 Ore ha pubblicato un'interessante riflessione sui saving cost bonds firmato da Luca Bisio e Marco Nicolai. Per dare seguito alla positiva provocazione contenuta nell’articolo, laddove si provava a definire i termini di uno strumento utile a superare «la miopia bilancistica» che sacrificherebbe una serie di investimenti importanti della pubblica amministrazione, proviamo a sviluppare una breve riflessione che contestualizzi lo strumento proposto e lo ricolleghi al discorso da tempo avviato sullo stretto rapporto tra impact investing e welfare.
 
La resilienza del privato sociale italiano: un contributo all'identità del nuovo welfare
Nel mese di giugno è stato pubblicato "The social investment market through a data lens", un interessante studio condotto da EngagedX su impulso del Social Investment Research Coucil e di RBS Group. L'obiettivo della ricerca era di condurre il primo studio indipendente e “data centric” mai realizzato in un settore chiave del mercato degli investimenti sociali nel Regno Unito. A quanto pare il gruppo di ricerca, capitanato da Karl Richter, sembra aver dato una prima e importante risposta ad alcune domande centrali rispetto al nascente mercato degli investimenti ad impatto.
 
Social Impact Bonds: capire il contesto di sviluppo per comprenderne la portata
Mentre in Italia, come spesso capita, si cavalca in modo un po’ superficiale l’entusiasmo altrui e si annuncia che sarebbe tempo di bilanci per i «social impact bonds che funzionano davvero», all’estero si anima sempre di più il dibattito su questo nuovo strumento, la cui efficacia resta tutt’altro che pacifica. A partire dal caso del carcere di Rikers Island, New York, cercheremo di dimostrare che solo comprendendo il sistema di policy e i modelli di welfare in cui i SIB si sviluppano è possibile capirne realmente la portata.
 
Il mito delle metriche
I recenti interventi sul tema dell’impresa sociale e dell’impact investing mostrano chiaramente che il tema non può essere trascurato, nemmeno in Italia. Per questo vorremmo proporre qualche osservazione in tema di metriche e misurazione dell’impatto sociale. Non si tratta di pensieri originali e frutto di studi diretti. Piuttosto è una prima reazione rispetto ad un dibattito complesso, e talvolta anche un po’ autoreferenziale, in cui verrà posta più attenzione al metodo che non al contenuto.
 
Lavoro in carcere, finanza sociale e secondo welfare. Riflessioni sul caso di Giotto
Come emerge dal working paper di 2WEL sulla Cooperativa Giotto di Padova, presentato il 20 maggio nel carcere romano di Regina Coeli, esistono realtà imprenditoriali sui generis i cui risultati “sociali” non solo sorprendono anche i più scettici, ma sono “dimostrabili” attraverso strumenti empirici. Proviamo dunque a capire meglio quali sono i meriti di questi soggetti capaci di coniugare impatto sociale e sostenibilità economica, e quali obiettivi potrebbero raggiungere grazie allo sviluppo di forme concrete di finanza sociale.
 
LaFemMe: un nuovo linguaggio per promuovere il lavoro delle donne
Il progetto del Ministero del Lavoro La.Fem.Me – Lavoro Femminile nel Mezzogiorno negli ultimi anni ha introdotto strumenti di flessibilità e conciliazione vita-lavoro in quaranta aziende offrendo loro informazioni, formazione e consulenza. Antonella Marsala, che da anni coordina le attività del progetto, ne descrive i risultati e racconta quali insegnamenti preziosi il team di Italia Lavoro ha tratto dalle esperienze in azienda.
 
Maternità e lavoro: conciliare è possibile
Fare figli è un opportunità per tutti: per i genitori, per le comunità, per lo Stato e anche per le aziende, per le quali tuttavia la maternità di una lavoratrice viene ancora vissuta come un problema, generando ripercussioni negative sulle condizioni dell’occupazione femminile. Ma invertire questa situazione non è impossibile, ci sono sempre più esempi che lo dimostrano, anche se ancora troppo pochi. Quali strumenti possono fare della maternità un valore aggiunto?
 
Si scrive coworking, si legge più donne
Cresce il co-working in Italia e cresce il numero di donne che lo utilizzano. C’è l’esperta di comunicazione milanese che cerca uno spazio in condivisione, la traduttrice di Cesena che desidera lavorare in compagnia, c’è la psico-pedagoga di Bologna che mette a disposizione il proprio studio per dividere le spese, l’estetista di Varese che cerca colleghi per aprire un centro benessere. E ancora il designer di scarpe eco-sostenibili, la “art-dealer” cinese, il graphic-designer. Ma perché questo modello lavorativo riscuote così tanto successo?
 
Una banca per gli investimenti sociali anche in Italia
Nel 2000 il Regno Unito ha avviato un percorso che ha portato alla creazione di un vero e proprio ecosistema favorevole agli investimenti e alle imprese sociali. Nel volgere di un decennio si è così giunti a costruire le condizioni per un vero e proprio salto di paradigma: nel 2012 è stata costituita Big Society Capital, una banca dedicata a sviluppare il settore degli investimenti ad impatto sociale. Sono già diversi i Paesi che stanno seguendo questo modello: l'Italia non deve farsi trovare impreparata anche in questo passaggio.
 

 
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