Lombardia: quando le aziende fanno welfare
Nonostante la crisi, la Lombardia si conferma territorio vivace e in grado di innovare, soprattutto per quanto riguarda le pratiche aziendali favorevoli ai lavoratori. Nella Regione sono infatti numerosi i programmi di finanziamento pubblici e le iniziative private volte a promuovere ed incentivare la conciliazione lavoro-vita privata.
 
Si scrive coworking, si legge più donne
Cresce il co-working in Italia e cresce il numero di donne che lo utilizzano. C’è l’esperta di comunicazione milanese che cerca uno spazio in condivisione, la traduttrice di Cesena che desidera lavorare in compagnia, c’è la psico-pedagoga di Bologna che mette a disposizione il proprio studio per dividere le spese, l’estetista di Varese che cerca colleghi per aprire un centro benessere. E ancora il designer di scarpe eco-sostenibili, la “art-dealer” cinese, il graphic-designer. Ma perché questo modello lavorativo riscuote così tanto successo?
 
Pari opportunità con il coworking: l’esperienza di Women in Coworking
Nel febbraio 2014 la Regione Lombardia ha avviato il progetto “Progettare la parità in Lombardia 2014” volto a promuovere le pari opportunità tra donne e uomini sul territorio regionale. Tra i 29 progetti vincitori del finanziamento regionale anche il pavese “Women in Coworking - professioniste in cerca di spazio”, un percorso per favorire l’autoimprenditorialità e la valorizzazione delle competenze professionali di lavoratrici autonome con necessità di conciliazione vita-lavoro attraverso l’offerta gratuita di postazioni di coworking.
 
L'investimento domestico dei fondi pensione. Opportunità o vincolo per l’economia italiana?
La proposta di alcuni esponenti del mondo politico di incentivare la ripresa dell’economia italiana mediante un maggiore investimento domestico dei fondi pensione ha generato non poche perplessità per la sicurezza dei patrimoni degli iscritti e il timore che i fondi pensione italiani possano essere spinti verso investimenti meno redditizi e più rischiosi. A chiarimento di tale dibattito proponiamo un’intervista a Silvio Bencini, partner di European Investment Consulting, società specializzata nella consulenza a investitori istituzionali e in particolare su fondi pensione negoziali.
 
Vuoi laurearti gratis? Vai a lavorare da Starbucks
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Quale impatto per il voucher universale? Le stime del Censis
La proposta di legge che prevede l’introduzione di un voucher universale per i servizi alla famiglia e alla persona, comporterà un processo di revisione delle oltre 700 diverse forme di incentivo fiscale (detrazioni/deduzioni) previste dalla spending review. Vista la portata di questa proposta è però di fondamentale importanza comprenderne la fattibilità e a questo fine è stata effettuata dal Censis una verifica di compatibilità degli oneri che la proposta comporta rispetto agli obiettivi di contenimento della spesa pubblica, che restano un vincolo ineludibile per qualsiasi revisione delle politiche di protezione sociale.
 
Voucher universale: ragioni e obiettivi della proposta
Mercoledì 11 giugno è stata presentata alla camera dei Deputati la proposta di legge per l’“Istituzione del voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia”. Roberto Cicciomessere, uno dei promotori, ci spiega obiettivi e ragioni della proposta, destinata a incidere profondamente, attraverso il principio di sussidiarietà, sull’attuale sistema di welfare con riguardo alle famiglie, alle imprese e alle amministrazioni pubbliche.
 
Performance in Lighting, un’azienda a misura di famiglie
La conciliazione vita-lavoro è possibile anche per le piccole e medie imprese. Lo dimostra l’esperienza di Performance in Lighting, azienda di apparecchiature per l’illuminazione di Verona che da più di dieci anni promuove politiche di responsabilità sociale particolarmente orientate sul work-life balance. All'interno dell'azienda sono infatti presenti servizi che vanno dal nido aziendale al supporto alla genitorialità, dal part-time sharing alla flessibilità oraria.
 
Innovazione sociale in Europa, un processo che viene da lontano
Negli anni l'Unione Europea, dal Consiglio di Lisbona ad Europa 2020, ha promosso una strategia di modernizzazione dello stato sociale centrata sul concetto di innovazione sociale, individuata come leva per immaginare e valorizzare nuove esperienze e modelli per combattere le povertà e per promuovere insieme ai cittadini un nuovo tipo di sviluppo. Ripercorriamo rapidamente l'evoluzione della politica comunitaria in questo ambito, cercando di coglierne rischi e potenzialità in un'ottica che guarda al futuro.
 
Investimento e innovazione sociale per rilanciare Europa 2020
Il 19 e 20 Maggio, a pochissimi giorni dalle elezioni europee, la Commissione Europea ha ospitato a Bruxelles una conferenza sul tema dell’innovazione della politica sociale (“High level conference on Social Policy Innovation”) a cui hanno preso parte più di 300 partecipanti provenienti da tutta Europa tra rappresentanti di ONG, imprese, autorità nazionali, regionali e locali e università. Il tema dell’innovazione sociale si colloca nell’ambito della più ampia strategia Europa 2020 tra gli strumenti finalizzati a perseguire una crescita intelligente, sostenibile e solidale.
 
Se il welfare va in università: Luxottica sarà partner della Bocconi
Luxottica investe sulla formazione internazionale e lo fa diventando partner sostenitore dell'università Bocconi finanziando, per cinque anni, un programma di borse di studio a beneficio di studenti universitari e post-universitari. La notizia è stata data il 21 maggio, a Milano, presso la sede della Bocconi, dal Chief executive officer della società Andrea Guerra e dal rettore dell'ateneo milanese Andrea Sironi durante la livechat #DinamicaMente. | Federica Micardi, Il Sole 24 Ore, 21 maggio 2014
 
L'incubatore del welfare
Una gara e un incubatore per far crescere le aziende che si occuperanno dei problemi del welfare di domani. Il gruppo Unipol si apre al mondo delle startup e lancia la sua chiamata agli imprenditori con idee innovative per ridurre la disparità sociale e migliorare la qualità della vita con la prima edizione di «Unipol Ideas». Lo scopo della call è stimolare dei business dai problemi che si stanno delineando all'orizzonte, dall’invecchiamento della società e l’emersione di nuove forme di povertà e disuguaglianza, al cambiamento climatico, dai bisogni emergenti associati a salute e alimentazione alla valorizzazione di risorse sottoutilizzate. | Andrea Rinaldi, Corriere della Sera, 21 maggio 2014
 
Dalle esportazioni all’auto-impiego, così siamo riusciti a tenere
Sul Corriere della Sera Dario Di Vico spiega come, nonostante le difficoltà generali determinate dalle crisi, ci sono segmenti del tessuto imprenditoriale e sociale che hanno saputo farsi valere e rispondere alle sfide del presente. Ad esempio ci sono tante aziende che, in un momento in cui le tutele sociali sono state rimesse in discussione, hanno sviluppato esperienze di welfare non statale grazie soprattutto alla contrattazione nei luoghi di lavoro.
 
GNP 2014: Concentrare le risorse del welfare integrato per tutelare le famiglie
In occasione della Giornata Nazionale della Previdenza 2014, Percorsi di Secondo Welfare e Assoprevidenza hanno organizzato il convegno “Welfare integrato: qualcosa di più di un’idea”. Dal convegno giunge la richiesta di razionalizzare le poche risorse disponibili per focalizzare l’attenzione sui servizi. In Italia la spesa sociale non pubblica è il 2,1% del Pil. Sono circa 300mila le istituzioni non profit attive nel nostro Paese. Oltre l’80% delle imprese con oltre 500 dipendenti ha avviato welfare aziendale.
 
Come modificare la normativa sul welfare aziendale?
A fronte del continuo contenimento della spesa sociale pubblica, il welfare aziendale dimostra spesso di poter essere una valida alternativa – o quantomeno un aiuto -, facendosi carico di una serie di bisogni dei lavoratori che vanno dalla conciliazione fra responsabilità lavorative e familiari al sostegno del potere d’acquisto dei lavoratori più svantaggiati. Tuttavia, le esperienze di welfare aziendale in Italia sono ancora limitate, coinvolgono quasi esclusivamente le grandi imprese e sono fortemente radicate solo in alcune realtà territoriali. Come promuoverne lo sviluppo? Antonella Marsala, dirigente di Italia Lavoro, individua alcuni piccoli adeguamenti alla normativa, per usare meglio - e di più - la leva fiscale e incentivare il welfare aziendale.
 
Welfare integrato: qualcosa in più di un’idea
In occasione della Giornata Nazionale della Previdenza che si svolgerà a Milano dal 14 al 16 maggio, Assoprevidenza e Percorsi di secondo welfare si confronteranno sui cambiamenti che stanno interessando il modello di welfare del nostro Paese, nella convinzione che le politiche sociali non possano essere viste come mero costo ma come investimento per il rilancio dell’Italia. L'appuntamento è per giovedì 15 maggio con l'evento "Welfare integrato: qualcosa più di un'idea", che si terrà alle 14.00 presso la Borsa di Milano.
 
A Prato le Pmi inaugurano il welfare di distretto
Vacanze offerte dall’azienda, baby-sitting gratis (o quasi) per i figli dei dipendenti, idem la visita medica o dal dentista, l’abbonamento a teatro o in palestra, e poi rimborsi spese per libri scolastici, rette dell’asilo o dell’università, sconti dal benzinaio, al ristorante, al negozio. Delizie del secondo welfare, o welfare aziendale: privilegi dei (beati) dipendenti di Olivetti fino a poco fa, di Luxottica e Eni, Alitalia, Telecom, Ferrero – insomma le big, le “grandi ma poche” con più di 250 addetti. E se questi vantaggi venissero estesi al restante 99.9 per cento del tessuto produttivo ossia alle piccole-medie e piccolissime imprese? E’ la sfida che si gioca a Prato, dove è stato appena lanciato il primo esperimento di welfare “di distretto” d’Italia.
 
Le carcerate di Bologna, "stiliste" per Ikea
Il negozio Ikea di Bologna ha commissionato al laboratorio sartoriale interno al carcere della Dozza la creazione di borse, grembiuli e astucci, da confezionare grazie a 5 grandi rotoli di stoffa donata dal marchio svedese. I prodotti saranno quindi venduti da Ikea durante il week end del 12 e 13 aprile (in concomitanza con il Salone del Mobile di Milano), ed i proventi della vendita andranno a finanziare il laboratorio e a garantire uno stipendio alle detenute che lavorano in sartoria. | Barbara Tarricone, D Repubblica, 8 aprile 2014
 
Occupazione femminile: donne che ri-tornano al lavoro
Spesso le donne che decidono di ricominciare a lavorare dopo un lungo periodo di assenza, ad esempio una volta che i figli sono cresciuti, si scontrano con numerose difficoltà: adattarsi ad un ambiente e a modalità di lavoro che nel frattempo sono cambiate, “rispolverare” competenze che si sono assopite, dimostrare a chi deve assumerle che si è ancora al passo coi tempi. Fare in modo, cioè, che questo “buco nel curriculum”, che spesso dura anche anni, non le costringa al ruolo di lavoratrici di serie B, sia dal punto di vista salariale che da quello delle responsabilità. E' possibile superare queste difficoltà e favorire il loro ritorno?
 
Alla Fondazione Ferrero la fabbrica diventa comunità
Sul La Stampa Sergio Soave analizza la storia della Fondazione Ferrero, che da oltre trent'anni fa in modo che i pensionati dell'omonima azienda di Alba possano mettere a disposizione le proprie competenze e talenti per il benessere proprio e della comunità nel suo insieme. Attualmente sono 1800 i "pensionati Ferrero", suddivisi in quaranta gruppi di attività. Una media di 800 presenze giornaliere in Fondazione e una molteplicità di campi di impegno sbalorditiva. | Sergio Soave, La Stampa, 20 marzo 2014
 

 
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