PRIMO WELFARE /
Sulla questione natalità è la politica a dover intervenire
Stefano Lepri, Huffington post, 29 agosto 2017
29 agosto 2017

La questione della natalità è ormai da alcuni anni un problema di primo piano per il nostro Paese. Infatti, se non nascono bambini si indebolisce il tessuto economico e dei servizi pubblici locali. Per converso, una società che invecchia senza il contributo delle nuove generazioni non tiene sul piano previdenziale e su quello assistenziale, perché la spesa pubblica per le persone non autosufficienti cresce senza corrispondenti entrate e perché si riducono i legami familiari e quindi la coesione sociale.

Il cosa fare è noto, non abbiamo nulla da inventare e molto (non tutto) dipende dalla politica: servirebbe un grande programma per incentivare il "secondo welfare", con meccanismi di compartecipazione che potrebbero, tra l'altro, far emergere lavoro nero e creare nuova occupazione. Anche gli enti locali possono fare la loro parte, favorendo servizi di conciliazione (nidi e altri micro servizi per l'infanzia con orari e modelli flessibili, scuole aperte al pomeriggio, etc.), sostegni alla genitorialità (es. centri per le famiglie) o pratiche diffuse di reciprocità

L'obiettivo finale è quello di finanziare, interamente con la fiscalità generale, parte del costo di mantenimento dei figli, così da rimuovere l'ostacolo economico a generare. Secondo obiettivo: fare in modo che la misura sia semplice (superando tutti gli attuali sussidi e bonus da sostituire con l'assegno unico), equa (per tutti, tranne i ricchi) e certa (si riceve in denaro ogni primo del mese per tutti gli anni in cui il figlio è a carico).


Sulla questione natalità è la politica a dover intervenire

Stefano Lepri, Huffington post, 29 agosto 2017

 

 
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