Pensioni più povere e lontane
In pensione più tardi, e con meno soldi in tasca. Dal 1° gennaio 2016 scatterà uno scalone previdenziale che penalizza i lavoratori, soprattutto donne, che non riescono a maturare i requisiti per maturare il diritto all'assegno previdenziale prima della mezzanotte del 31 dicembre. È l'effetto dell'applicazione degli indicatori legati all'aumento della speranza di vita, che allunga di quattro mesi la data del pensionamento, ma anche della entrata in vigore di alcune norme contenute nella legge Fornero.
 
Le “asticelle” che penalizzano gli italiani (specie i lavoratori precoci)
«La scelta della riforma Fornero di alzare contemporaneamente i requisiti di anzianità e di vecchiaia è stata errata e crudele. Una persona che ha lavorato per 41 anni ha diritto di andare in pensione indipendentemente dalla sua età». Lo afferma Walter Passerini, giornalista specializzato su lavoro e pensioni, ex direttore di Corriere Lavoro e attualmente responsabile dell’inserto della Stampa “Tuttolavoro” e curatore del blog “Lavori in corso” nella sua intervista a Il Sussidiario.
 
Le casse professionali alla sfida dei conti su giovani e welfare
La spesa per le pensioni dei professionisti cresce più delle entrate contributive delle Casse. I pensionati sono cresciuti del 20% dal 2009 al 2014 e la spesa per pagare gli “assegni”, quattro miliardi e mezzo di euro, è balzata in avanti del 32% rispetto a sei anni prima. Gli attivi sono cresciuti invece del 15%, con l’eccezione di alcune categorie (ad esempio ragionieri e giornalisti, in calo costante) e le entrate contributive avanzano del 24,5 per cento
 
Pensione anticipata: a confronto le proposte di Boeri e di Damiano-Beretta
Da un lato la proposta del presidente dell’Inps Boeri, che prevede il passaggio al contributivo con decurtazione degli assegni più bassi fino al 30-35%. Dall'altro il più conveniente (ma anche più costoso) piano targato Damiano-Baretta. Su La Stampa un bel confronto tra le due proposte attualmente allo studio del Governo per introdurre forme di pensionamento anticipato.
 
Boeri: ecco i 5 punti per riformare le pensioni
Flessibilità sostenibile. Rete di protezione sociale dai 55 anni in su. Unificazione delle posizioni assicurative (e fine delle ricongiunzioni onerose). Armonizzazione dei tassi di rendimento. Nuove opportunità di versamenti perché «non si va in pensione, ma si prende la pensione». Sono i cinque punti sui quali si incardina la proposta di riforma del sistema previdenziale messa a punto dal presidente dell’Inps, Tito Boeri. | La Stampa, 8 luglio 2015
 
Il mio assegno e lo Stato sociale
Su Repubblica Chiara Saraceno riflette sulla recente sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato incostituzionale il blocco della rivalutazione per due anni per tutti coloro che avevano una pensione superiore a tre volte il minimo. Saraceno sottolinea come né la sentenza della Corte né le argomentazioni di coloro che hanno fatto ricorso, né quelle dei sindacati e dei politici aiutano a fare chiarezza sui termini della questione, sugli effettivi diritti e su chi ha la responsabilità di far fronte ai costi.| Chiara Saraceno, MicroMega, 7 maggio 2015
 
Pensioni flessibili, apertura di Poletti. Quattro ipotesi allo studio del governo
Una nuova modifica alle regole sulle pensioni è «all’ordine del giorno e il punto di decisione coinciderà con la nuova legge di Stabilità». Dopo l’intervista al nuovo presidente dell’Inps, Tito Boeri, è il ministro del Lavoro Giuliano Poletti a tornare sull’argomento, confermando che l’uscita anticipata dal lavoro con un assegno previdenziale più leggero è «una delle opzioni possibili».
 
Boeri: «Età flessibile per le pensioni»
Enrico Marro ha intervistato Tito Boeri, nuovo Presidente dell'INPS, che ha spiegato al giornalista del Corriere della Sera gli obiettivi che si è posto per cambiare il volto dell'isitituto previdenziale. | Enrico Marro, Corriere della Sera, 3 marzo 2015
 
Lo spreco del welfare
Circa il 30% della spesa per pensioni assistenziali destinate ai poveri finisce nella disponibilità di famiglie delle classi medie o alte. A dirlo è l’inchiesta della Fondazione Zancan pubblicata su Vita del mese di febbraio, che approfondisce questo tema a partire dai dati pubblicati sul rapporto povertà 2014 della Fondazione Zancan. | Tiziano Vecchiato, Vita,
 
Pensioni, dalle Acli una proposta per rivalutare le pensioni di invalidità
Dalla Federazione anziani pensionati delle Acli arriva una proposta di legge per garantire il minimo vitale a migliaia di nuovi invalidi. Appena quattro articoli per sollevare dall'indigenza migliaia di persone.
 
Tito Boeri nominato presidente dell'INPS
Tito Boeri è stato nominato presidente dell’INPS. Insieme a Stefano e Fabrizio Patriarca, Boeri aveva formulato una proposta per introdurre elementi di equità nel sistema pensionistico italiano, sia da un punto di vista inter che intragenerazionale. In particolare, secondo la proposta, “è possibile chiedere un contributo di equità basato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, limitatamente a chi percepisce pensioni di importo elevato. Così facendo, si incasserebbero più di quattro miliardi di euro, riducendo privilegi concessi in modo poco trasparente”. Al momento tuttavia il premier Renzi ha escluso di aver nominato Boeri per una nuova riforma pensionistica.
 
I falsi miti sulla previdenza in Italia. Spendiamo troppo e spendiamo male
Sulle pagine del Corriere della Sera Alberto Brambilla, presidente di CTS Itinerari previdenziali, affronta e analizza alcune "verità acquisite" sul tema del welfare, in particolare sugli aspetti relativi al sistema previdenziale. | Alberto Brambilla, Corriere della Sera, 29 dicembre 2014
 
Giovani senza pensione
La situazione ha del paradossale, eppure nelle maglie delle normative previdenziali si nascondono delle vere e proprie iniquità. Ad esempio i cosiddetti lavoratori atipici, che ormai rappresentano una quota molto elevata del totale: senza correzioni alle attuali norme potrebbe accadere che molti di loro, pur versando regolarmente i contributi previdenziali, alla fine di un percorso lavorativo oscillante e discontinuo, possano ritrovarsi senza pensione. | Massimo Fracaro e Nucola Saldutti, Nuvola del Lavoro, 2 aprile 2014
 
Poletti: non è giusto che i pensionati non possano più lavorare
«Continuo a sostenere che per le modalità di uscita dal lavoro, dovremmo immaginare in modo più graduale e flessibile». Lo ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a Mix 24, trasmissione radiofonica di Radio 24. «Non credo sia giusto che i pensionati non possano più lavorare. Credo che bisogna trovare delle modalità nuove che consentano ad ogni persona di avere una cosa da fare. Questo lo considero il punto di svolta concettuale di questo governo. Nessuno deve stare a casa, lo dico anche per i giovani e per gli immigrati».| Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2014
 
Welfare comunale, i pensionati bresciani scrivono ai sindaci
I sindacati bresciani dei pensionati (Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil) hanno quindi scelto di inviare una lettera a tutti i sindaci della provincia per tenere alta l’attenzione sulle difficoltà quotidiane delle fasce più deboli. Ai primi cittadini è stato chiesto di evitare un ulteriore inasprimento fiscale ed individuare forme di esenzione, detrazione e progressività nell'applicazione della tassazione dovuta. | Silvia Ghilardi, Corriere della Sera, 18 febbraio 2014
 
Previdenza, l'Istat lancia l'allarme per 540mila over 50 senza contributi
L'Istat lancia l'allarme pensioni: non quelle del (lontano) futuro, su cui non si sbilancia, ma quelle, già in essere, di molti italiani di mezz'età, per i quali la povertà è un rischio concreto. Secondo l'Istituto di Statistica sono oltre mezzo milione, per l'esattezza 541 mila, i cittadini tra i 50 e 69 anni che dichiarano di non aver ancora versato alcun tipo di contributo previdenziale, con il rischio di non poter provvedere in maniera autonoma al proprio sostentamento in età avanzata. | Il Sole 24 Ore, 17 dicembre 2013
 
I nonni non pagano più! Welfare familiare in crisi
Con un portafogli in tasca sempre più smilzo, per gli anziani risparmiare diventa la parola d’ordine. E se alle medicine non si può certo rinunciare, l’unica scelta è mangiare di meno o peggio. Lo dicono i risultati di un sondaggio realizzato da Ipsos per Cgil Spi (Sindacato pensionati italiani), secondo i quali il 22% dei pensionati rasenta la povertà. Ma nonostante le condizioni precarie di alcuni, nonni e nonne rappresentano ancora un pilastro fondamentale per integrare il welfare statale sia per la cura e l’assistenza dei nipoti sia in termini economici. | Lidia Baratta, Linkiesta, 17 dicembre 2013
 
Istat: grandi divari tra categorie di pensionati
I pensionati che si ritrovano nella fascia più alta di reddito, neanche un milione di persone, costano poco meno quelli appartenenti alla classe più bassa, oltre sette milioni. Tradotto in percentuali il 5% più ricco, che riceve assegni per 3mila euro o più al mese, assorbe 45 miliardi di euro di spesa pensionistica, un esborso che si avvicina a quanto pagato, 51 miliardi, per coloro che sono sotto i mille euro, situazione che accomuna quasi la metà dei pensionati italiani. A fare luce sulle condizioni di quasi 17 milioni di beneficiari di trattamenti pensionistici è l'Istat, che a fine ottobre ha diffuso le tavole con tutte le informazioni dettagliate sul mondo della previdenza. Basta fare qualche somma e percentuale per riscontrare i divari tra le diverse categorie di pensionati. | Il Sole 24 Ore, 10 novembre 2013
 
Giovannini: «Acconto sulla pensione per chi perde il lavoro»
In tema di pensioni il ministro del Lavoro Giovannini è prudente in vista di un autunno di fuoco sul fronte del lavoro, ma in un'intervista al Sole 24 Ore fa chiarezza sulle cifre: «Un intervento sui soli assegni d'oro non consentirebbe un riequilibrio a favore dei pensionati più poveri. Diverso se sul piatto ci fossero anche le pensioni d'argento». Tuttavia non rinuncia a una proposta fuori dagli schemi: chi è a due-tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe ricevere un sostegno economico, che poi dovrà ripagare negli anni successivi: una sorta di prestito. | Fabio Carducci, Il Sole 24 Ore, 28 agosto 2013
 
Un fondo comune per l'equità previdenziale
Giuliano Amato sul Sole 24 Ore avanza una proposta per contrastare la strutturale inadeguatezza dei trattamenti pensionistici più bassi: organizzare diversamente l'intero monte contributi destinando una quota di quelli versati da ciascuno – una quota che può essere crescente al crescere del reddito – ad un fondo comune per l'equità previdenziale. | Giuliano Amato, Il Sole 24 Ore, 21 luglio 2013
 

 
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