PRIMO WELFARE / Lavoro
Se anche il Papa sostiene il secondo welfare
In Molise Francesco ha parlato di lavoro e politiche sociali, sottolineando il ruolo cruciale delle misure di conciliazione per l'occupazione
08 luglio 2014

Il 5 luglio a Campobasso, presso l’Aula Magna dell’Università del Molise, Papa Francesco ha incontrato numerosi esponenti del mondo del lavoro e dell’industria locale. Il Pontefice, dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni studenti e lavoratori locali, ha voluto indicare due elementi che potrebbero aiutare il nostro Paese ad uscire dalla crisi-che-non-passa: più conciliazione famiglia-lavoro e lo sviluppo di progetti occupazionali che coinvolgano le diverse anime delle comunità locali. Il Papa ha quindi parlato del grave problema della povertà alimentare, sottolineando come la risposta a questo fenomeno stia anzitutto nella creazione di condizioni adeguate in cui tutti possano lavorare e provvedere autonomamente alla proprie necessità primarie. 

Rivolgendosi a una giovane madre che lavora in fabbrica cha ha raccontato delle proprie difficoltà a tenere insieme gli impegni familiari con quelli lavorativi, il Papa ha indicato come una delle grandi sfide che il nostro sistema economico si trova oggi ad affrontare sia quella della conciliazione. "Bisogna conciliare i tempi del lavoro con i tempi della famiglia", ha detto il Pontefice: questo infatti "è un punto critico" che può “permette di discernere, di valutare la qualità umana del sistema economico in cui ci troviamo a vivere”. Sempre sul tema del lavoro, il Papa ha voluto sottolineare la necessità di sviluppare misure che possano permettere di creare nuovi posti in una delle Regioni più colpite dal fenomeno della disoccupazione. In Molise il tasso di persone che non lavorano si attesta infatti al 15.8% (la media nazionale è del 12.2%), mentre la disoccupazione giovanile è pari al 48.9%: la metà dei giovani molisani tra i 15 e i 24 anni attualmente non riesce a trovare un lavoro. Il Papa ha sottolineato come il territorio stia cercando di rispondere a questa situazione mettendo insieme le forze in modo costruttivo, ma ha anche indicato come queste debbano poter contare sul contributo delle istituzioni, sia italiane che comunitarie, per giungere a risultati fruttuosi. “Tanti posti di lavoro potrebbero essere recuperati attraverso una strategia concordata con le autorità nazionali, un “patto per il lavoro” che sappia cogliere le opportunità offerte dalle normative nazionali ed europee. Vi incoraggio ad andare avanti su questa strada, che può portare buoni frutti qui come anche in altre regioni”. Quasi impossibile non cogliere un riferimento alla Garanzia Giovani che, partita in pompa magna all’inizio di maggio, come vi stiamo raccontando nel nostro focus tematica dedicato all’argomento, sta registrando risultati molto diversi da regione a regione.

Il Papa ha quindi toccato il grave tema della povertà alimentare, elogiando il lavoro svolto dalle associazioni che quotidianamente sono impegnate su questo fronte, ma indicando nel contempo come la risposta al problema debba essere preventiva e non reattiva. “Il vero problema è il non poter portare il pane a casa: questo toglie la dignità” e ancora “dobbiamo lavorare e difendere la nostra dignità, che deriva appunto dal lavoro”.


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