PRIMO WELFARE / Lavoro
Lavoro autonomo: per un garantismo sociale oltre la subordinazione
Il lavoro autonomo al centro del volume “Libertà e lavoro dopo il Jobs Act. Per un garantismo sociale oltre la subordinazione”
11 aprile 2016

A partire dal Consiglio dei Ministri del 28 gennaio 2016, il tema delle tutele del lavoro autonomo è riemerso dalla invisibilità che lo aveva caratterizzato durante la discussione della legge di riforma del mercato del lavoro 183/2014, il cosiddetto Jobs Act. Il disegno di legge attualmente in discussione al Senato denominato “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato a tempo indeterminato” riapre dal punto di vista istituzionale la partita della tutela del lavoro autonomo di ultima generazione. Questa si era chiusa nel febbraio 2011 quando una proposta di legge venne bloccata dalla lunga crisi istituzionale post-Berlusconi e dalla crisi economica. Il disegno di legge era stato presentato da un folto gruppo di deputati tra cui l’attuale vice ministro del Ministero per lo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, e le linee guida del disegno attuale riprendono molti punti del precedente.

La ripresa di iniziativa del Governo nasce sul terreno di un’intensa discussione sullo “statuto dei nuovi lavori” che però nel corso del 2015 è stata confinata in ambienti specialistici e ha assunto il carattere di una discussione pubblica solo grazie a iniziative come questo libro, nato nel contesto di auto-organizzazione dei lavoratori autonomi e delle lotte dei precari, o come la “Carta dei diritti universali del lavoro”, promossa dalla CGIL nel gennaio di quest’anno.

Il recento libro di Allegri e Bronzini - “Libertà e lavoro dopo il Jobs Act. Per un garantismo sociale oltre la subordinazione” - ha il merito di storicizzare all’interno delle lotte di classe a partire dalla modernità europea la posizione del lavoro autonomo e indipendente di oggi e di far comprendere come esso sia portatore non soltanto di rivendicazioni economiche e di tutela ma anche di una visione progressista e innovativa delle relazioni di lavoro tout court. Per Allegri e Bronzini infatti il lavoro autonomo è portatore della potenza sociale della creatività e della cooperazione, mortificate troppo a lungo dal lavoro subordinato e dipendente che nel ‘900 si è imposto come lo standard di riferimento sociale e normativo. Secondo gli autori, la profonda trasformazione post-fordista ha da tempo investito l’Italia, ma il sistema istituzionale ed una parte di quello imprenditoriale non hanno adattato forme e modalità di relazione.

Questa situazione, oltre a sottoporre i lavoratori definiti impropriamente “a-tipici” a uno sfruttamento economico e a una pressione fiscale iniqua, deprime le possibilità di crescita socio-economica del paese. Il libro ha dunque una forte carica polemica e propositiva che nasce dalla sua genesi. Esso infatti è frutto di un’intensa attività “cospirativa” dei suoi autori non soltanto nel campo accademico, ma anche all’interno delle reti di lotta per i beni comuni che sono state impegnate nella “affermazione di nuove istituzioni per la sperimentazione creativa del lavoro culturale e il recupero di un diritto alla città”. L’appendice raccoglie alcuni documenti utili per condurre un’analisi critica sulla situazione italiana del lavoro indipendente, autonomo e post-subordinato con dei contributi competenti e puntuali del giuslavorista Federico Martelloni, del sociologo Aldo Bonomi e di Roberto Ciccarelli, compagno di strada ed autore insieme ad Allegri nel fortunato blog e libro “la furia dei cervelli”.

La sfida per una innovazione radicale del pensiero e della pratica istituzionale sul lavoro è stata lanciata. Un limite i nostri autori lo incontreranno sicuramente nella complessa composizione del lavoro autonomo che se da un lato non è semplicemente assimilabile alle “false partite iva”, dall’altro non è composto solo da creativi della conoscenza alla Bianciardi o da makers e co-workers, ma da una miriade di piccoli imprenditori con età, formazioni culturali e politiche difficilmente unificabili in una sola coalizione politica.
 

Riferimenti

Allegri G. e Bronzini G. (2015), Libertà e lavoro dopo il Jobs Act. Per un garantismo sociale oltre la subordinazione, DeriveApprodi.

 


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