La legge Biagi è rimasta a metà
La cosiddetta legge Biagi, approvata dal Parlamento esattamente dieci anni fa, ha segnato un punto di svolta decisivo per il mercato del lavoro italiano. Lintroduzione di nuove forme contrattuali ha aperto le porte delle imprese a unintera generazione di giovani, che assai difficilmente avrebbero trovato un posto fisso. Molti dei neo assunti sono tuttavia finiti nella trappola delle porte girevoli: rapide entrate e altrettanto rapide uscite. Invece di diventare pi dinamico e omogeneo, il mercato del lavoro italiano si dualizzato , a tutto svantaggio delle fasce economicamente pi vulnerabili.
 
Nel carcere di Bollate si producono giochi per bambini
In questi giorni, a seguito del messaggio inviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, si molto parlato di amnistia e indulto, ma anche di misure accessorie, come il lavoro all'interno dei penitenziari, che possano permettere una reale rieducazione dei carcerati e abbattere il livello di recidiva. questa la scommessa del carcere di Bollate, uno dei pi innovativi nel panorama italiano, dove i detenuti-artigiani del laboratorio di falegnameria iniziano proprio in queste settimane a produrre i giocattoli e gli elementi di arredo per l'infanzia, sotto il marchio "Vivawood" | Pierangelo Soldavini, Il Sole 24 Ore, 15 ottobre 2013
 
Scuola: nel paese degli inoccupabili resistono le "fabbriche degli occupati"
Rosanna Santanocito sul Sole 24 Ore racconta l'esperienza dell'Istituto di Istruzione Superiore Statale De Nicola di Piove di Sacco, alle porte di Padova. Grazie all'attivismo di parte del corpo docente e all'impostazione "illuminata" della dirigente scolastica, la scuola ha lanciato un ponte verso realt del mondo del'economia locale - come la Camera di Commercio e Forma, l'ente di formazione di Confindustria Padova e la Banca di Credito Cooperativo - permettendo agli studenti di non stare tutto il giorno fermi e zitti sui banchi.
 
Gli italiani bocciati dall'Ocse: non sanno contare né parlare
LOcse pone lItalia agli ultimi posti al mondo per le competenze fondamentali necessarie a muoversi nel mondo del lavoro e della vita sociale. Tra i 24 Paesi pi industrializzati siamo ultimi in classifica per competenze alfabetiche (lettura e comunicazione), e non va molto meglio se si guarda alla capacit di far di conto, con il penultimo piazzamento. Gli italiani, in una scala che va da zero a 500, nelle abilit alfabetiche, fondamentali per vivere e lavorare, riescono a raggiungere un punteggio pari solo a 250, contro una media Ocse di 273.
 
Il ministero in soccorso dei giovani senza lavoro (con gli stage)
Sei mesi di stage in azienda per riaccendere le speranze dei Neet, ossia i giovani che non hanno un lavoro, n continuano un qualche percorso formativo: hanno semplicemente smesso di provarci, non ci credono pi. Il Progetto AMVA Giovani Laureati Neet, curato da Italia Lavoro e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, offre a 3.000 di questi giovani un percorso di tirocinio retribuito di durata semestrale. Lobiettivo di riavvicinarli al mercato del lavoro, in attesa che leconomia ritorni a partire e a offrire nuove opportunit, e supportarli nella ricerca attiva di unoccupazione. | Raffaella Giuri, La Nuvola del Lavoro, 1 ottobre 2013
 
Cnel: in 4 anni un milione di disoccupati in più
Tra il 2008 e il 2012 i disoccupati ufficiali sono aumentati di oltre un milione di unit ma larea della difficolt occupazionale registra un aumento di circa 2 milioni di persone. E' quello che emerge nel Rapporto del Cnel sul mercato del lavoro, che viene presentato oggi a Roma. La sovrapposizione di un forte rialzo dellofferta di lavoro accompagnato da una contrazione del numero di occupati, spiega il Cnel, ha determinato un incremento significativo della disoccupazione che ha ormai superato il 12%.
 
Germania, anni '10: la faccia (oscura) del lavoro
Circa 7,3 milioni di tedeschi, il 22% della popolazione attiva, percepisce uno stipendio inferiore ai due terzi del reddito medio nazionale, cio sotto i 9,54 euro lordi lora. In Europa una quantit pi alta di redditi minimi si registra solo in Lettonia, Lituania, Romania, Polonia. il lato meno visibile del modello tedesco, raccontato attraverso 6 reportage da Gunther Wallraff in "Germania anni dieci: faccia a faccia con il mondo del lavoro". | Antonio Sgobba, La Nuvola del Lavoro, 28 settembre 2013
 
Perché in Italia non funziona l'apprendistato
Elena Ugolini, gi sottosegretario alla Pubblica Istruzione del governo Monti, su La Nuvola del Lavoro spiega perch in Italia non funziona l'apprendistato. Col d.lg. 76/2013, convertito in legge lo scorso agosto, c stato un tentativo di snellimento delle procedure, ma occorre ancora capire quali saranno gli effetti di norme che vanno sovraponendosi con poca chiarezza. Inoltre, mentre in Germania il costo di un apprendista non supera il 40% di quello di un contratto ordinario, in Italia si arriva all 80%. | Elena Ugolini, La Nuvola del Lavoro, 23 settembre 2013
 
L'apprendistato? Corsa a ostacoli: ecco i 12 blocchi anti-giovani
Perch in Italia il contratto di apprendistato non funziona e in altri Paesi, come la Germania, la via principale per lingresso di 1,5 milioni di giovani nel mondo del lavoro? Secondo una della organizzazioni la Cna il motivo semplice: troppi adempimenti burocratici scoraggiano gli imprenditori che devono spendere 3.500 euro in pi lanno per far fronte alleccesso di regole.
 
Perchè i tedeschi lavorano meno e producono di più?
In Germania le ore lavorate per addetto sono in media 1.413 allanno, molto meno che in Grecia (2.032), Italia (1.750), Portogallo (1.711) e Spagna (1.690). Il prodotto per ora lavorata tuttavia molto pi alto che nei quattro Pigs, uno dei pi alti dellarea Ocse. La Grande Recessione ha colpito anche la Germania, ma la ripresa gi cominciata e la disoccupazione al 5%. Qual il segreto di questo invidiabile successo?
 
Formazione professionale, quali opportunità?
Segnaliamo tre articoli sulla formazione professionale usciti oggi su alcuni quotidiani. Sul Sole 24 Ore Enzo De Fusco fa il punto sulla gestione della formazione degli apprendisti in azienda, mentre su Il Sussidiario Maurzo Zuccari e Paolo Ravazzano analizzano problematiche e sfide cui dovr far fronte il nostro sistema scolastico.
 
"Morire di non lavoro" nell'epoca della grande crisi
Su La Nuvola Del Lavoro la recensione del libro "Morire di non lavoro", indagine della giornalista italo-spagnola Elena Marisol Brandolini sulle conseguenze della perdita di lavoro nel tempo della grande crisi. Tanti problemi ma anche qualche spiraglio di luce. | Silvia Pagliuca, La Nuvola del Lavoro, 16 settembre 2013
 
Grasso: necessari programmi di inserimento lavorativo per i detenuti
L'amnistia ha un senso "solo se inserita in una riforma" piu' ampia "che dia dignit" ai carcerati. Lo ha affermato il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha anche sottolineato come sia necessario studiare dei programmi di inserimento lavorativo dei detenuti "dentro e fuori le carceri" perche' "il detenuto che lavora ha meno possibilita' di tornare a commettere reati".
 
«Ora svolta su lavoro e povertà» Parla il ministro Giovannini
In un'intervista concessa a l'Unit il Ministro Giovannini afferma: La legge di Stabilit sar un passaggio di svolta per il governo. Interverremo sul cuneo fiscale, ma non possiamo sbagliare il colpo e quindi studieremo con il ministro Saccomanni quale sia la soluzione migliore per ottenere il massimo in termini di crescita. Non possiamo guardare solo ai miliardi spesi, utilizzandoli in modo poco incisivo | Massimo Franchi, L'Unit, 2 settembre 2013
 
Giovani e lavoro: finalmente le azioni
Il 7 agosto la Camera ha finalmente approvato il disegno di legge di conversione del decreto-legge contenente le misure urgenti per la promozione dell'occupazione, in particolare quella giovanile, e della coesione sociale. Gli obiettivi? Laumento delle assunzioni a tempo indeterminato, una maggiore diffusione degli strumenti rivolti ai giovani come lapprendistato e i tirocini formativi, il miglioramento del funzionamento del mercato del lavoro e del sistema di tutele per i lavoratori, e linclusione sociale e lavorativa delle categorie deboli, tra cui i disabili. Il tutto, con particolare attenzione alla situazione del Mezzogiorno.
 
Una nuova agenda D
Alti tassi di inattivit, bassa fertilit, povert fra i minori ai massimi della classifica europea: questo circolo vizioso affligge da almeno due decenni il nostro Paese. Si tratta di una vera e propria trappola dalla quale urgente uscire per imboccare il cammino di una crescita non solo women-friendly, favorevole alle donne, ma anche capace di valorizzare e far leva su competenze e talenti oggi trascurati e discriminati. In Italia, infatti, non ancora stata vinta la battaglia della persuasione sul Fattore D (il lavoro femminile e il suo potenziale di crescita) nei confronti dellopinione pubblica e di tutti i policy maker, compresi quelli pi distratti e lontani dal tema. Cosa possibile fare in questo senso?
 
I nemici della formazione professionale vogliono far "fallire" l'Italia
La formazione professionale pu davvero essere una risposta concreta e strutturale per ridurre il disagio sociale dei giovani, la dispersione scolastica, la disoccupazione giovanile? Al contempo pu aiutare a ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, pu contribuire a migliorare la produttivit delle imprese e la loro capacit di innovazione? | Dario Odifreddi, Il Sussidiario, 22 agosto 2013
 
Giovannini: serve intervento ridistributivo sul sistema welfare
Il Ministro Giovannini dice no a un intervento sulle pensioni d'oro, che anche se toccate non modificherebbero di molto la situazione attuale, e punta piuttosto su un intervento redistributivo sul sistema pensionistico e pi in generale sull'intero sistema del welfare. | Il Sole 24 Ore, 21 agosto 2013
 
Non c'è ripresa senza lavoro
L'economia europea registra timidi segnali di ripresa e, secondo l'Istat, ci vale anche per l'Italia. Ripartiranno anche le assunzioni? Tutti ce lo auguriamo, ma non scontato che sia cos. Negli anni Novanta, l'Europa soffr a lungo di una brutta malattia, la cosiddetta jobless growth: crescita senza occupazione. Dobbiamo evitare che succeda di nuovo, soprattutto nel nostro Paese, anello debole della zona euro. Maurizio Ferrera riflette sul tema del lavoro e sulle misure che il governo ha preso e prender in merito.
 
La disoccupazione resta oltre il 12%. Sono senza lavoro 642mila ragazzi
Il tasso dei disoccupati resta oltre il 12% per il terzo mese consecutivo: in calo rispetto a maggio, ma sale su base annua. Il tasso di occupazione, al 55,8%, ai minimi dalla met del 2000. In Germania disoccupazione ai minimi.
 

 
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