Due o tre cose a proposito del Jobs Act
Il Jobs Act annunciato da Matteo Renzi ha avuto, almeno in termini quantitativi, unottima accoglienza da parte dei media e molti politici e commentatori si sono improvvisati giuristi o economisti del lavoro per poterlo commentare. Ora per secondo Dario Di Vico siamo arrivati alla fase pi delicata_ dagli annunci bisogna passare ad un vero testo programmatico che magari raccolga i contributi pi incisivi e critici che sono stati gi formulati. | Dario Di Vico, La Nuvola del Lavoro, 24 gennaio 2014
 
Italia: sei milioni senza lavoro
Pochi giorni fa lEurostat ha pubblicato nuovi dati relativi alla situazione occupazionale nei 28 Paesi dellUnione. In base a queste rilevazioni il tasso di disoccupazione nel nostro Paese supererebbe di un punto abbondante la media UE, e gi questo basterebbe per non stare tranquilli, ma i dati che fanno veramente tremare i polsi sono quelli relativi alla fascia di popolazione che, pur desiderando di lavorare, non possiede n in cerca di un impiego.
 
Germania, dove il precario è flessibile e 9 su 10 sono felici del loro lavoro
Nove tedeschi su dieci sono soddisfatti del lavoro che fanno. Il dato emerge da uno studio della fondazione Bertelsmann anticipato dal quotidiano Welt, che rivela anche molti dettagli interessanti sullo sviluppo del mercato del lavoro negli ultimi dieci anni, considerati un decennio di vero e proprio miracolo delloccupazione in Germania. Il boom che ha fatto precipitare, nonostante la crisi, i disoccupati da cinque milioni a meno di tre, dovuto allincremento esponenziale dei lavori flessibili. | Tonia Mastrobuoni, La Stampa, 20 gennaio 2014
 
Stage, perché non funzionano in Italia: solo il 6% di chance in più di essere assunti
Niente stage, niente lavoro? Dipende: in Italia, anche con uno o pi tirocini in curriculum, la probabilit di assunzione si "alza" di appena il 6%. Meno della met rispetto alla Spagna (14%), un sesto esatto della percentuale registrata in Francia (36%). Il rapporto McKinsey "Education to Employment" 2013, redatto con pi di 8mila interviste tra giovani, istituzioni e datori di lavoro di paesi Ue, ribadisce il blocco italiano nell'inserimento professionale degli under 30. Con la conclusione che internship, in Italia, non forniscono ai candidati le abilit (e il lavoro) richiesti.
 
Youth Guarantee: la lezione francese
Dal primo gennaio ha preso formalmente avvio il programma UE garanzia giovani, volto a promuovere linserimento occupazionale dei circa 6 milioni di disoccupati europei sotto i 25 anni. Molti governi hanno gi presentato alla Commissione i propri Piani di attuazione, indispensabili per accedere al co-finanziamento UE. L'Italia ha messo in cantiere un piano ambizioso, ma potrebbe essere utile guardare anche a quanto stanno facendo altri Paesi, come Francia e Inghilterra, che hanno scelto approcci diversi ma egualmente interessanti.
 
Non tradite quei ragazzi
Beppe Severgnini sulle pagine del Corriere della Sera parla della necessit di sbloccare il mercato del lavoro nel nostro Paese. Nonostante le promesse che arrivano da pi parti, infatti, il 41% di disoccupazione giovanile ha smesso dessere una preoccupazione ed diventata, scrive il giornalista "una bomba sociale a orologeria". Come e dove dunque possibile agire per affrontare il tema? | Beppe Severgnini, Corriere della Sera, 7 gennaio 2014
 
Renzi e la lezione inglese sul lavoro
Il Job Act rappresenta il primo importante banco di prova per Matteo Renzi: attraverso di esso ci si potr infatti fare unidea pi precisa del riformismo renziano sia nei metodi sia nei contenuti. Data la drammatica situazione economica partire dal tema delloccupazione appariva quasi obbligato, ma fare proposte ambiziose, originali e insieme dotate di un certo grado di praticabilit politica non certo facile. Segnaliamo l'articolo che Marurizio Ferrera ha pubblicato in tempi non sospetti sul Corriere della Sera indicando la prospettiva che dovrebbe assumere la proposta renziana sul lavoro. | Maurizio Ferrera, Corriere della Sera, 21 dicembre 2013
 
Jobs Act: ecco la proposta (aperta) di Renzi
Matteo Renzi nella giornata di ieri ha presentato le linee guida del cosiddetto Jobs Act, il documento che, nelle intenzioni del neosegretario, andr a rappresentare le posizioni del Partito Democratico sul delicato tema del lavoro. Attraverso tale documento, i cui contenuti saranno delineati pi chiaramente nel corso della prossima riunione della segreteria PD (16 gennaio), saranno indicati infatti i punti prioritari su cui secondo il partito occorrer intervenire nei mesi a venire per affrontare i problemi occupazionali del Paese. Qui il testo integrale pubblicato da Renzi sul suo sito.
 
Jobs Act: insidie e opportunità
Quali sono i settori economici su cui puntare per guadagnare competitivit e al tempo stesso espandere la domanda di lavoro? Dove e come e si possono creare nuovi impieghi? Se Matteo Renzi vuole dire e fare qualcosa di innovativo sul tema del lavoro anzitutto a queste domande che dovr dare risposta il Jobs Act, documento che la nuova segreteria del Partito Democratico sta strutturando proprio in questi giorni. L'opinione di Maurizio Ferrera sul tema.
 
Ichino: Vi spiego come non mettere i disoccupati nel freezer
All'interno della legge di stabilit varata a fine 2013 c una disposizione apparentemente di poca importanza che pu tuttavia essere particolarmente significativa per il mercato del lavoro italiano nel prossimo futuro: il comma 215, che promuove lesperimento regionale del contratto di ricollocazione. | Pietro Ichino, La Nuvola del Lavoro, 6 gennaio 2014
 
Il welfare sprecato dalla burocrazia e il lavoro che non c'è
Dal 2008 a oggi risultano oltre due milioni e mezzo i lavoratori in forte difficolt occupazionale nel nostro Paese. Molte di queste persone (e dunque le loro famiglie) non ricevono alcuna forma di aiuto. Le stime non sono facili, ma si situano nellordine di alcune centinaia di migliaia: la copertura dei nostri ammortizzatori sociali fra le pi basse in Europa. Come possiamo uscire da questa emergenza economica e sociale? Nell'immediato si potrebbero realizzare tante piccole cose concrete, ma per cambiare davvero serve una strategia che guardi lontano.
 
Youth Guarantee: stage per tutti in arrivo
Il piano italiano di attuazione del progetto europeo Youth Guarantee sta per essere inviato a Bruxelles. Governo e Regioni stanno approntando gli ultimi ritocchi e per i primi mesi del 2014, si parla di gennaio o febbraio, saranno utilizzabili i fondi europei per assicurare ai giovani che non vanno a scuola e non hanno un impiego (i cosiddetti Neet), un contratto di lavoro oppure uno stage, o in alternativa un progetto di servizio civile o un programma di formazione.
 
Una legge per lavoro e famiglia
ora di cambiare, i tempi sono maturi per lo smartwork . Una proposta di legge bipartisan sar depositata in Parlamento a met gennaio. Lidea ambiziosa. Gli obiettivi da raggiungere in un colpo solo sarebbero due: pi facilit nel conciliare famiglia e lavoro da una parte, e nello stesso tempo migliori risultati per le aziende. | Rita Querz, Corriere della Sera, 13 dicembre 2013
 
Rapporto Censis: chi sta salvando lItalia sono le donne
Anche il Censis sceglie di scommettere sulle donne. Il 47simo rapporto sulla situazione sociale del Paese parla esplicitamente di loro come nuovo ceto borghese produttivo. Dopo cinque anni di pesante crisi non solo il protagonismo femminile non stato asfaltato ma addirittura si propone in chiave di rifondazione dal basso della classe dirigente.
 
Lavoro agile: di cosa parliamo?
Il Comune di Milano ha istituito la giornata del lavoro agile, uniniziativa finalizzata a verificare limpatto dellintroduzione di modelli organizzativi flessibili su lavoratori, imprese e ambiente. Ma che cos il lavoro agile? Vi presentiamo questa innovativa tipologia che presenta molteplici benefci dal work-life balance per il dipendente, a una maggiore produttivit per limpresa -ma che in Italia fatica a decollare.
 
Ocse: i precari di oggi rischiano di essere i poveri di domani
LOcse, lOrganizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel rapporto "Pensions at a Glance 2013" presentato quest'oggi a Parigi dipinge lItalia come un Paese in cui i salari sono inferiori alla media e in cui, nonostante le riforme, resta relativamente bassa let effettiva nella quale uomini e donne lasciano il mercato del lavoro. Ma sono i giovani di oggi quelli a rischiare di pi. Chi entra oggi nel mercato del lavoro, avverte lOcse, dovr aspettarsi una pensione pi bassa rispetto agli standard attuali, con un autentico rischio povert per i precari.
 
I lavori (a caro prezzo) trovati dallo Stato
Per mantenere i Centri per l'impiego ogni anno l'Italia spende 464 milioni di euro, 3/4 dei quali sono usati per pagare gli stipendi ai 9.865 dipendenti che vi lavorano. E se vero che investiamo in questo ambito molto meno di tutti gli altri grandi Paesi UE (lo 0.03% del Pil, 1/10 di Regno Unito e Germania, 1/8 della Francia, 1/3 della Spagna) c' da dire che a fronte dei risultati raggiunti, forse, spendiamo perfino troppo. Ecco perch occorre pensare a una riforma del sistema del lavoro che coinvolga anche questi strumenti, in modo che possano perseguire seriamente lo scopo per il quale sono stati pensati e costituti. | Sergio Rizzo, Corriere della Sera, 23 novembre 2013
 
L'UE vara il piano giovani, e intanto a Verona...
Veronafiere e Regione Veneto, in collaborazione con il Ministero dellIstruzione dellUniversit e della Ricerca, e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dal 21 al 23 novembre 2013 alla Fiera di Verona organizzano Job&Orienta. Due le aree tematiche proposte: una sullistruzione in tutti i suoi aspetti (presente anche il Ministero dellIstruzione con esperienze eccellenti), e laltra su universit, formazione e lavoro.
 
Dai leader UE nuovi impegni per avviare la Youth Guarantee
Il 12 novembre si svolto a Parigi il secondo summit dei leader europei sulla disoccupazione giovanile. Dal vertice sono arrivate rassicurazioni circa l'impegno dei diversi Paesi membri e dell'Unione per contrastare un fenomeno che, seppur con intensit diverse, sta ormai attraversando tutta Europa. Al termine della conferenza stata inoltre annunciato che il prossimo appuntamento in cui si discuter di disoccupazione giovanile si svolger a Roma nella prima met del 2014.
 
Tra due mesi parte la Youth Guarantee
Nel 2011, a fronte di 20 miliardi di euro spesi per assegni di disoccupazione e prepensionamenti, abbiamo investito appena 4,7 miliardi di euro per la formazione, per gli incentivi allassunzione, alla stabilizzazione o allautoimpiego, e altri 500 milioni circa per orientamento e consulenze. Un abisso. Dal 2014 un aiuto importante per colmare questo gap verr dallEuropa sotto forma di Youth guarantee, un pacchetto di iniziative per favorire loccupazione dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni. Saranno messi a disposizione del nostro Paese all'incirca 1,4 miliardi in due anni. Tuttavia il problema non solo finanziario, ma anche e soprattutto organizzativo. Ne parla Tonia Mastrobuoni sulla Stampa. | Tonia Mastrobuoni, La Stampa, 29 ottobre 2013
 

 
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