Perdere e ritrovare il lavoro. Essere disoccupati al tempo della crisi
Perdere e ritrovare il lavoro. Lesperienza della disoccupazione al tempo della crisi un volume di M. Ambrosini, D. Coletto e S. Guglielmi edito da Il Mulino che raccoglie i risultati della prima indagine realizzata in Italia sulla disoccupazione in et adulta. Svolta da unquipe del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dellUniversit degli Studi di Milano, la ricerca parte dalla constatazione che, se oggi si parla molto di pi della disoccupazione, poco si sa, invece, dei disoccupati. Generalmente, infatti, le analisi statistiche ce ne illustrano le caratteristiche sociografiche, ma non ci parlano del loro vissuto, delle ripercussioni, delle risorse a cui fanno riferimento, delle risposte che cercano di elaborare.
 
Sabbadini: "Donne lavoratrici e pilastro del welfare, ma pagano un caro prezzo"
Linda Laura Sabbadini, alla guida del dipartimento Statistiche sociali, snocciola cifre e letture dei dati in un'ottica di genere. Il gap occupazionale con gli uomini, la necessit di scardinare il 'breadwinner' e la rigidit dei ruoli, la necessit di rifondare il welfare italiano sono al centro della sua visione. Con un plauso alle quote: "Utili a rompere il monopolio maschile".
 
Berlino non ce la fa col salario minimo
stata la bandiera dei socialdemocratici in campagna elettorale, un nodo qualificante del contratto di coalizione del terzo mandato di Angela Merkel, e per questo stato puntualmente approvato dal governo nelle settimane scorse. La cancelliera ha difeso senza riserve - almeno pubblicamente - la riforma disegnata dalla ministra del Lavoro Andrea Nahles, ma in questi giorni ha fatto discutere un rapporto che proviene proprio dalla cancelleria e che lancia pesanti accuse agli estensori della legge. | Tonia Mastrobuoni, La Stampa, 22 aprile 2014
 
Welfare al femminile
Camilla Gaiaschi, La Nuvola del Lavoro, 18 aprile 2014
 
La riforma degli ammortizzatori sociali del governo Renzi
Il Jobs Act, il piano per il lavoro del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, continua a fare discutere, specialmente su alcuni temi "caldi" come la riforma degli ammortizzatori sociali. Su questo fronte il governo ha accolto e fatto proprio il piano elaborato dal politologo Stefano Sacchi, inserendolo nel DDL delega sul lavoro. In una lunga intervista concessa in esclusiva a Percorsi di secondo welfare lo stesso Sacchi ci ha spiegato opportunit, prospettive e ostacoli della sua proposta.
 
Il lavoro? A Modena lo si può cercare anche al bar
A Modena il lavoro si pu trovare anche al bar. E' possibile grazie a Job Caff, che ha aperto i battenti venerd 28 marzo nei locali del bar Arcobaleno di via Toniolo 124. Un punto di incontro, attivo ogni venerd dalle 16 alle 18, rivolto in particolare a ragazzi tra i 17 e i 25 anni disoccupati, inoccupati e in cerca di occupazione, dove trovare informazioni sul mondo del lavoro e sulle possibilit che offre, in cui entrare in contatto con agenzie, referenti, enti di formazione ed esperti del territorio. | Maria Teresa Manuelli, Nuvola del Lavoro, 6 aprile 2014
 
Quanto è forte la carta rosa
Il governo Renzi non ama i rimproveri dellEuropa e delle istituzioni internazionali. Recentemente per ne arrivato uno che non si pu ignorare. In una intervista al Corriere, Christine Lagarde, presidente del Fondo Monetario Internazionale, ha ricordato che lItalia fra i Paesi che "incoraggiano meno" (un cortese eufemismo) loccupazione femminile: un cambiamento di rotta darebbe un contributo di primo piano alla ripresa economica. Ma siamo davvero la maglia nera su questo versante? E, soprattutto, perch i nostri governi fanno cos poco per colmare il divario che ci separa dagli altri Paesi?
 
Il lavoro in carcere
Ricollocarsi nel mondo del lavoro dopo un periodo di detenzione non certo cosa da poco, sopratutto in un momento in cui in generale le opportunit scarseggiano. Per questo laccordo tra Regione Lombardia e Universit degli Studi Milano Bicocca, che porta per la prima volta luniversit in carcere, certamente un qualcosa che andr tenuto d'occhio. | Giulia Cimpanelli, La Nuvola del Lavoro, 31 marzo 2014
 
"Noi il lavoro lo abbiamo trovato a casa"
Che lo si chiami lavoro agile o smart working, fare della casa il proprio ufficio una scelta sempre pi comune. Succede tra i giovani creativi come grafici, video maker e illustratori, ma anche fra gli start upper e i piccoli imprenditori. Il nostro Paese, stando ai dati dellosservatorio della Scuola di Management del Politecnico di Milano, uno dei fanalini di coda a livello europeo per il cosiddetto telelavoro nel 2013 (venticinquesimo su ventisette), ma nellultimo anno si registrato un primo cambio di tendenza, con la percentuale del lavoro a distanza aumentata dell'8% rispetto al 2012. | Caterina Clerici e Manuela Messina, La Stampa, 19 marzo 2014
 
Tre ostacoli in una giungla
Con i provvedimenti varati il 12 marzo dal Consiglio dei ministri ha preso finalmente forma il famoso Jobs Act, quel piano per i posti di lavoro che Matteo Renzi si era impegnato a elaborare subito dopo la nomina a segretario del Pd. Meno restrizioni e regole pi snelle per le assunzioni, sostegni pi efficaci per i disoccupati, incentivi e servizi per le madri che lavorano: queste le linee direttive dei nuovi provvedimenti, chiaramente ispirate al modello della flexicurity da anni raccomandato dallUnione europea. Tuttavia, almeno tre ostacoli si frappongono al raggiungimento degli obiettivi del Jobs Act : dettagli, tempi e costi.
 
Giovani e lavoro: come favorire loccupazione nelle zone emarginate
Creare occupazione per i giovani uno dei grandi obiettivi di questo periodo, e guardare cosa stanno facendo gli altri Paesi pu offrire spunti interessanti. Abbiamo recentemente parlato del piano di Obama per contrastare la disoccupazione di lungo periodo, ci spostiamo adesso in Francia, dove il governo ha istituito, due anni fa, gli Emplois Francs un interessante progetto per creare occupazione per i giovani residenti nelle zone economicamente e socialmente pi emarginate.
 
Offrire lavoro in chiesa
Il lavoro? Si trova in chiesa. E' invece la bella e singolare iniziativa di unassociazione dal nome Progetto disoccupati Roma che riunisce 50 persone, al momento senza lavoro, che vivono nella capitale. Dopo avere visto che lasciando volantini nelle cassette delle lettere o distribuendoli di fronte ai supermercati si otteneva bene poco, l'associazione ha scelto di percorrere una strada diversa: andando a proporsi allinterno delle chiese. In accordo con i parrocci di alcune parrocche il sabato e domenica i membri dell'associazione si recano in visita in una o pi chiese, prendono la parola subito dopo la comunione e gli avvisi e raccontano cosa sanno fare e cosa possono offrire dal punto di vista professionale. | Crisitina Maccarone, La Nuvola del Lavoro, 10 marzo 2014
 
Il part time rafforza le differenze tra uomini e donne. Il paradosso dell'Olanda
Nel 2000 il governo olandese incentiv il part-time lungo sia per le donne che, almeno sulla carta, per gli uomini. Ma nonostante gli uomini olandesi siano oggi tra i pi disponibili alla cura, unattenta lettura dei dati spinge a ipotizzare che quella riforma non sia riuscita nel suo intento. Nel lavoro retribuito infatti lo squilibrio tra uomo e donna ancora enorme: 114 minuti a favore dei maschi portano lOlanda al diciannovesimo posto nella performance. Che cosa ci dicono questi numeri? Che il lavoro part-time resta ancora una prerogativa quasi esclusivamente femminile e che la conciliazione vita-lavoro , in sostanza, un affare per donne. | Camilla Gaiaschi, La Ventisettesima Ora, 10 marzo 2014
 
Il part time rafforza le differenze tra uomini e donne: il paradosso olandese
Italiani ottimi per genitorialit condivisa ma molto indietro per quel che riguarda la condivisione dell'attivit domestica, dove invece si rivelano particolarmente virtuosi australiani e sloveni. E' uno degli aspetti che emerge dai dati Ocse sull'utilizzo del tempo di maschi e femmine tra casa e lavoro. Al di l di alcune conclusioni scontate non mancano le sorprese, come la "part time economy dei Paesi Bassi, che invece di colmare il gap tra uomini donne ha progressivamente rafforzato i ruoli tradizionali.
 
Una semplificazione al giorno leva la burocrazia di torno
Matteo Renzi ha promesso di battersi come un leone sul fronte delle semplificazioni e un segnale arrivato gi ieri dal neo-ministro dellAmbiente Galletti, che ha annunciato labolizione degli obblighi Sistri per le aziende fino a 10 dipendenti. Forse il governo dovrebbe adottare proprio la strategia di una semplificazione al giorno, darebbe un segnale concreto di voler smantellare lintermediazione burocratica e migliorare la vita dei cittadini. Perch quindi, per limitarsi a un solo esempio, non abolire a colpi di cacciavite le 12 stazioni della Via Crucis dellapprendistato? | Dario Di Vico, Corriere della Sera, 4 marzo 2014
 
Sul lavoro non serve promettere la luna
Ora che Matteo Renzi siede nella stanza dei bottoni, il tempo degli annunci a effetto e dei richiami a Obama definitivamente scaduto. Cosa c' nel famoso Jobs Act? Che cosa si propone di fare il nuovo governo in tema di lavoro? A questo punto l'opinione pubblica ha il diritto di sapere: di leggere e valutare proposte concrete, con tanto di costi, tempi, obiettivi misurabili. Nell'impaziente attesa, opportuno fermare qualche paletto sulle cose minime da fare.
 
Start up, lavoro e welfare: quanto costa un mal di schiena?
Un mal di schiena pu costare moltissimo ad aziende e lavoratori. A sentire lINAIL sono circa 30 milioni le ore di lavoro perse ogni anno per un disturbo ritenuto erroneamente semplice, banale, comune eppure, difficilmente risolvibile. Cos Stefano Scattini, ingegnere della sicurezza, e Alessandro Nespoli, osteopata esperto di biomeccanica, sono partiti da queste evidenze per mettere a punto la start up BMRA (Body Mechanical Risk Assessment) che mira a prevenire questo genere di disturbo e tutelare il benessere dei lavoratori. | Silvia Pagliuca, La Nuvola del Lavoro, 3 marzo 2013
 
Metti un coworking in piena Chinatown
LImpact Hub di via Paolo Sarpi 8 stato il primo a spuntare in Italia, sulla scia, come sempre accade, dellesperimento londinese del 2005. Da allora, i punti di coworking targati Hub sono diventati sessanta, di cui sette in Italia, per un totale di settemila membri, cosiddetti hubbers, appunto, in trecento solo a Milano. Arrivano in questo grande capanno della condivisione in cerca di internazionalit e racconti di esperienze diverse che servano da pungolo e ispirazione. Eppure, nonostante la posizione strategica dellHub, qui si vedono tutti meno che i cinesi. | Silvia Pagliuca, La Nuvola del Lavoro, 28 febbraio 2014
 
I centri per limpiego e le agenzie private, quante ipocrisie!
Ormai sfiorano la cifra di 1,8 milioni e in un anno sono cresciuti dell11,6%. Sono i disoccupati del girone degli scoraggiati, coloro che hanno persino rinunciato a cercare un lavoro perch pensano di essere totalmente fuori gioco o perch non trovano sponde. E pi che evidente che a costoro un segnale va dato (in tempi brevi) e non si pu non cominciare dai centri per limpiego. Il precedente governo ha realizzato un censimento dettagliato della loro forma organizzativa, delle risorse umane di cui sono dotati e della loro clientela abituale. Adesso si tratta di decidere. | Dario Di Vico, La Nuvola del Lavoro, 1 marzo 2014
 
Che cosa non va nello Youth Guarantee
Nicol Boggian, Nuvola del Lavoro, 25 febbraio 2014
 

 
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