Youth Guarantee: stage per tutti in arrivo
Il piano italiano di attuazione del progetto europeo Youth Guarantee sta per essere inviato a Bruxelles. Governo e Regioni stanno approntando gli ultimi ritocchi e per i primi mesi del 2014, si parla di gennaio o febbraio, saranno utilizzabili i fondi europei per assicurare ai giovani che non vanno a scuola e non hanno un impiego (i cosiddetti Neet), un contratto di lavoro oppure uno stage, o in alternativa un progetto di servizio civile o un programma di formazione.
 
Una legge per lavoro e famiglia
È ora di cambiare, i tempi sono maturi per lo smartwork . Una proposta di legge bipartisan sarà depositata in Parlamento a metà gennaio. L’idea è ambiziosa. Gli obiettivi da raggiungere in un colpo solo sarebbero due: più facilità nel conciliare famiglia e lavoro da una parte, e nello stesso tempo migliori risultati per le aziende. | Rita Querzè, Corriere della Sera, 13 dicembre 2013
 
Rapporto Censis: chi sta salvando l’Italia sono le donne
Anche il Censis sceglie di scommettere sulle donne. Il 47simo rapporto sulla situazione sociale del Paese parla esplicitamente di loro “come nuovo ceto borghese produttivo”. Dopo cinque anni di pesante crisi non solo il protagonismo femminile non è stato asfaltato ma addirittura si propone in chiave di rifondazione dal basso della classe dirigente.
 
Lavoro “agile”: di cosa parliamo?
Il Comune di Milano ha istituito la giornata del “lavoro agile”, un’iniziativa finalizzata a verificare l’impatto dell’introduzione di modelli organizzativi flessibili su lavoratori, imprese e ambiente. Ma che cos’è il lavoro agile? Vi presentiamo questa innovativa tipologia che presenta molteplici benefìci – dal work-life balance per il dipendente, a una maggiore produttività per l’impresa -ma che in Italia fatica a decollare.
 
Ocse: i precari di oggi rischiano di essere i poveri di domani
L’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, nel rapporto "Pensions at a Glance 2013" presentato quest'oggi a Parigi dipinge l’Italia come un Paese in cui i salari sono inferiori alla media e in cui, nonostante le riforme, resta relativamente bassa l’età effettiva nella quale uomini e donne lasciano il mercato del lavoro. Ma sono i giovani di oggi quelli a rischiare di più. Chi entra oggi nel mercato del lavoro, avverte l’Ocse, dovrà aspettarsi una pensione più bassa rispetto agli standard attuali, con un autentico rischio povertà per i precari.
 
I lavori (a caro prezzo) trovati dallo Stato
Per mantenere i Centri per l'impiego ogni anno l'Italia spende 464 milioni di euro, 3/4 dei quali sono usati per pagare gli stipendi ai 9.865 dipendenti che vi lavorano. E se è vero che investiamo in questo ambito molto meno di tutti gli altri grandi Paesi UE (lo 0.03% del Pil, 1/10 di Regno Unito e Germania, 1/8 della Francia, 1/3 della Spagna) c'è da dire che a fronte dei risultati raggiunti, forse, spendiamo perfino troppo. Ecco perché occorre pensare a una riforma del sistema del lavoro che coinvolga anche questi strumenti, in modo che possano perseguire seriamente lo scopo per il quale sono stati pensati e costituti. | Sergio Rizzo, Corriere della Sera, 23 novembre 2013
 
L'UE vara il piano giovani, e intanto a Verona...
Veronafiere e Regione Veneto, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dal 21 al 23 novembre 2013 alla Fiera di Verona organizzano Job&Orienta. Due le aree tematiche proposte: una sull’istruzione in tutti i suoi aspetti (presente anche il Ministero dell’Istruzione con esperienze eccellenti), e l’altra su università, formazione e lavoro.
 
Dai leader UE nuovi impegni per avviare la Youth Guarantee
Il 12 novembre si è svolto a Parigi il secondo summit dei leader europei sulla disoccupazione giovanile. Dal vertice sono arrivate rassicurazioni circa l'impegno dei diversi Paesi membri e dell'Unione per contrastare un fenomeno che, seppur con intensità diverse, sta ormai attraversando tutta Europa. Al termine della conferenza è stata inoltre annunciato che il prossimo appuntamento in cui si discuterà di disoccupazione giovanile si svolgerà a Roma nella prima metà del 2014.
 
Tra due mesi parte la Youth Guarantee
Nel 2011, a fronte di 20 miliardi di euro spesi per assegni di disoccupazione e prepensionamenti, abbiamo investito appena 4,7 miliardi di euro per la formazione, per gli incentivi all’assunzione, alla stabilizzazione o all’autoimpiego, e altri 500 milioni circa per orientamento e consulenze. Un abisso. Dal 2014 un aiuto importante per colmare questo gap verrà dall’Europa sotto forma di Youth guarantee, un pacchetto di iniziative per favorire l’occupazione dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni. Saranno messi a disposizione del nostro Paese all'incirca 1,4 miliardi in due anni. Tuttavia il problema non è solo finanziario, ma è anche e soprattutto organizzativo. Ne parla Tonia Mastrobuoni sulla Stampa. | Tonia Mastrobuoni, La Stampa, 29 ottobre 2013
 
La legge Biagi è rimasta a metà
La cosiddetta legge Biagi, approvata dal Parlamento esattamente dieci anni fa, ha segnato un punto di svolta decisivo per il mercato del lavoro italiano. L’introduzione di nuove forme contrattuali ha aperto le porte delle imprese a un’intera generazione di giovani, che assai difficilmente avrebbero trovato un posto fisso. Molti dei neo assunti sono tuttavia finiti nella trappola delle «porte girevoli»: rapide entrate e altrettanto rapide uscite. Invece di diventare più dinamico e omogeneo, il mercato del lavoro italiano si è «dualizzato », a tutto svantaggio delle fasce economicamente più vulnerabili.
 
Nel carcere di Bollate si producono giochi per bambini
In questi giorni, a seguito del messaggio inviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, si è molto parlato di amnistia e indulto, ma anche di misure accessorie, come il lavoro all'interno dei penitenziari, che possano permettere una reale rieducazione dei carcerati e abbattere il livello di recidiva. È questa la scommessa del carcere di Bollate, uno dei più innovativi nel panorama italiano, dove i detenuti-artigiani del laboratorio di falegnameria iniziano proprio in queste settimane a produrre i giocattoli e gli elementi di arredo per l'infanzia, sotto il marchio "Vivawood" | Pierangelo Soldavini, Il Sole 24 Ore, 15 ottobre 2013
 
Scuola: nel paese degli inoccupabili resistono le "fabbriche degli occupati"
Rosanna Santanocito sul Sole 24 Ore racconta l'esperienza dell'Istituto di Istruzione Superiore Statale De Nicola di Piove di Sacco, alle porte di Padova. Grazie all'attivismo di parte del corpo docente e all'impostazione "illuminata" della dirigente scolastica, la scuola ha lanciato un ponte verso realtà del mondo del'economia locale - come la Camera di Commercio e Foréma, l'ente di formazione di Confindustria Padova e la Banca di Credito Cooperativo - permettendo agli studenti di non stare tutto il giorno fermi e zitti sui banchi.
 
Gli italiani bocciati dall'Ocse: non sanno contare né parlare
L’Ocse pone l’Italia agli ultimi posti al mondo per le competenze fondamentali necessarie a muoversi nel mondo del lavoro e della vita sociale. Tra i 24 Paesi più industrializzati siamo ultimi in classifica per competenze alfabetiche (lettura e comunicazione), e non va molto meglio se si guarda alla capacità di far di conto, con il penultimo piazzamento. Gli italiani, in una scala che va da zero a 500, nelle abilità alfabetiche, fondamentali per vivere e lavorare, riescono a raggiungere un punteggio pari solo a 250, contro una media Ocse di 273.
 
Il ministero in soccorso dei giovani senza lavoro (con gli stage)
Sei mesi di stage in azienda per riaccendere le speranze dei Neet, ossia i giovani che non hanno un lavoro, né continuano un qualche percorso formativo: hanno semplicemente smesso di provarci, non ci credono più. Il Progetto AMVA – Giovani Laureati Neet, curato da Italia Lavoro e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, offre a 3.000 di questi giovani un percorso di tirocinio retribuito di durata semestrale. L’obiettivo è di riavvicinarli al mercato del lavoro, in attesa che l’economia ritorni a partire e a offrire nuove opportunità, e supportarli nella ricerca attiva di un’occupazione. | Raffaella Giuri, La Nuvola del Lavoro, 1 ottobre 2013
 
Cnel: in 4 anni un milione di disoccupati in più
Tra il 2008 e il 2012 i disoccupati ufficiali sono aumentati di oltre un milione di unità ma «l’area della difficoltà occupazionale» registra un aumento di circa 2 milioni di persone. E' quello che emerge nel Rapporto del Cnel sul mercato del lavoro, che viene presentato oggi a Roma. La sovrapposizione di un forte rialzo dell’offerta di lavoro accompagnato da una contrazione del numero di occupati, spiega il Cnel, ha determinato un incremento significativo della disoccupazione che ha ormai superato il 12%.
 
Germania, anni '10: la faccia (oscura) del lavoro
Circa 7,3 milioni di tedeschi, il 22% della popolazione attiva, percepisce uno stipendio inferiore ai due terzi del reddito medio nazionale, cioè sotto i 9,54 euro lordi l’ora. In Europa una quantità più alta di redditi minimi si registra solo in Lettonia, Lituania, Romania, Polonia. È il lato meno visibile del modello tedesco, raccontato attraverso 6 reportage da Gunther Wallraff in "Germania anni dieci: faccia a faccia con il mondo del lavoro". | Antonio Sgobba, La Nuvola del Lavoro, 28 settembre 2013
 
Perché in Italia non funziona l'apprendistato
Elena Ugolini, già sottosegretario alla Pubblica Istruzione del governo Monti, su La Nuvola del Lavoro spiega perchè in Italia non funziona l'apprendistato. Col d.lg. 76/2013, convertito in legge lo scorso agosto, c’ è stato un tentativo di snellimento delle procedure, ma occorre ancora capire quali saranno gli effetti di norme che vanno sovraponendosi con poca chiarezza. Inoltre, mentre in Germania il costo di un apprendista non supera il 40% di quello di un contratto ordinario, in Italia si arriva all’ 80%. | Elena Ugolini, La Nuvola del Lavoro, 23 settembre 2013
 
L'apprendistato? Corsa a ostacoli: ecco i 12 blocchi anti-giovani
Perché in Italia il contratto di apprendistato non funziona e in altri Paesi, come la Germania, è la via principale per l’ingresso di 1,5 milioni di giovani nel mondo del lavoro? Secondo una della organizzazioni la Cna il motivo è semplice: troppi adempimenti burocratici scoraggiano gli imprenditori che devono spendere 3.500 euro in più l’anno per far fronte all’eccesso di regole.
 
Perchè i tedeschi lavorano meno e producono di più?
In Germania le ore lavorate per addetto sono in media 1.413 all’anno, molto meno che in Grecia (2.032), Italia (1.750), Portogallo (1.711) e Spagna (1.690). Il prodotto per ora lavorata è tuttavia molto più alto che nei quattro Pigs, uno dei più alti dell’area Ocse. La Grande Recessione ha colpito anche la Germania, ma la ripresa è già cominciata e la disoccupazione è al 5%. Qual è il segreto di questo invidiabile successo?
 
Formazione professionale, quali opportunità?
Segnaliamo tre articoli sulla formazione professionale usciti oggi su alcuni quotidiani. Sul Sole 24 Ore Enzo De Fusco fa il punto sulla gestione della formazione degli apprendisti in azienda, mentre su Il Sussidiario Maurzo Zuccari e Paolo Ravazzano analizzano problematiche e sfide cui dovrà far fronte il nostro sistema scolastico.
 

 
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