Italia Lavoro, dai white jobs 2.5 milioni di occupati
Sono 2,5 milioni gli occupati, in Italia, nei cosiddetti white jobs, ovvero lavori nei servizi sanitari, sociali e di cura volti a garantire la salute e il benessere delle persone. Un settore che, nel 2020, potrebbe arrivare a circa 3 milioni di persone e che attualmente produce circa 98 miliardi di valore aggiunto, pari al 7% del prodotto complessivo del Paese. E' quanto emerge dal Rapporto di Italia Lavoro sui White Jobs, presentato oggi a Roma. | Adnkronos, 19 novembre 2014
 
La missione incompiuta di Matteo Renzi sul Jobs Act
I critici del Jobs Act chiedono che il governo stanzi pi risorse con la legge di stabilit per sostenere il lavoro. La richiesta sensata, ma nessuno sembra preoccuparsi delle questioni progettuali e organizzative, che sono forse pi importanti. Nella tradizione italiana, riformare ha spesso significato solo cambiare le norme e, quasi sempre, spendere pi soldi. Ma senza un disegno coerente, incentivi efficienti, capacit organizzative e di attuazione difficilmente si andr da qualche parte.
 
Poletti: Sono solo scioperi politici. Il Jobs Act per me non si cambia
Su La Stampa Alessandro Barbera intervista il Ministro del Lavoro e del Welfare Giuliano Poletti, affrontando in particolare il tema del Jobs Act e le relative tensioni emerse nelle ultime settimane. | Alessandro Barbera, La Stampa, 4 novembre 2014
 
Dire addio al posto fisso non basta. La flessibilità allepoca di LinkedIn
Ritornare agli anni del boom, a unorganizzazione industriale centrata sulla figura del capofamiglia maschio che assicurava il reddito a tutta la famiglia, rimaneva nella stessa fabbrica fino alla pensione e maturava il diritto a entrare nel circolo anziani dellazienda, equivale a sfogliare un vecchio album di famiglia. In questo contesto occorre predisporsi a considerare il lavoro come qualcosa che muta con una velocit incredibile e, di conseguenza, chi si pone il compito di tutelarlo deve tenersi costantemente aggiornato.
 
Aumentare la capacità dintermediazione dei servizi pubblici per limpiego
In Italia la capacit dei centri per limpiego pubblici di trovare lavoro ai disoccupati insignificante: gli occupati che hanno trovato lavoro attraverso i Cpi rappresentano il 2,6% della platea dei disoccupati registrati. Quali sono le cause di una tale situazione? Quali riforme potrebbero aumentare in modo significativo la capacit dei servizi pubblici dintermediare la domanda e lofferta di lavoro e ridurre i tempi di collocamento dei beneficiari dei sussidi di disoccupazione?
 
Superare il diversity management
Uno sguardo critico al diversity management. E la proposta di Maria Cristina Bombelli e Alessandra Lazazzara in un articolo pubblicato nellultimo numero della rivista Sociologia del lavoro (Franco Angeli) dal titolo Superare il Diversity Management. Come alcune terapie rischiano di peggiorare le malattie organizzative. Larticolo interessante non solo dal punto di vista del contenuto - nella misura in cui contribuisce alla conoscenza del diversity e pi in particolare dei rischi in cui si pu incorrere nella sua applicazione - ma anche dal punto di vista del metodo: finora, i contributi scientifici pubblicati in Italia in materia di diversity si sono limitati per lo pi a passare in rassegna le best practice aziendali senza valutarne lefficacia o verificarne limplementazione.
 
La rivincita dei mestieri, frutto felice della crisi
Con la crisi sono nate molte iniziative volte a insegnare ai giovani vecchi e nuovi mestieri. Uno di queste la Piazza dei Mestieri di Torino, una Fondazione che offre formazione e percorsi di inserimento nel lavoro, soprattutto ad adolescenti. Nelle aule della Fondazione negli ultimi 10 anni sono passati pi o meno 3.000 ragazzi e ragazze (per la met provenienti da famiglie disagiate). Dopo il corso, l85% ha ottenuto un inserimento lavorativo immediato.
 
Il semaforo ideologico
Il Senato ha approvato in Commissione il disegno di legge delega noto come Jobs act. Se il dibattito si scatenato quasi esclusivamente sull'articolo 18, per chi interessato alle buone riforme invece la domanda da porre molto semplice: il Jobs act affronta in modo serio i problemi concreti delleconomia e della societ italiana di oggi? E fornisce risposte promettenti?
 
Un fondo UE contro la disoccupazione giovanile
Negli ultimi mesi Peter Hartz, lex dirigente della Volkswagen che ispir le riforme del mercato del lavoro tedesche adottate fra il 2003 e il 2005, ha espresso valutazioni critiche circa il miracolo occupazionale della Germania e si detto addirittura indignato di come lUnione europea (non) stia reagendo al dramma della disoccupazione giovanile. Ora Hartz sta avanzando una proposta molto interessante per affrontare il problema: listituzione di una sorta di servizio comune per limpiego, volto a promuovere la mobilit transfrontaliera dei giovani.
 
Minori indennità, più certezza di giudizio: sì al Jobs act alla tedesca
Michele Salvati e Marco Leonardi riflettono sulle prospettive del Jobs Act, che dovrebbe iniziare il suo iter alla Commissione Lavoro del Senato proprio in questi giorni. Al centro del dibattitto mediatico c', come sempre, l'articolo 18 che, tuttavia, risulta essere in linea con il modello tedesco a cui vorrebbe ispirarsi la riforma. Dove quindi ha pi senso agire per ridare ossigeno al nostro mondo del lavoro? | Michele Salvati e Marco Leonardi, Corriere della Sera, 7 settembre 2014
 
Modello spagnolo o modello tedesco: qual è il migliore?
Realizzata la prima parte con il decreto Poletti, ora il resto del Jobs Act in discussione in Commissione al Senato. Cosa conterr il pacchetto? Nella sua intervista al Sole 24 Ore, Renzi ha detto che sul lavoro il modello di riferimento sar quello tedesco e non quello spagnolo. Linkiesta ha cercato di capire meglio le peculiarit dei due sistemi, le potenzialit e i punti di deboli. | Linkiesta, 3 settembre 2014
 
Minijob e servizi allimpiego, il modello tedesco
La riforma del mercato del lavoro deve ispirarsi al modello tedesco. Cos ha detto il 1 settembre Matteo Renzi, allineandosi a molte autorevoli voci italiane ed europee. Per i non addetti ai lavori sorgono spontanee due domande: perch dobbiamo imitare proprio la Germania? E in che cosa, esattamente? Maurizio Ferrera analizza luci e ombre delle cosiddette riforme Hartz, che a partire dal 2003 hanno cambiato il volto del sistema del lavoro tedesco.
 
Aumentare loccupazione femminile non basta. Bisogna migliorarne le condizioni
I numeri sono noti: se il paese riuscisse a centrare gli obiettivi di Lisbona con unoccupazione femminile al 60%, il Pil aumenterebbe di 7 punti percentuali. Se ci certamente corretto, resta per necessario interrogarsi sulla qualit di quelloccupazione femminile che si vuole aumentare. Non basta creare lavoro dunque ma occorre offrire pari opportunit nella scelta dei percorsi lavorativi e uguaglianza nella retribuzione tra uomini e donne, nonch un costante impegno sul fronte culturale nella decostruzione dei ruoli tradizionali di genere.
 
Le buone regole per favorire le assunzioni
Si fa sempre pi acceso il dibattito sulla riforma del lavoro, in particolare sullarticolo 18. In attesa di valutazioni circostanziate della riforma Fornero, il governo pu per fare molte altre cose in tema di relazioni contrattuali, in primis la semplificazione del codice del lavoro e la sperimentazione di nuove forme di assunzione a tempo indeterminato ispirate alle pratiche virtuose di altri Paesi e rispettose delle norme protettive previste dalla Ue.
 
La riforma del lavoro: tra rinvii e distrazioni
LItalia sta chiedendo pi flessibilit allEuropa sulle regole di bilancio e in cambio promette incisive riforme economiche. La partita delicata, ma non potr iniziare sul serio se il governo Renzi non d prima qualche segnale immediato. Il fronte su cui, giustamente, vi sono le maggiori aspettative il mercato del lavoro, che funziona malissimo e ostacola la crescita. Il Jobs Act stato presentato come un provvedimento capace di aggredire i problemi strutturali del nostro sistema occupazionale, inclusa la rigidit in uscita, ma Matteo Renzi riuscir a superare le resistenze del sindacato e di una parte del Pd?
 
Dall'Europa un nuovo fondo per il lavoro
LUnione Europea ha predisposto la creazione con un budget proposto di 815 milioni di euro per gli anni 2014-2020 dellEaSI, il programma europeo per loccupazione e linnovazione sociale, che dovrebbe iniziare a operare nel gennaio 2014. Laccordo politico raggiunto dalle istituzioni europee per lo stanziamento del nuovo fondo EaSI costituisce un importante passo avanti nellimplementazione delle misure necessarie per il raggiungimento dei target di Europa 2020 in tutti gli Stati membri.
 
Se anche il Papa sostiene il secondo welfare
Il 5 luglio a Campobasso, presso lAula Magna dellUniversit del Molise, Papa Francesco ha incontrato numerosi esponenti del mondo del lavoro e dellindustria locale. Il Pontefice, dopo aver ascoltato le testimonianze di alcuni studenti e lavoratori locali, ha voluto indicare due elementi che potrebbero aiutare il nostro Paese ad uscire dalla crisi-che-non-passa: pi conciliazione famiglia-lavoro e lo sviluppo di progetti occupazionali che coinvolgano le diverse anime delle comunit locali. Anche il Pontefice guarda al secondo welfare come via privilegiata per affrontare il problemi sociali del presente?
 
Donne e lavoro: se la crisi rende schiave del part time
Pur di tenersi il lavoro, dallinizio della crisi a oggi, le italiane si sono adattate a qualunque tipo di flessibilit. Avete presente il tanto agognato part time? Bene, oggi le donne sono diventate schiave del tempo parziale. In moltissimi casi non pi una scelta ma un obbligo. Perch la vera ambizione sarebbe lavorare a tempo pieno, se non altro per far quadrare meglio i conti della famiglia.| Rita Querz, La 27esima Ora, 7 luglio 2014
 
Una politica per welfare e occupazione, la Carta va cambiata
Cambiare. Il titolo V della Costituzione. Anche per ci che concerne il lavoro. E' questa la parola d'ordine dellottavo Congresso Nazionale dei Consulenti del Lavoro di Fiuggi, durante il quale verr presentata la proposta di riforma dellart. 117 della Costituzione. Secondo la Categoria, infatti, urgente e doverosa una revisione del titolo V che dopo la riforma del 2001 ha creato numerosi problemi. Solo cos sar possibile restituire efficienza allo Stato e garantire costi minimi ai cittadini. | Isidoro Trovato, Corriere della Sera, 25 giugno 2014
 
Studio e lavoro: le opportunità offerte dalla UE
LUnione Europea sta assumendo uninfluenza crescente anche sui settori delleducazione e del lavoro. I diritti sanciti dallordinamento europeo, a partire dalla libera circolazione delle persone, e i numerosi strumenti predisposti per favorirne la mobilit offrono infatti opportunit crescenti anche per i cittadini Italiani. Si tratta di politiche in grado di generare effetti positivi, come quello di mitigare limpatto della crisi economica - soprattutto per le nuove generazioni -, ma che, tuttavia, non sono esenti da rischi - in primis quello di drenare capitale umano verso gli Stati pi attrattivi riproponendo anche in questambito il dilemma della scelta tra chiusure nazionaliste e una pi profonda integrazione.
 

 
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