#Diamociunamano: da febbraio i cassintegrati possono fare i volontari
Cinque milioni di giornate di volontariato in due anni. Da febbraio chi in cassa integrazione o usufruisce di una misura di sostegno al reddito potr decidere di fare il volontario per aiutare cittadini e compaesani. Una sorta di servizio civile senza et per chi ha perso il lavoro o non riesce a trovarlo, e lassicurazione la paga lo Stato. Le competenze acquisite verranno certificate e potranno cos essere sfruttate per cercare un altro lavoro. | Lidia Baratta, Linkiesta, 2 febbraio 2015
 
Ue: quali programmi su lavoro e politiche sociali?
Lo scorso novembre si ufficialmente insediata la nuova Commissione Europea. Quali sono i programmi che la commissione di Juncker ha in serbo per i prossimi 5 anni in materia di occupazione e affari sociali? Quali obiettivi si prefissata e quali strumenti si intendono impiegare per il loro perseguimento?
 
Carcere, coop fuori dalle mense. Il terzo settore sostiene il lavoro dei detenuti
Da pochi giorni il servizio mensa di molte carceri di nuovo in gestione allamministrazione penitenziaria dopo una sperimentazione di successo durata oltre un decennio. Ora le cooperative saranno costrette a licenziare, a meno che non si possa raggiungere un accordo con Santi Consolo, nuovo capo dipartimento dellamministrazione penitenziaria (Dap), che ha convocato le coop in un incontro che si terr il prossimo 21 gennaio. | Eugenio Terrani, Corriere Sociale, 17 gennaio 2015
 
Via il lavoro dal carcere? Un errore che aumenterà la recidiva
La riconciliazione tra chi ha commesso un crimine e la societ il terreno su cui occorre costruire, mettendo da parte obiezioni che nascono da una gestione meramente burocratica delle carceri. Lo dice al Sussidiario Luciano Violante, ex presidente della Camera dei deputati ed ex presidente della Commissione Nazionale Antimafia, a proposito del recente caso relativo al lavoro nelle carceri.
 
Nuovi contratti e protezione universale: ecco i lati buoni del Jobs act
In meno di un anno, il Jobs act passato dal libro dei desideri alla Gazzetta Ufficiale. Il cammino stato difficile e turbolento: aver tagliato il traguardo un indubbio segnale positivo. Verso lEuropa, i mercati finanziari e gli investitori stranieri. Ma soprattutto verso linterno. Il nostro mercato del lavoro pu ora diventare pi efficiente e pi equo. Come tutti i grandi cambiamenti, il Jobs act ha suscitato incertezza e qualche timore nellopinione pubblica e dure critiche da parte sindacale. perci utile richiamare alcuni elementi di fatto di questa riforma e interrogarsi sui suoi probabili effetti.
 
Ammortizzatori sociali generosi e un mercato del lavoro forte possono coesistere
Welfare benefits generosi e tasse alte incidono negativamente sui livelli di occupazione: un presupposto che trova applicazione, almeno in parte, nelle riforme avviate in diversi paesi europei, tra cui lItalia. Allo stesso tempo per negli Usa si discute del contrario, cio di come un sistema pi generoso di ammortizzatori (in particolare sul piano delle politiche familiari), potrebbe invece favorire loccupazione. Alcuni dei pi alti tassi di occupazione a livello globale si trovano infatti in Paesi con le imposte pi alte e i modelli di welfare pi generosi nello specifico i paesi scandinavi -, mentre al contrario Paesi come gli Stati Uniti, con imposte inferiori e reti di welfare circoscritte, attualmente presentano tassi di occupazione relativamente inferiori. Un risultato che con le dovute contestualizzazioni, evitando semplicismi mostrerebbe una correlazione positiva tra gli investimenti in welfare e la percentuale di occupati e induce a pensare a nuove combinazioni tra imposte e spesa pubblica diretta come leva per loccupazione. Questo perch quando lobiettivo aumentare loccupazione, ci che conta in materia di welfare soprattutto come si spende, pi che quanto si spende.
 
Italia Lavoro, dai white jobs 2.5 milioni di occupati
Sono 2,5 milioni gli occupati, in Italia, nei cosiddetti white jobs, ovvero lavori nei servizi sanitari, sociali e di cura volti a garantire la salute e il benessere delle persone. Un settore che, nel 2020, potrebbe arrivare a circa 3 milioni di persone e che attualmente produce circa 98 miliardi di valore aggiunto, pari al 7% del prodotto complessivo del Paese. E' quanto emerge dal Rapporto di Italia Lavoro sui White Jobs, presentato oggi a Roma. | Adnkronos, 19 novembre 2014
 
La missione incompiuta di Matteo Renzi sul Jobs Act
I critici del Jobs Act chiedono che il governo stanzi pi risorse con la legge di stabilit per sostenere il lavoro. La richiesta sensata, ma nessuno sembra preoccuparsi delle questioni progettuali e organizzative, che sono forse pi importanti. Nella tradizione italiana, riformare ha spesso significato solo cambiare le norme e, quasi sempre, spendere pi soldi. Ma senza un disegno coerente, incentivi efficienti, capacit organizzative e di attuazione difficilmente si andr da qualche parte.
 
Poletti: Sono solo scioperi politici. Il Jobs Act per me non si cambia
Su La Stampa Alessandro Barbera intervista il Ministro del Lavoro e del Welfare Giuliano Poletti, affrontando in particolare il tema del Jobs Act e le relative tensioni emerse nelle ultime settimane. | Alessandro Barbera, La Stampa, 4 novembre 2014
 
Dire addio al posto fisso non basta. La flessibilità allepoca di LinkedIn
Ritornare agli anni del boom, a unorganizzazione industriale centrata sulla figura del capofamiglia maschio che assicurava il reddito a tutta la famiglia, rimaneva nella stessa fabbrica fino alla pensione e maturava il diritto a entrare nel circolo anziani dellazienda, equivale a sfogliare un vecchio album di famiglia. In questo contesto occorre predisporsi a considerare il lavoro come qualcosa che muta con una velocit incredibile e, di conseguenza, chi si pone il compito di tutelarlo deve tenersi costantemente aggiornato.
 
Aumentare la capacità dintermediazione dei servizi pubblici per limpiego
In Italia la capacit dei centri per limpiego pubblici di trovare lavoro ai disoccupati insignificante: gli occupati che hanno trovato lavoro attraverso i Cpi rappresentano il 2,6% della platea dei disoccupati registrati. Quali sono le cause di una tale situazione? Quali riforme potrebbero aumentare in modo significativo la capacit dei servizi pubblici dintermediare la domanda e lofferta di lavoro e ridurre i tempi di collocamento dei beneficiari dei sussidi di disoccupazione?
 
Superare il diversity management
Uno sguardo critico al diversity management. E la proposta di Maria Cristina Bombelli e Alessandra Lazazzara in un articolo pubblicato nellultimo numero della rivista Sociologia del lavoro (Franco Angeli) dal titolo Superare il Diversity Management. Come alcune terapie rischiano di peggiorare le malattie organizzative. Larticolo interessante non solo dal punto di vista del contenuto - nella misura in cui contribuisce alla conoscenza del diversity e pi in particolare dei rischi in cui si pu incorrere nella sua applicazione - ma anche dal punto di vista del metodo: finora, i contributi scientifici pubblicati in Italia in materia di diversity si sono limitati per lo pi a passare in rassegna le best practice aziendali senza valutarne lefficacia o verificarne limplementazione.
 
La rivincita dei mestieri, frutto felice della crisi
Con la crisi sono nate molte iniziative volte a insegnare ai giovani vecchi e nuovi mestieri. Uno di queste la Piazza dei Mestieri di Torino, una Fondazione che offre formazione e percorsi di inserimento nel lavoro, soprattutto ad adolescenti. Nelle aule della Fondazione negli ultimi 10 anni sono passati pi o meno 3.000 ragazzi e ragazze (per la met provenienti da famiglie disagiate). Dopo il corso, l85% ha ottenuto un inserimento lavorativo immediato.
 
Il semaforo ideologico
Il Senato ha approvato in Commissione il disegno di legge delega noto come Jobs act. Se il dibattito si scatenato quasi esclusivamente sull'articolo 18, per chi interessato alle buone riforme invece la domanda da porre molto semplice: il Jobs act affronta in modo serio i problemi concreti delleconomia e della societ italiana di oggi? E fornisce risposte promettenti?
 
Un fondo UE contro la disoccupazione giovanile
Negli ultimi mesi Peter Hartz, lex dirigente della Volkswagen che ispir le riforme del mercato del lavoro tedesche adottate fra il 2003 e il 2005, ha espresso valutazioni critiche circa il miracolo occupazionale della Germania e si detto addirittura indignato di come lUnione europea (non) stia reagendo al dramma della disoccupazione giovanile. Ora Hartz sta avanzando una proposta molto interessante per affrontare il problema: listituzione di una sorta di servizio comune per limpiego, volto a promuovere la mobilit transfrontaliera dei giovani.
 
Minori indennità, più certezza di giudizio: sì al Jobs act alla tedesca
Michele Salvati e Marco Leonardi riflettono sulle prospettive del Jobs Act, che dovrebbe iniziare il suo iter alla Commissione Lavoro del Senato proprio in questi giorni. Al centro del dibattitto mediatico c', come sempre, l'articolo 18 che, tuttavia, risulta essere in linea con il modello tedesco a cui vorrebbe ispirarsi la riforma. Dove quindi ha pi senso agire per ridare ossigeno al nostro mondo del lavoro? | Michele Salvati e Marco Leonardi, Corriere della Sera, 7 settembre 2014
 
Modello spagnolo o modello tedesco: qual è il migliore?
Realizzata la prima parte con il decreto Poletti, ora il resto del Jobs Act in discussione in Commissione al Senato. Cosa conterr il pacchetto? Nella sua intervista al Sole 24 Ore, Renzi ha detto che sul lavoro il modello di riferimento sar quello tedesco e non quello spagnolo. Linkiesta ha cercato di capire meglio le peculiarit dei due sistemi, le potenzialit e i punti di deboli. | Linkiesta, 3 settembre 2014
 
Minijob e servizi allimpiego, il modello tedesco
La riforma del mercato del lavoro deve ispirarsi al modello tedesco. Cos ha detto il 1 settembre Matteo Renzi, allineandosi a molte autorevoli voci italiane ed europee. Per i non addetti ai lavori sorgono spontanee due domande: perch dobbiamo imitare proprio la Germania? E in che cosa, esattamente? Maurizio Ferrera analizza luci e ombre delle cosiddette riforme Hartz, che a partire dal 2003 hanno cambiato il volto del sistema del lavoro tedesco.
 
Aumentare loccupazione femminile non basta. Bisogna migliorarne le condizioni
I numeri sono noti: se il paese riuscisse a centrare gli obiettivi di Lisbona con unoccupazione femminile al 60%, il Pil aumenterebbe di 7 punti percentuali. Se ci certamente corretto, resta per necessario interrogarsi sulla qualit di quelloccupazione femminile che si vuole aumentare. Non basta creare lavoro dunque ma occorre offrire pari opportunit nella scelta dei percorsi lavorativi e uguaglianza nella retribuzione tra uomini e donne, nonch un costante impegno sul fronte culturale nella decostruzione dei ruoli tradizionali di genere.
 
Le buone regole per favorire le assunzioni
Si fa sempre pi acceso il dibattito sulla riforma del lavoro, in particolare sullarticolo 18. In attesa di valutazioni circostanziate della riforma Fornero, il governo pu per fare molte altre cose in tema di relazioni contrattuali, in primis la semplificazione del codice del lavoro e la sperimentazione di nuove forme di assunzione a tempo indeterminato ispirate alle pratiche virtuose di altri Paesi e rispettose delle norme protettive previste dalla Ue.
 

 
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