Giovani e lavoro: come favorire l’occupazione nelle zone emarginate
Creare occupazione per i giovani è uno dei “grandi obiettivi” di questo periodo, e guardare cosa stanno facendo gli altri Paesi può offrire spunti interessanti. Abbiamo recentemente parlato del piano di Obama per contrastare la disoccupazione di lungo periodo, ci spostiamo adesso in Francia, dove il governo ha istituito, due anni fa, gli “Emplois Francs” un interessante progetto per creare occupazione per i giovani residenti nelle zone economicamente e socialmente più emarginate.
 
Offrire lavoro in chiesa
Il lavoro? Si trova in chiesa. E' invece la bella e singolare iniziativa di un’associazione dal nome “Progetto disoccupati Roma” che riunisce 50 persone, al momento senza lavoro, che vivono nella capitale. Dopo avere visto che lasciando volantini nelle cassette delle lettere o distribuendoli di fronte ai supermercati si otteneva bene poco, l'associazione ha scelto di percorrere una strada diversa: andando a proporsi all’interno delle chiese. In accordo con i parrocci di alcune parrocche il sabato e domenica i membri dell'associazione si recano in visita in una o più chiese, prendono la parola subito dopo la comunione e gli avvisi e raccontano cosa sanno fare e cosa possono offrire dal punto di vista professionale. | Crisitina Maccarone, La Nuvola del Lavoro, 10 marzo 2014
 
Il part time rafforza le differenze tra uomini e donne. Il paradosso dell'Olanda
Nel 2000 il governo olandese incentivò il part-time lungo sia per le donne che, almeno sulla carta, per gli uomini. Ma nonostante gli uomini olandesi siano oggi tra i più disponibili alla cura, un’attenta lettura dei dati spinge a ipotizzare che quella riforma non sia riuscita nel suo intento. Nel lavoro retribuito infatti lo squilibrio tra uomo e donna è ancora enorme: 114 minuti a favore dei maschi portano l’Olanda al diciannovesimo posto nella performance. Che cosa ci dicono questi numeri? Che il lavoro part-time resta ancora una prerogativa quasi esclusivamente femminile e che la conciliazione vita-lavoro è, in sostanza, un affare per donne. | Camilla Gaiaschi, La Ventisettesima Ora, 10 marzo 2014
 
Il part time rafforza le differenze tra uomini e donne: il paradosso olandese
Italiani ottimi per genitorialità condivisa ma molto indietro per quel che riguarda la condivisione dell'attività domestica, dove invece si rivelano particolarmente virtuosi australiani e sloveni. E' uno degli aspetti che emerge dai dati Ocse sull'utilizzo del tempo di maschi e femmine tra casa e lavoro. Al di là di alcune conclusioni scontate non mancano le sorprese, come la "part time economy” dei Paesi Bassi, che invece di colmare il gap tra uomini è donne ha progressivamente rafforzato i ruoli tradizionali.
 
Una semplificazione al giorno leva la burocrazia di torno
Matteo Renzi ha promesso di battersi come un leone sul fronte delle semplificazioni e un segnale è arrivato già ieri dal neo-ministro dell’Ambiente Galletti, che ha annunciato l’abolizione degli obblighi Sistri per le aziende fino a 10 dipendenti. Forse il governo dovrebbe adottare proprio la strategia di una semplificazione al giorno, darebbe un segnale concreto di voler smantellare l’intermediazione burocratica e migliorare la vita dei cittadini. Perché quindi, per limitarsi a un solo esempio, non abolire a colpi di cacciavite le 12 stazioni della Via Crucis dell’apprendistato? | Dario Di Vico, Corriere della Sera, 4 marzo 2014
 
Sul lavoro non serve promettere la luna
Ora che Matteo Renzi siede nella stanza dei bottoni, il tempo degli annunci a effetto e dei richiami a Obama è definitivamente scaduto. Cosa c'è nel famoso Jobs Act? Che cosa si propone di fare il nuovo governo in tema di lavoro? A questo punto l'opinione pubblica ha il diritto di sapere: di leggere e valutare proposte concrete, con tanto di costi, tempi, obiettivi misurabili. Nell'impaziente attesa, è opportuno fermare qualche paletto sulle cose minime da fare.
 
Start up, lavoro e welfare: quanto costa un mal di schiena?
Un mal di schiena può costare moltissimo ad aziende e lavoratori. A sentire l’INAIL sono circa 30 milioni le ore di lavoro perse ogni anno per un disturbo ritenuto erroneamente “semplice, banale, comune” eppure, difficilmente risolvibile. Così Stefano Scattini, ingegnere della sicurezza, e Alessandro Nespoli, osteopata esperto di biomeccanica, sono partiti da queste evidenze per mettere a punto la start up BMRA (Body Mechanical Risk Assessment) che mira a prevenire questo genere di disturbo e tutelare il benessere dei lavoratori. | Silvia Pagliuca, La Nuvola del Lavoro, 3 marzo 2013
 
Metti un coworking in piena Chinatown
L’Impact Hub di via Paolo Sarpi 8 è stato il primo a spuntare in Italia, sulla scia, come sempre accade, dell’esperimento londinese del 2005. Da allora, i punti di coworking targati Hub sono diventati sessanta, di cui sette in Italia, per un totale di settemila membri, cosiddetti “hubbers”, appunto, in trecento solo a Milano. Arrivano in questo grande capanno della condivisione in cerca di internazionalità e racconti di esperienze diverse che servano da pungolo e ispirazione. Eppure, nonostante la posizione strategica dell’Hub, qui si vedono tutti meno che i cinesi. | Silvia Pagliuca, La Nuvola del Lavoro, 28 febbraio 2014
 
I centri per l’impiego e le agenzie private, quante ipocrisie!
Ormai sfiorano la cifra di 1,8 milioni e in un anno sono cresciuti dell’11,6%. Sono i disoccupati del girone degli scoraggiati, coloro che hanno persino rinunciato a cercare un lavoro perché pensano di essere totalmente fuori gioco o perché non trovano sponde. E’ più che evidente che a costoro un segnale va dato (in tempi brevi) e non si può non cominciare dai centri per l’impiego. Il precedente governo ha realizzato un censimento dettagliato della loro forma organizzativa, delle risorse umane di cui sono dotati e della loro clientela abituale. Adesso si tratta di decidere. | Dario Di Vico, La Nuvola del Lavoro, 1 marzo 2014
 
Che cosa non va nello Youth Guarantee
Nicolò Boggian, Nuvola del Lavoro, 25 febbraio 2014
 
Il censimento della Fondazione Debenedetti sui senza dimora di Milano
L’età media delle persone senza dimora a Milano è di 41,2 anni. I dati suggeriscono che nella grande maggioranza dei casi i senza fissa dimora sono tutt’altro che irrecuperabili e incapaci di partecipare al mercato del lavoro: il 10% è laureato, il 78% non ha lavoro e ne sta cercando uno. | Tito Boeri, Internazionale, 24 febbraio 2014
 
Conferenza Stato Regioni: nuove misure per i giovani
Durante la Conferenza Stato-Regioni del 20 febbraio gli enti regionali e lo Stato centrale hanno raggiunto importanti accordi sul fronte della formazione professionale e delle politiche per il lavoro, varando tra l’altro l’attesa piattaforma online che dovrebbe sostenere lo sviluppo della Garanzia Giovani nelle diverse Regioni del Paese.
 
Usa: come ricollocare i disoccupati cronici nel mondo del lavoro?
Il Presidente Obama ha convinto alcune delle più grandi imprese del Paese a cambiare le proprie modalità di selezione del personale così da evitare discriminazioni nei confronti dei disoccupati di lunga durata, il cui numero resta ancora molto alto nonostante la ripresa, seppure timida, dell’economia statunitense. Un’iniziativa che rientra in un piano più generale per rilanciare l’occupazione americana, in quello che dovrebbe essere uno “Year of action”, un anno di azione.
 
La dittatura dei mandarini
In attesa di sapere cosa conterrà il famoso Jobs Act, in materia di occupazione imperversano le brutte abitudini: leggine, rinvii, catene interminabili di provvedimenti attuativi. Pochi giorni fa, ad esempio, è entrato in vigore un decreto ministeriale che definisce gli stanziamenti per gli sgravi contributivi «sperimentali» introdotti per il 2010. Più di tre anni fa. Nell’era della globalizzazione i mandarini della burocrazia costruiscono ancora labirinti di norme che ingabbiano lavoratori e imprese.
 
In Parlamento sbarca lo smart-work
Il 30 gennaio è stata depositata in Parlamento la proposta di legge sullo smart-work, sorta di telelavoro snello, firmata non a caso da tre donne (Alessia Mosca del Pd, Irene Tinagli di Scelta Civica e Barbara Saltamartini del Nuovo Centrodestra): al di là dei partiti, la volontà comune di ottenere un maggior benessere per tutti. Intanto il Comune di Milano fa la conta delle aziende che hanno aderito alla ‘giornata del lavoro agile’ indetta per giovedì 6 febbraio: sono sessanta, con incredibile boom nelle ultime 24 ore, di tutti i settori e di tutte le dimensioni.
 
Giovani in lotta con la sfiducia
I giovani italiani desiderano costruirsi una famiglia e nonostante i bassi tassi di occupazione e il deterioramento delle offerte di lavoro, non sono rassegnati ma cercano di reagire come possono. In particolare gli oltre due milioni di ragazzi sotto i 30 anni caduti nel limbo dei Neet. che non studiano e non lavorano, tentano in ogni modo di evitare le sabbie mobili della sfiducia e dello scoraggiamento. A tratteggiare la fotografia delle nuove generazioni è "La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2013", pubblicato a partire dai risultati della ricerca avviata nel 2012 dall'Istituto Giuseppe Toniolo con la collaborazione dell'Università Cattolica e il sostegno di Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo, su un campione iniziale di 9mila persone tra i 18 e i 29 anni. | Francesca Barbieri, Il Sole 24 Ore, 3 febbraio 2013
 
Big Business Joins Obama Effort to Aid Long-Term Unemployed
Il Presidente Obama ha convinto alcune delle più grandi imprese del Paese (tra cui Walmart, Apple, General Motors e Ford) – per un totale di circa 300 - a cambiare le modalità di assunzione in modo tale da evitare discriminazioni nei confronti dei disoccupati di lunga durata, che negli Stati Uniti ammontano a quasi 4 milioni. Mentre il numero di disoccupati di breve durata è rientrato nei parametri normali, quello dei disoccupati di lunga durata rimane invece particolarmente alto.
 
Due o tre cose a proposito del Jobs Act
Il Jobs Act annunciato da Matteo Renzi ha avuto, almeno in termini quantitativi, un’ottima accoglienza da parte dei media e molti politici e commentatori si sono improvvisati giuristi o economisti del lavoro per poterlo commentare. Ora però secondo Dario Di Vico siamo arrivati alla fase più delicata_ dagli annunci bisogna passare ad un vero testo programmatico che magari raccolga i contributi più incisivi e critici che sono stati già formulati. | Dario Di Vico, La Nuvola del Lavoro, 24 gennaio 2014
 
Italia: sei milioni senza lavoro
Pochi giorni fa l’Eurostat ha pubblicato nuovi dati relativi alla situazione occupazionale nei 28 Paesi dell’Unione. In base a queste rilevazioni il tasso di disoccupazione nel nostro Paese supererebbe di un punto abbondante la media UE, e già questo basterebbe per non stare tranquilli, ma i dati che fanno veramente tremare i polsi sono quelli relativi alla fascia di popolazione che, pur desiderando di lavorare, non possiede né è in cerca di un impiego.
 
Germania, dove il precario è flessibile e 9 su 10 sono “felici del loro lavoro”
Nove tedeschi su dieci sono soddisfatti del lavoro che fanno. Il dato emerge da uno studio della fondazione Bertelsmann anticipato dal quotidiano Welt, che rivela anche molti dettagli interessanti sullo sviluppo del mercato del lavoro negli ultimi dieci anni, considerati un decennio di vero e proprio “miracolo” dell’occupazione in Germania. Il boom che ha fatto precipitare, nonostante la crisi, i disoccupati da cinque milioni a meno di tre, è dovuto all’incremento esponenziale dei lavori flessibili. | Tonia Mastrobuoni, La Stampa, 20 gennaio 2014
 

 
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