Massagli: «Il Jobs Act? Una riforma a innovazione decrescente»
Parafrasando la pi dirompente novit di questo progetto di riforma si pu dire che il Jobs Act stato un intervento di forza innovativa decrescente. E secco e immediato il giudizio di Emmanuele Massagli, giovane Presidente di Adapt - uno dei principali centri di ricerca e di studio sul diritto del lavoro e le relazioni industriali in Italia - intervistato da Raffaele Marmo per il Quotidiano Nazionale. | Raffaele Marmo, Quotidiano Nazionale, 4 agosto 2015
 
Così cambiano le politiche attive del lavoro
Il decreto legislativo di riordino della normativa sui servizi per il lavoro e le politiche attive compie tre scelte importanti che riguardano la governance della neonata Agenzia delle politiche attive; le caratteristiche del rapporto pubblico-privato nella fornitura dei servizi al lavoro; lintroduzione di un nuovo strumento di politica attiva, lassegno di ricollocazione.
 
All'Italia mancano i laureati che non escono dalle università
Le statistiche dell'Eurostat ci condannano, ancora una volta, quasi all'ultimo posto per la quota di adulti laureati tra i Paesi europei e, pi in generale, indicano che il livello d'istruzione complessivo della popolazione italiana dei 30-34enni molto pi basso della media UE. A generare preoccupazione sono soprattutto i dati legati alla istruzione terziaria non universitaria, ovvero a quel canale di formazione tecnico-professionale molto richiesto dalle aziende ma, apparentemente, largamente sottovalutato dalle istituzioni.
 
La risposta dei lavoratori al Jobs act
Lo hanno chiamato Workers act, in esplicita contrapposizione al Jobs act renziano: perch esprime il punto di vista dei lavoratori, spiega Rossana Rossanda nella presentazione con cui lancia il piano di Sbilanciamoci! per loccupazione. E Maurizio Landini, alla vigilia della due giorni della sua Coalizione sociale a Roma, ha raccolto la palla, anzi il decalogo, di Sbilanciamoci!: sar base di discussione per la nostra piattaforma, ha detto il leader della Fiom.
 
Due buone notizie e un'ombra
DallIstat arriva finalmente una buona notizia sul fronte che pi preoccupa gli italiani: il lavoro. In aprile c stato un incremento di quasi centosessantamila occupati, principalmente nei servizi. Dallanalisi dei dati emergono alcune tendenze interessanti, che sembrano smentire previsioni e credenze diffuse fra esperti e opinione pubblica. Tuttavia, anche se alcune ipotesi negative sembrano essere state smentite, restano le criticit del settore industriale, che ancora fatica a tornare ai livelli di assunzioni pre-crisi.
 
Paradosso retribuzioni: lerrore di non pagare di più i laureati
La vita pu essere capita solo allindietro, ma va vissuta in avanti. E in questa citazione del filosofo Soren Kierkegaard che sta il senso pi profondo della riflessione che ieri il governatore della Banca dItalia Ignazio Visco ha sciorinato davanti al folto pubblico dellultima giornata del Festival dellEconomia. Il giudizio del governatore stato perentorio: lerrore principale che abbiamo commesso stato pensare che il mercato si potesse autoregolare. | Dario Di Vico, Corriere della Sera, 3 giugno 2015
 
Triplicato il numero dei voucher. Boeri: "rischio precariato"
I voucher? "C' il rischio che diventino la nuova frontiera del precariato. Che per molte persone diventino l'unica forma di lavoro". Parola di Tito Boeri, presidente dell'Inps, intervenuto a Milano alla presentazione del Rendiconto 2014 dell'istituto. Solo in Lombardia il numero dei tagliandi venduti negli ultimi tre anni triplicato: 3,87 milioni nel 2012, 6,67 milioni nel 2013 e ben 11,67 milioni nel 2014. "Credo che questi incrementi segnalino l'esistenza di un problema - ha spiegato Boeri -. Studieremo con attenzione la situazione". | Redattore Sociale, 29 maggio 2015
 
Loccupazione giovanile non cresce mandando in pensione chi lavora
Non vero che per aumentare loccupazione giovanile bisogna mandare prima in pensione chi oggi al lavoro. un mito da sfatare, unillusione secondo Maurizio Ferrera arrivato al Festival dellEconomia di Trento a parlare di diritti e welfare. | Paola Pica, La Ventisettesima Ora, 31 maggio 2015
 
«Alla frontiera» i nuovi diritti sociali del XXI secolo
Il tema della mobilit sociale in Italia riguarda anche e soprattutto il sistema del welfare, perch vige un eccesso di protezione per alcuni rischi, come la vecchiaia, le cui pensioni impegnano oltre il 50% della spesa sociale, e lacune di protezione per nuovi bisogni, che non trovano posto nel catalogo dei diritti, come la mancanza di reddito e la nuova povert, perch leconomia cambiata. Ad affermarlo il professore di di Scienza politica presso lUniversit degli Studi di Milano, Maurizio Ferrera. | L'Adigetto, 30 maggio 2015
 
Istat, in 2.4 milioni di famiglie lavora solo la donna
La quota di famiglie in cui la donna lunica ad essere occupata continua ad aumentare. Lo rileva lIstat nel rapporto annuale. Nel 2014 la percentuale ha raggiunto il 12,9%, pari a 2 milioni 428 mila nuclei. Ci si fermava al 12,5% nel 2013 (2 milioni 358 mila). Nel 2008 erano invece solo il 9,6% (1 milione 731 mila). | Corriere della Sera, 20 maggio 2015
 
Imprenditorialità giovanile in Europa: come sbloccare il potenziale dei giovani talenti?
Solo il 6,5% dei giovani europei self-employed. Molti di coloro che vogliono avviare una nuova attivit o sviluppare nuovi progetti spesso decidono di postarsi verso altri Paesi, come gli Stati Uniti, perch ritengono che in Europa ci siano troppi ostacoli. E quanto riportato nel rapporto Youth entrepreneurship in Europe: Values, attitudes, policies, presentato a Bruxelles nellambito della European Youth Week. Ma che caratteristiche hanno i giovani imprenditori europei? Quali aspirazioni? Com possibile aiutarli creando, anche nel vecchio continente, un ambiente pi aperto e favorevole ai giovani talenti?
 
Fermiamo il lavoro nero creando imprese femminili
Nel 1999, Kathy Matsui, analista di Goldman Sachs, ha coniato il termine womenomics. Il suo ragionamento era molto semplice: quante pi donne entrano nel mercato del lavoro, pi le economie dei Paesi cresceranno e la crescita economica produrr crescita della popolazione. Ma le 42.000 donne che in Italia, in un mese, hanno perso il loro posto di lavoro innanzitutto non sono numeri. Sono visi di donne con et diverse, con bagagli di storie diverse, con sogni, bisogni, diritti. | Isa Maggi, La Ventisettesima Ora, 23 aprile 2015
 
La lotta per il salario minimo in America
Mercoledi 15 aprile in quasi 200 citt degli Stati Uniti migliaia di lavoratori a basso salario, o low-wage workers, hanno scioperato, durante una giornata di protesta nazionale nellambito della campagna #fightfor15. Fifteen sta per i 15 dollari allora che i lavoratori chiedono come salario minimo, un aumento stellare rispetto allattuale salario minimo federale di 7,25 dollari, in realt superato, in genere di poco, in quasi tutti gli Stati. | Valerio De Stefano, Lavoce.info, 23 aprile 2015
 
Laureati emigranti: un capitale umano da 23 miliardi che l'Italia regala all'estero
Alla pi cauta della stime, dal 2008 al 2014 emigrato all'estero un gruppo di italiani la cui istruzione nel complesso costata allo Stato 23 miliardi di euro. Sono 23 miliardi dei contribuenti regalati ad altre economie. Una cifra pari al doppio di quanto occorre per stendere la rete Internet ad alta velocit che in questo Paese continua a mancare. | Federico Fubini, La Repubblica, 23 marzo 2015
 
L'avventura di un mestiere
Secondo unindagine di Intesa Sanpaolo sui distretti industriali italiani, antichi mestieri o professioni che richiedono manualit sono richiesti e non trovati da 6 aziende su 10 nei settori calzaturiero-pelletteria e meccanica e da 7 su 10 nei settori casa e moda. Sarti, magliai, rimagliatori, modellisti, operai capaci di fare rifinizioni a mano, fresatori e montatori di scarpe, allestitori, operatori del legno. Ma anche disegnatori tecnici e conduttori di macchine utensili. Secondo lindagine della Fondazione Obiettivo lavoro le offerte di lavoro sono tante e in costante crescita, ma mancano le professionalit.
 
Anche in Italia arriverà il salario minimo
La decisione presa: il salario minimo arriver anche in Italia. Il nostro Paese si allineer a quel "club" di Paesi avanzati che hanno stabilito asticelle minime sotto le quali, per legge, non si potr pi scendere per il pagamento di determinate prestazioni lavorative. Il governo per ora sarebbe orientato ad introdurre la misura solo nei settori che non sono gi regolamentati da un contratto nazionale e, come da principio fissato nelle legge delega, ad applicarla transitoriamente anche ai contratti di collaborazione, in attesa del loro superamento. | Lorenzo Salvia, Corriere della Sera, 11 marzo 2015
 
Generazione Z: come saranno i nati negli anni 2000 dentro (e fuori) l'ufficio
Drogati di tecnologia, avranno maggiori difficolt a concentrarsi sul lavoro. Saranno cos, in ufficio, i futuri lavoratori della generazione Z, i nati negli anni 2000. O almeno cos li descrivono osservatori e consulenti del lavoro inglesi, che hanno provato a tracciarne in anticipo un profilo professionale, da confrontare con le caratteristiche di chi oggi ha superato i 24 anni ed gi sul mercato del lavoro. | Silvia De Santis, Huffington Post, 8 marzo 2015
 
Decalogo del lavoro virtuale: consigli per chi non sta fisicamente in ufficio
Grazie alla tecnologia sempre pi persone nel mondo lavorano a distanza, svolgendo di fatto quello che normalmente viene indicato come smart working. Per fronteggiare adeguatamente questa nuova tendenza Kelly Services Italia, agenzia per il lavoro, ha stilato una lista di consigli per chi deve sostenere colloqui da remoto e per chi lavora gi con questa modalit. Alcuni ruoli sono virtuali per loro stessa natura -recita il decalogo di Kelly Services- e tutto pu cominciare da un colloquio di lavoro via Skype o in teleconferenza. | La Stampa, 9 marzo 2015
 
Conciliazione lavoro e famiglia: avanti a piccoli passi
Uno dei decreti attuativi del Jobs act contiene varie misure per la tutela della maternit e per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro. Ma il vero banco di prova per capire quanto il governo intenda investire sul lavoro delle donne saranno i decreti sugli incentivi fiscali.
 
Dalle quote allo smart-working Ecco perché la parità dei diritti stimola la crescita economica
Le donne hanno da anni superato gli uomini nei livelli di istruzione e il lavoro femminile riconosciuto come il principale motore di crescita delleconomia mondiale degli ultimi decenni. Il nostro basso tasso di occupazione femminile pu quindi essere letto anche come unopportunit, che lItalia deve sfruttare per far crescere il Paese. Tuttavia come possibile trasformare questa opportunit in risultato? | Paola Profeta, La 27 Ora, 5 marzo 2015
 

 
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