Fa’ il lavoro giusto
"Il lavoro giusto non è solamente quello che assicura una remunerazione equa a chi lo ha svolto, ma anche quello che corrisponde al bisogno di autorealizzazione della persona e, perciò, che è in grado di dare pieno sviluppo alle sue capacità e ai sui desideri". Su Che Fare un'interessante riflessione di Paolo Venturi e Annibale D'Elia sul ruolo del lavoro nelle economie contemporanee. | Paolo Venturi e Annibale D'Elia, Che Fare, 10 gennaio 2017
 
Donne e buste paga leggere: “Senza asili, a noi mamme conviene rimanere a casa”
Un’italiana su due non lavora. In Europa solo Malta sta peggio dell’Italia nella classifica dell’occupazione femminile: una perdita di prodotto interno lordo del 15% valutata dal Fondo monetario internazionale. Il 30% delle donne dopo la nascita del figlio lascia il lavoro. E nel Mezzogiorno il dato negativo è doppio rispetto al Nord. Sono alcuni dei dati che emergono dall'inchiesta de La Stampa sul lavoro femminile nel nostro Paese. | Giacomo Galeazzi, La Stampa, 4 dicembre 2016
 
Perché il mercato del lavoro arranca? Le risposte del Rapporto 2016 del CNEL
Il 12 ottobre scorso è stato presentato il rapporto 2016 del CNEL sul mercato del lavoro. Dallo studio emerge come il nostro Paese si trovi in fondo alla maggior parte delle classifiche europee per due ragioni principali: da un lato, l’assenza di un sistema istituzionale europeo di governo delle tendenze economiche che sia democraticamente legittimato e, dall’altro, un ritardo nell’adeguare le proprie strutture economiche e sociali alle sollecitazioni esterne.
 
I-pros: il lavoro cognitivo nella Milano digitale, tra sfruttamento e indipendenza
Sono gli “I-pros”, i protagonisti del volume “Le reti del lavoro gratuito” di Emiliana Armano ed Annalisa Murgia, in cui attraverso sette saggi si affrontano le recentissime trasformazioni del mondo del lavoro cognitivo nella metropoli milanese. Un’analisi molto acuta delle attuali condizioni del lavoro della conoscenza in relazione con lo sviluppo materiale e virtuale dello spazio urbano contemporaneo. La recensione di Vittorio Sergi.
 
European Freelancers Week, la settimana dedicata al mondo del lavoro autonomo
Dal 17 al 23 ottobre si svolgerà l’European Freelancers Week, una settimana rivolta ai freelance in cui si terranno numerosi eventi incentrati sull'importanza di queste figure professionali e sociali. I lavoratori autonomi, infatti, costituiscono oggi una parte importante delle piccole imprese e sono pari al 4% della forza lavoro europea complessiva, pari a quasi 10 milioni di professionisti.
 
European Parliament promotes work-life balance
On September 13th the Members of the European Parliament voted in favour of the resolution “Creating labour market conditions favourable for work-life balance”, a clear political commitment of the European Parliament to strengthen work-life balance opportunities for European women and men. According to the Lithuanian co-rapporteur Vilija Blinkevičiūtė, by passing a resolution, the Parliament sends a clear message to the Commission.
 
La risoluzione del Parlamento UE per promuovere l’equilibrio tra vita e lavoro
I parlamentari europei hanno approvato la risoluzione "Creazione di condizioni del mercato del lavoro favorevoli all'equilibrio tra vita privata e vita professionale", un chiaro impegno politico del Parlamento europeo per rafforzare le opportunità di conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa per le donne e gli uomini del Vecchio Continente. Bianca Luna Fabris ci spiega il contesto di applicazione e le prospettive di questa decisione.
 
Come funziona l'indennità di malattia in Europa?
L’indennità di malattia non sembra correlata per forza con i diritti nazionali del lavoro, con la retribuzione media o con la soddisfazione lavorativa. È quanto emerge da un report realizzato dal portale britannico Vouchercloud, che ha cercato di individuare le differenze a livello europeo in tema di indennità di malattia garantite dallo Stato. Dalla classifica si nota che a livello settimanale i Paesi europei garantiscono in media il 65% della retribuzione, mentre mensilmente si sale al 70%.
 
Lavoro e malattia, dove il welfare è più generoso con i dipendenti
Un dipendente si ammala e chiede una settimana di congedo. Chi paga il suo stipendio? L’azienda presso cui lavora o il sistema di welfare statale? Dipende dal Paese. In Germania e Norvegia l’indennita di malattia è a carico dello Stato al 100% mentre in Irlanda e Francia si scivola all'estremo opposto: tutto a carico dell’azienda. Questo è il quadro che emerge da un report del portale britannico Vouchercloud sulle variazioni in Europa della sick leave pay: le “indennità di malattia”. | Alberto Magnani, Il Sole 24 Ore, 8 settembre 2016
 
Lavoro, in Europa busta paga «variabile» per un impiegato su quattro
Oltre al lavoro flessibile, in Europa cresce la retribuzione variabile. Così si fanno sempre più strada nel mercato del lavoro compensi definiti in base ai risultati ottenuti, le capacità espresse nel proprio impiego, una condivisione del profitto e altri tipi di benefits o premi salariali. | Irene Giuntella, Il Sole 24 Ore, 6 settembre 2016
 
Partite Iva, le ipotesi su contributi e welfare
Due punti in meno di aliquota contributiva per gli iscritti alla Gestione Separata Inps: dal 27 al 25%. Quasi un punto percentuale in più per il contributo spese assistenziali (malattia e maternità) per poter garantire un miglioramento delle tutele. Si tratta di due provvedimenti, previdenza e welfare, che vanno di pari passo. | Fabio Savelli, La Nuvola del Lavoro, 5 settembre 2016
 
Ammortizzatori sociali: previsto uno stanziamento da 370 milioni
Nella giornata di oggi si è svolta la prima riunione tecninca tra Governo e le parti sociali per discutere delle misure che saranno implementate in tema di ammortizzatori sociali per le aree in crisi. Come ha dichiarato il Ministro Poletti, Il Governo nel decreto correttivo sul Jobs Act prevede di stanziare circa 370 milioni di euro a copertura di diverse forme di ammortizzatori sociali a valere sul 2016.
 
E adesso c’è chi si fa licenziare per prendere l’indennità di disoccupazione
La Naspi è l'indennità di disoccupazione introdotta dal Jobs Act per i lavoratori dipendenti, la cue erogazione è prevista solo in caso di disoccupazione involontaria. Visto che bastano soltanto 13 settimane di contribuzione e non più un anno per ottenerla, spiega Lidia Baratta su Linkiesta, qualcuno comincia a chiedere di essere licenziato. | Lidia Baratta, Linkiesta, 22 luglio 2016
 
A Milano il lavoro è donna
Per una volta si può parlare di partecipazione delle donne al mondo del lavoro in modo positivo: l’analisi del mercato del lavoro del Comune di Milano, sviluppata dal progetto EQuIPE 2020 di Italia Lavoro per conto del Ministero del Lavoro, ci restituisce la fotografia di una città laboriosa, produttiva e in movimento, con tassi d’occupazione femminile allineati a quelli dei maggiori paesi dell’Unione europea.
 
Statali, il merito negato
I dipendenti pubblici sono tre milioni e trecentomila e i loro stipendi costano più di 10 punti di Pil. A prima vista, sembrano cifre enormi, ma in confronto ad altri grandi Paesi europei, siamo sotto le medie. Se però usiamo indicatori di rendimento, l’Italia scende verso il fondo delle graduatorie Ue. La nostra amministrazione pubblica non vale le risorse che assorbe e ha più che mai bisogno di una scossa. Per diventare più efficiente, facilitare la crescita e, non da ultimo, per recuperare la dignità perduta agli occhi dei cittadini.
 
Dai voucher alla solidarietà espansiva, pronto il primo tagliando per il Jobs act
Tempo di verifiche anche per il Jobs act. Dopo circa un anno la riforma del lavoro varata da Renzi è tempo di fare il primo tagliando. Due le novità più importanti inserite nel decreto correttivo che dovrebbe approdare al prossimo Consiglio dei Ministri e ritoccare in alcune parti alcuni decreti emanati nei mesi scorsi: oltre alla tracciabilità (e le relative sanzioni) dei voucher arrivano i contratti di solidarietà espansivi. E assieme a queste modifiche arriveranno probabilmente anche una serie di ritocchi minori.
 
Lavoro autonomo: per un garantismo sociale oltre la subordinazione
Il tema delle tutele del lavoro autonomo è al centro del volume “Libertà e lavoro dopo il Jobs Act. Per un garantismo sociale oltre la subordinazione”, di Giuseppe Allegri e Giuseppe Bronzini. Gli autori storicizzano all’interno delle lotte di classe la posizione del lavoro autonomo e indipendente di oggi, facendoci comprendere come esso sia portatore non soltanto di rivendicazioni economiche e di tutela ma anche di una visione progressista e innovativa delle relazioni di lavoro tout court. La recensione è a cura di Vittorio Sergi.
 
Non può essere una legge a creare occupazione
Il timore di molti analisti si è avverato. I dati Istat sull’occupazione relativi a febbraio 2016 sono una doccia fredda per il governo e per la valutazione sull’efficacia del Jobs Act e della decontribuzione. La paura era quella della fine del trend positivo delle assunzioni a tempo indeterminato una volta esauriti gli incentivi della legge di stabilità del 2015. Paura che sembrava sventata con i dati positivi di gennaio, celebrati come una conferma del cambio di rotta introdotto dalla riforma del mercato del lavoro.
 
I nuovi schiavi lavorano a voucher
Alessandro Gilioli sul suo blog ha pubblicato un'interessante intervista a Anna Zilli, docente di Diritto del Lavoro all'università di Udine, ha lavorato a diverse ricerche sull'uso dei voucher in Italia, di cui l'ultima apparsa nella pubblicazione "Lavorare per voucher popo il Jobs Act" (Uniud 2015). Secondo Zilli il "popolo dei voucher" nel 2014 era pari a un milione di persone, tendenzialmente giovani (nel 2008 l’età media era 60 anni, oggi è 36), e da molte donne (dal 2014 oltre il 50%). | Alessandro Gilioli, blog Piovono Rane - L'Espresso, 7 marzo 2016
 
Ecco i nuovi rischi della quarta rivoluzione industriale
La quarta rivoluzione industriale, basata sulle tecnologie avanzate, può aprire certamente nuove opportunità in campo economico, sociale, politico, ma anche creare nuovi pericoli per il mondo del lavoro. Pericoli illustrati in uno studio di Christophe Degryse, ricercatore dell’European Trade Union Institute (ETUI).
 

 
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