PRIMO WELFARE / Innovazione Sociale
Welfare Oggi, i contenuti del numero 2/2016 della rivista
Nel nuovo numero tanti spunti interessanti e una novità importante: Cristiano Gori lascia la direzione. Gli succede Gianfranco Marocchi.
12 giugno 2016

È da poco stato pubblicato il secondo numero del 2016 della rivista Welfare Oggi, in cui sono toccati e approfonditi diversi temi di grande attualità: dalla coprogettazione al temporary management, dalle migrazioni alle povertà estreme. Quasi 100 pagine di riflessioni ed esperienze preziose per chi studia ed opera nel sociale, che vi raccontiamo brevemente di seguito.

Nella sezione “politiche” si parla di coprogettazione e partenariato nelle Regioni, di relazioni tra enti pubblici e terzo settore e di condizionalità nelle politiche di welfare, attraverso la comparazione di alcuni studi internazionali. Uno speciale focus è dedicato ai contenuti e ai rischi della Legge 23/2015 della Regione Lombardia, che mira a far evolvere il sistema sociosanitario lombardo proponendo un diverso approccio alla gestione della cronicità.

Dopo due minuti, un breve approfondimento, per leggere i dati sulle migrazioni, il numero racconta una selezione di “esperienze” e riflessioni scritte da alcuni operatori del sociale. Si racconta, ad esempio, di come allestire insieme ai giovani spazi ri-costruttori di legami di comunità, o di come l’Azienda Sanitaria di Catanzaro Lido, partendo da un progetto di sostegno alla domiciliarità, sia arrivata a rivedere le proprie strategie di coinvolgimento della cittadinanza. O ancora, delle quattordici stazioni ferroviarie italiane che hanno aperto degli Help Center per le persone in situazione di povertà estrema. Il numero si interroga poi sul senso del lavoro educativo, a partire dall’esperienza di una cooperativa sociale di Trento, e sul disagio scolastico, illustrando un metodo di lavoro implementato a Catania, che chiama in causa i diversi soggetti intorno al minore rendendoli parte di un progetto integrato.

Ben cinque approfondimenti sono dedicati invece al Temporary management e alle sue potenzialità. Da ultimo, segnaliamo un’interessante contributo che ci porta nelle zone montane e interne del Paese, dove il welfare è una questione di comunità prima ancora che di servizi: perché comunità, sviluppo locale, relazioni e presa in carico dei più deboli sono facce di una stessa medaglia.

Dopo altri due minuti dedicati al lavoro, si passa invece alla sezione “strumenti”, dove si discute del marchio “Qualità e Benessere” adottato da alcune decine di strutture residenziali per anziani e della progettazione in partenariato, un processo non privo di difficoltà, ma che assicura anche importanti vantaggi, soprattutto se si ha consapevolezza delle condizioni che facilitano o rendono più difficile questo processo.

Dopo gli ultimi due minuti dedicati al sistema penale e anziani, il numero si chiude con lo spazio per l’operatore sociale, dedicato a ”Il giorno del convegno”, un pezzo più leggero ma che non può fare a meno di lasciarci con qualche interrogativo.

Un numero ricchissimo di spunti, che si contraddistingue anche per un passaggio di consegne importante: dopo più di 10 anni Cristiano Gori lascia la direzione della rivista, dove verrà sostituito da Gianfranco Marocchi. Al nuovo di direttore di Welfare Oggi vanno ovviamente i nostri auguri di buon lavoro! 

 


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