PRIMO WELFARE / Inclusione sociale
Poletti: «Poveri e lavoro, il nostro governo il più a sinistra della storia»
Aldo Cazzullo, Corriere della Sera, 18 marzo 2016
18 marzo 2016

“Siamo il primo governo ad avere un piano contro la povertà e per il no profit. È la prima volta nella storia del nostro Paese che nel bilancio dello Stato c’è un fondo finanziato in modo stabile. Siamo i primi in Europa ad avere approvato il piano per i senza fissa dimora. Tra un mese viene approvata la legge delega per il terzo settore, entro fine anno quella per la lotta alla miseria. C’è tutta una serie di misure già varate o che stiamo preparando. E c’è una battaglia culturale da combattere”. E’ così che il ministro Poletti, intervistato dal Corriere, prende posizione nel durissimo scontro a sinistra rivendicando il lavoro di questi due anni e anticipando “un piano per il sociale che chiama Social Act, più importante del Jobs Act”.

Quali sono le misure concrete? “Cominciamo con le famiglie in stato di povertà con figli minori. Sono 280 mila: un milione e 200 mila persone. Ogni persona avrà 80 euro al mese, fino a un massimo di 400 a famiglia. Non vogliamo un assistenzialismo universale. Vogliamo un sostegno al reddito affiancato da una rete territoriale che comprende Regioni, Comuni, volontariato, e prende in carico le persone, una per una”.

L’assistenza incrocia la riforma del terzo settore. “Oggi delle politiche sociali si occupa soprattutto il Comune, di formazione la Regione, mentre per i centri impiego c’erano le Province. Domani tutti i soggetti pubblici che hanno una responsabilità dovranno collaborare tra loro e con sindacati, imprenditori, no profit. Costruiremo un’infrastruttura unica per valorizzare l’immenso potenziale di 300 mila associazioni, un milione di occupati, sei milioni di volontari. Dove non arriva lo Stato perché non ha i soldi, dove non arriva il mercato perché non ci guadagna, arriverà il terzo settore; e noi lo aiuteremo a essere protagonista. Non sarà più l’appendice della buona volontà, ma il motore del sistema. La povertà da sconfiggere non è solo economica ma educativa: i primi 150 milioni da investire arrivano dall’accordo con le fondazioni bancarie”.

 

Poletti: «Poveri e lavoro, il nostro governo il più a sinistra della storia»
Aldo Cazzullo, Corriere della Sera, 18 marzo 2016
 

 
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