PRIMO WELFARE / Inclusione sociale
Il "welfare invisibile" dei caregiver familiari
Rosalba Miceli, La Stampa, 5 gennaio 2018
13 gennaio 2018

Finalmente viene compresa anche a livello istituzionale l’importanza del caregiver familiare, ovvero di quella figura che si dedica all’assistenza dei malati, delle persone con disabilità o anziane in casa. Un emendamento alla legge di Bilancio 2018, già entrata in vigore, ha istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali il “Fondo per il sostegno del titolo di cura e di assistenza del Caregiver familiare” con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020.

Si tratta di un passo fondamentale che mette in evidenza l’enorme peso di cui si prende cura a lungo termine di persone disabili e affette da patologie croniche o degenerative. L’onere del prendersi cura dei familiari più deboli ricade prevalentemente sulle donne: mogli, figlie e talora nuore o nipoti. Questa sorta di «welfare invisibile» è costituito da una rete sempre più sottile in quanto risente della fragilità e discontinuità dell’attuale struttura familiare.

Una recente indagine internazionale ha indagato l’impatto che la funzione di caregiver ha sulla salute fisico-psichica della persona che si assume la responsabilità della cura. I risultati dello studio-sondaggio, condotto online da Censuswide per conto di Merck, evidenziano che in Italia molti caregiver trascurano la loro stessa salute: oltre la metà dei caregiver percepisce che la propria salute fisica ha risentito negativamente per il ruolo svolto, mentre un terzo ha anteposto la salute della persona di cui si occupa alla propria. Più di un quinto afferma di avere difficoltà a chiedere aiuto per occuparsi della propria salute.


Il "welfare invisibile" dei caregiver familiari

Rosalba Miceli, La Stampa, 5 gennaio 2018

 
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