La Commissione Europea presenta il pilastro europeo dei diritti sociali
La Commissione Europea ha fatto un importante passo in avanti per l’istituzione di un pilastro europeo dei diritti sociali, che dovrebbe favorire la realizzazione di un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale. Il pilastro stabilisce 20 principi e diritti fondamentali per sostenere il buon funzionamento e l'equità dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale.
 
Migranti: buone pratiche europee di integrazione
Le straordinarie migrazioni di popolazione, sia interne all’Unione Europea provenienti dall’esterno, pongono delle sfide inedite per i Paesi europei. Come possiamo costruire comunità sostenibili? Come possiamo perseguire l’integrazione? Se ne è parlato al convegno “The communities of our future”, promosso da Housing Europe, nel corso del quale è emerso come politiche urbane e abitative siano fondamentali per favorire l’integrazione e la sicurezza ed evitare gli estremismi e il conflitto sociale.
 
Giustizia sociale al palo. Il costo più alto sulle spalle delle nuove generazioni
Anche quest’anno, la Fondazione Bertelsmann ha pubblicato il rapporto che misura la giustizia sociale in Europa attraverso un apposito indice. Dopo un periodo di generale declino della giustizia sociale, il 2015 ha registrato un leggero miglioramento. Tuttavia, la condizione sociale dei paesi europei rimane significativamente peggiore rispetto al periodo pre-crisi. Considerando i sotto-indicatori, i dati più interessanti riguardano la giustizia intergenerazionale.
 
Regole comuni, standard minimi e un welfare tripla A: la riforma sociale dell'Europa
Stretta sui controlli di bilancio, convergenza sulle riforme economiche, ma anche un "welfare da tripla A", con standard comuni per i trattamenti minimi di disoccupazione. Sono le linee di sviluppo per il progetto di riforma dell'Eurozona a cui stanno lavorando i vertici delle istituzioni europee in vista del vertice dei Capi di Stato e di Governo di fine giungo. Tante le novità che si profilano all'orizzonte, soprattutto sul fronte delle politiche sociali dei Paesi membri.
 
Tra crisi e austerity: come cambiano i diritti dei cittadini?
Com’è cambiata l’Europa con la crisi e l’austerità? Qual è stato l’impatto sui diritti fondamentali? Prova a rispondere a questa domanda un rapporto del Parlamento europeo redatto per la Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni. Il documento esamina come e quanto i diritti fondamentali siano stati messi alla prova dalla crisi in sette Stati membri: Belgio, Cipro, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna. L’impatto delle misure è analizzato nei settori dell’istruzione, salute, lavoro, pensione, accesso alla giustizia e libertà di espressione, in relazione ai tagli alla spesa pubblica. Questi i risultati principali in materia di salute, istruzione e lavoro.
 
Il target europeo in materia di povertà: a che punto siamo?
La Commissione Europea ha di recente pubblicato il rapporto di sintesi della conferenza “The Europe 2020 poverty target: lessons learned and the way forward” tenutasi a Bruxelles lo scorso 9 ottobre. La conferenza - che ha visto protagonisti ministri e altri responsabili politici a livello nazionale, parti sociali, società civile, accademici, imprenditori sociali e rappresentanti delle istituzioni europee - ha risposto all’obiettivo di sviluppare una riflessione sul target europeo di lotta alla povertà, fissato nel quadro della strategia Europa 2020, e sulle prospettive di policy in questo settore.
 
La Corte di Giustizia UE si esprime sul turismo del welfare
Nei mesi scorsi alcuni Paesi dell'Unione Europea hanno espresso la volontà di limitare i servizi di welfare garantiti a cittadini di altri Stati Membri, additando queste persone come “turisti del welfare” che si muovono all'interno dell'UE unicamente per godere di migliori prestazioni sociali. A riaccendere i riflettori su questo tema ci ha pensato una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che, pur ricordando che nella legislazione europea già esistono strumenti adeguati a contrastare il fenomeno, ha offerto una pericolosa sponda politica ai Paesi "protezionisti".
 
Giustizia sociale in picchiata: l'Europa ai tempi dell'austerità
La Fondazione tedesca Bertelsmann Stiftung ha di recente pubblicato un rapporto sulla giustizia sociale in Europa misurandola attraverso la costruzione di un apposito indice denominato Social Justice Index. Il lavoro si inserisce nel quadro del progetto Social Inclusion Monitor Europe, frutto della collaborazione fra la Bertelsmann Stiftung e la London School of Economics, che si pone l’obiettivo di fornire dati utili al cambiamento della politica sociale degli stati membri dell'UE.
 
Come usare i fondi europei? L’esempio danese
Nel maggio scorso la Danimarca è stato il primo dei 28 paesi UE a finalizzare l’accordo di partenariato per l’utilizzo dei fondi destinati alle politiche di coesione sociale. Il governo di di Copenaghen avrà ora a disposizione 553 milioni di euro, provenienti dai Fondi strutturali e di investimento europei per gli anni 2014-2020, che saranno utilizzati per combattere la piaga della disoccupazione, supportare l’innovazione tecnologica e lo sviluppo della così detta “low carbon economy” o economia a bassa emissione di carbonio, sostenere l’istruzione e la formazione, promuovere l’imprenditorialità e combattere l’esclusione sociale.
 
Unione Europea: perché conta investire sui bambini
Povertà tra i minori ed esclusione sociale sono ormai da tempo al centro delle politiche dell’Unione Europea, che sta affrontando il tema attraverso un'ampia gamma di interventi che vanno dal sostegno al reddito familiare all'istruzione fino all'inserimento lavorativo dei genitori. A un anno dalla raccomandazione della Commissione “Investing in children: breaking the cycle of disadvantage” lo European Network of Independent Experts on Social Inclusion ha pubblicato il rapporto annuale che offre una sintesi della situazione dei 28 Stati membri, analizza gli obiettivi e definisce le priorità per il futuro.
 
Quei meccanismi europei che favoriscono l'inclusione sociale
L’Unione Europea per molti anni si è occupata poco e male di questioni sociali. Da un lato molti Paesi membri preferivano non avere interferenze sulla gestione dei propri sistemi di welfare, dall'altro la situazione sociale non destava preoccupazioni tali da richiedere particolare attenzioni da parte delle istituzioni UE. In anni più recenti questa dinamica, soprattutto a causa delle conseguenze economico-sociali sviluppatesi dopo il 2008, è mutata notevolmente e vede l’Europa molto più attenta alle tematiche sociali. Vogliamo quindi segnalarvi alcuni “ombrelli” che, anche se pochi lo sanno, hanno permesso di sviluppare misure ed interventi che hanno condizionato in positivo la vita di milioni di cittadini europei.
 
UE: cambiare la governance locale per cambiare il welfare
La governance degli interventi sociali, in particolare a livello locale, rappresenta un nodo cruciale per lo sviluppo di modelli di welfare innovativi capaci di superare le attualità difficoltà dei sistemi sociali europei. Per favorire il dibattito su questo argomento il 5 giugno prossimo a Bruxelles nel corso della conferenza “Building inclusive welfare systems: A dialogue between research and practice” verranno presentati i risultati di quattro progetti di ricerca internazionali finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del 7º Programma Quadro per la Ricerca e lo Sviluppo.
 
Il progetto ImPRovE
Dopo l'articolo dedicato al progetto COPE continuano i nostri approfondimenti sulle iniziative di ricerca finanziate dal 7° Programma Quadro dell'UE e orientate a comprendere come meglio contrastare l'esclusione sociale in Europa. In quest'ottica Tatiana Saruis, ricercatrice dell'Università di Urbino, ci racconta lo sviluppo del progetto ImPRovE, che coinvolge dieci centri di ricerca presenti in diversi Paesi europei.
 
COPE, per contrastare la povertà in Europa
Il progetto COPE, co-finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del 7° Programma Quadro, mira a comprendere come le istituzioni europee, nazionali e locali possano collaborare per dare vita a modalità integrate che favoriscano la co-produzione di misure di contrasto all’esclusione sociale e organizzino a livello sistemico la lotta alla povertà. Vi raccontiamo brevemente le premesse e gli obiettivi di questa ricerca, che coinvolge vari ricercatori ed esperti provenienti da diversi Paesi europei. E segnaliamo i primi risultati di ricerca disponibili.