Inps, Boeri: «Presto proposta di reddito minimo per over 55»
Nel mese di giugno l'INPS dovrebbe presentare una proposta per introdurre «un reddito minimo garantito per le persone tra i 55 e 65 anni». A dirlo è il presidente Tito Boeri, che ha specificato anche la ratio della misura: «Non credo che dare loro un trasferimento, che sarà basso, li esponga al rischio di non mettersi in cerca di un lavoro». Si tratta di persone che «difficilmente trovano un nuovo impiego (solo il 10%)».
 
Chi sono i poveri e cos'è la povertà?
In un articolo pubblicato dal settimanale Left, Chiara Saraceno riflette su cosa sia la povertà, su come si misura e su quanto sia diffusa in Europa.| Chiara Saraceno, Left, 18 aprile 2005
 
Con il tesoretto (se c'è) si devono aiutare i più poveri
Il nostro Paese, nonostante abbia registrato il più alto aumento di poveri in UE dall'inizio della crisi, non ha mai introdotto quella “rete di sicurezza” che negli altri Stati soccorre i più deboli. Ora, grazie al presunto "tesoretto" uscito dal DEF, il Governo ha tuttavia l'occasione di fare finalmente qualcosa per chi si trova in difficoltà. Le proposte certo non mancano. La più interessante, tuttavia, risulta quella del Reddito d'inclusione sociale promosso dall'Alleanza contro la Povertà. Un progetto già pronto, che potrebbe permettere di sfruttare proprio quei 1.6 miliardi di bonus al meglio.
 
Tra crisi e austerity: come cambiano i diritti dei cittadini?
Com’è cambiata l’Europa con la crisi e l’austerità? Qual è stato l’impatto sui diritti fondamentali? Prova a rispondere a questa domanda un rapporto del Parlamento europeo redatto per la Commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni. Il documento esamina come e quanto i diritti fondamentali siano stati messi alla prova dalla crisi in sette Stati membri: Belgio, Cipro, Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna. L’impatto delle misure è analizzato nei settori dell’istruzione, salute, lavoro, pensione, accesso alla giustizia e libertà di espressione, in relazione ai tagli alla spesa pubblica. Questi i risultati principali in materia di salute, istruzione e lavoro.
 
Perché più istruzione, da sola, non risolverà il problema delle disuguaglianze
Usa. Nel tentativo di ridurre le disuguaglianze sociali senza alzare le tasse per i redditi alti e senza estendere il sistema di welfare, da più parti si è proposto di potenziare l’istruzione, cosicché più cittadini possano beneficiare dei progressi dell’economia del 21esimo secolo. Se allargare le opportunità educative è una proposta certamente condivisibile e in grado di generare benefici, non è però così certo che così facendo si ridurrebbe il gap tra i più e i meno ricchi del Paese.
 
Banlieues d’Italia: ecco dove l’integrazione è più difficile
La Fondazione Leone Moressa torna ad analizzare la precarietà sociale nelle città italiane, osservando la marginalizzazione degli stranieri e, di conseguenza, il "rischio banlieue". Mettendo in relazione la condizione socio economica della popolazione straniera con i tassi di criminalità e con la presenza o meno di investimenti pubblici per l’integrazione, lo studio valuta quanto nelle nostre città sia alto il rischio di marginalizzazione e, di conseguenza, di disagio e devianza. Complessivamente sono stati analizzati 9 indicatori, da cui si è ottenuto un indice di “precarietà sociale”, utile a definire una classifica delle città più a rischio. | Goffredo Buccini, Corriere della Sera, 30 marzo 2015
 
Politica italiana e lotta alla povertà: il rapporto ActionAid
Povertà ed esclusione sociale sono aumentate drammaticamente, ma la politica italiana continua a dedicare scarsa attenzione al tema. È quanto emerge da un recente rapporto pubblicato da ActionAid e realizzato in collaborazione con Openpololis. L’analisi ha preso in esame i 35.128 atti parlamentari presentati nel corso della XVII Legislatura: gli atti che hanno interessato il tema dell’esclusione sociale e della povertà sono stati solo lo 0,8% del totale.
 
Un piano nazionale contro la povertà
L'Italia dovrebbe dotarsi di un piano volto a introdurre gradualmente una misura nazionale di lotta alla povertà. Questa, in estrema sintesi, la proposta dell’Alleanza contro la Povertà in Italia. L'Alleanza è nata con l'obiettivo di sensibilizzare il governo sul tema ed è composta da numerose associazioni (Acli, Caritas, Forum Terzo Settore, Action Aid, Banco Alimentare, Save the Children e molte altre), dalle rappresentanze di comuni e regioni, e dai sindacati. | Cristiano Gori, Il Sole 24 ore, 4 gennaio 2015
 
Povertà: 2014 anno di promesse
Nonostante un italiano su sei viva in condizione di povertà assoluta, il 2014 è stato un anno di sole promesse. I beneficiari della Carta Acquisti sono aumentati ma siamo ancora lontani dal raggiungere il bisogno effettivo. La sper...
 
Vulnerabilità ed emergenze sociali: il quadro del 15° Rapporto Giorgio Rota
Il 15° Rapporto Giorgio Rota contiene gli esiti di un’indagine ad ampio spettro sulle vulnerabilità (vecchie e nuove) nelle metropoli italiane, dalla quale emergono con maggior chiarezza diverse emergenze sociali in atto: dalla distribuzione ineguale delle risorse al problema della casa, dal crescente fenomeno degli homeless agli alti livelli di disoccupazione. Proponiamo di seguito una sintesi dei principali risultati.
 
Sempre meno spazi e opportunità per i bambini
L'Atlante dell'infanzia di Save the Childrem indica che oltre 1,4 milioni di minori in Italia sono in povertà assoluta. Coloro che vivono in aree metropolitane sono spesso privi del necessario per vivere un'infanzia serena: usufruiscono di un'istruzione insufficiente, molti vivono in alloggi inadeguati e temporanei e la maggior parte non ha neanche luoghi dove giocare liberamente. | La Repubblica, 10 dicembre 2014
 
Per ogni euro ai più poveri ne vanno 10 ai più ricchi
Il rapporto dell'Ocse sulle disuguaglianze e sul loro impatto sulla crescita economica. La forbice tra chi ha più e chi ha meno non è mai stata così ampia negli ultimi trent'anni | Raffaele Ricciardi, La Repubblica, 9 dicembre 2014
 
Fondi Ue: gettone extra da 5 miliardi all'Italia, ma sui soldi non spesi c'è ancora rischio tagliola
Palazzo Chigi lancia l'allarme sul rischio disimpegno da parte della Commissione Juncker. Sprechi, frammentazione dei progetti e incapacità amministrativa nei dati Openpolis: ecco come non sono state impiegate le risorse stanziate da Bruxelles. Ma in futuro il contributo aumenta: ultima chance al Sud
 
Dal Sud a Milano “mamma mafia” offre welfare parallelo
Ogni connessione si appoggia su un’idea precisa di welfare, quella per cui le alternative devono essere ridotte all’osso. Per questo i fatti di cronaca vanno letti insieme, anche se non sono tutti riconducibili direttamente alle mafie, perché ciò aiuta a capire su quale terreno si muovono le mafie e con quale tipo di prevenzione è possibile rallentargli il passo. Per la stessa ragione avrebbe senso preoccuparsi del disagio sociale, non in ottica securitaria, ma per le conseguenze che comporta. Tra cui il fascino di “Mammamafia”. | Carmen Vogani, Gli Stati Generali, 30 novembre 2014
 
Fondi strutturali e lotta alla povertà: le prospettive per l’Italia
Ammontano a più di 42 miliardi di euro i fondi strutturali e di investimento europei che, sulla base dell’accordo di partenariato adottato lo scorso 29 ottobre, l’Italia riceverà per il periodo 2014-2020. Questi fondi serviranno a co-finanziare progetti regionali in materia di coesione sociale, di sviluppo rurale, oltreché nel settore marittimo e della pesca. Se si considerano gli obiettivi, più di 4 miliardi sono destinati a “Promuovere l’inclusione sociale, combattere la povertà e ogni forma di discriminazione”. Come saranno utilizzati questi fondi? Quali sono le prospettive per la lotta alla povertà in Italia?
 
Anno nuovo, Isee nuovo
Con il nuovo anno inizieremo ad impiegare il nuovo Isee, uno strumento molto importante nell’ottica del welfare perché attraverso esso si determinano le condizioni di accesso alle prestazioni sociale e sanitarie. Giro di vite su elusione ed evasione, più attenzione ai beni mobili e Isee differenziato per tipo di richiesta sono alcune delle novità che dovrebbero migliorare l’efficacia dello strumento. Resta qualche questione aperta.
 
Il target europeo in materia di povertà: a che punto siamo?
La Commissione Europea ha di recente pubblicato il rapporto di sintesi della conferenza “The Europe 2020 poverty target: lessons learned and the way forward” tenutasi a Bruxelles lo scorso 9 ottobre. La conferenza - che ha visto protagonisti ministri e altri responsabili politici a livello nazionale, parti sociali, società civile, accademici, imprenditori sociali e rappresentanti delle istituzioni europee - ha risposto all’obiettivo di sviluppare una riflessione sul target europeo di lotta alla povertà, fissato nel quadro della strategia Europa 2020, e sulle prospettive di policy in questo settore.
 
Da Roma a Milano, cosa succede nelle periferie italiane?
Molto è stato scritto sugli scontri che stanno coinvolgendo in questi giorni le periferie di Roma e Milano. Al di là delle ragioni politiche ed ideologiche con cui si sta dando spiegazione a questi fatti, quello che emerge è che essi sono il frutto della crisi ma anche sintomo di un forte bisogno di investimenti in politiche di welfare che siano adeguate ai nuovi bisogni sociali sul fronte dello sviluppo urbano, delle politiche abitative e dell’integrazione. A dimostrazione di come le politiche sociali restino fondamentali per prevenire il conflitto e la deriva sociale, soprattutto in fasi di crisi come quella attuale.
 
La Corte di Giustizia UE si esprime sul turismo del welfare
Nei mesi scorsi alcuni Paesi dell'Unione Europea hanno espresso la volontà di limitare i servizi di welfare garantiti a cittadini di altri Stati Membri, additando queste persone come “turisti del welfare” che si muovono all'interno dell'UE unicamente per godere di migliori prestazioni sociali. A riaccendere i riflettori su questo tema ci ha pensato una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che, pur ricordando che nella legislazione europea già esistono strumenti adeguati a contrastare il fenomeno, ha offerto una pericolosa sponda politica ai Paesi "protezionisti".
 
Cosa succede a Tor Sapienza
L’opinione pubblica si sta interrogando sugli episodi individuando svariate ragioni: razzismo, inadeguate politiche di immigrazione, totale mancanza di protezione per i residenti, ma anche di adeguate politiche sociali, prima di tutto sul fronte della lotta al disagio sociale e dello sviluppo urbano, in particolare in una periferia come quella di Tor Sapienza. Intravedendo in episodi come questi uno degli effetti peggiori delle crisi economiche, che da sempre scatenano intolleranza e conflitti sociali.
 

 
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